TRASFUSIONE LETALE, MAXI RISARCIMENTO
Un milione ai familiari di una donna di Sezze Scalo

(foto dal blog di Beppegrillo)

(foto da beppegrillo.it)

SEZZE – Un milione 100mila euro è il risarcimento riconosciuto agli eredi di una donna di Sezze Scalo uccisa da un’infezione contratta dopo lacune trasfusioni di sangue. La sentenza n. 16604/2013 della 2^ Sezione del tribunale di Roma, Giudice Dott. ssa Laura Scalia è stata notificata oggi (12.09.13) all’avvocato Renato Mattarelli che ha assistito i familiari.

Il Tribunale ha accertato che alcune trasfusioni di sangue, somministrate alla donna presso l’Ospedale di Sezze nel 1980, sono state la causa di una infezione da virus dell’epatite C, della conseguente cirrosi epatica ed infine del tumore al fegato che ha portato alla morte la paziente. La sfortunata signora era giovane, aveva poco più di 40 anni, quando le vennero praticate le trasfusioni e 60 anni quando ha scoperto di avere l’epatite C. Da lì per sei lunghi anni ha combattuto contro la malattia che alla fine l’ha uccisa.

Il Tribunale ha condannato il Ministero della Salute per non aver vigilato sulla raccolta, lavorazione e somministrazione di sangue, da parte dell’Ospedale di Sezze.

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