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Breda ora guarda ai playoff: “Qui si ripartirà da zero”. Complimenti alla squadra e all’Empoli
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LATINA – Nell’ultima partita di campionato di serie B il Latina non riesce a battere lo Spezia e pareggia 0-0 nonostante le occasioni e i tre tentativi di Jefferson. L’Empoli invece corona il sogno vincendo 2-0 con il Pescara accede alla promozione diretta in serie A.
In uno stadio Francioni gremito con quasi 8000 spettatori presenti e record di incassi, la gara termina a reti inviolate. Sfuma dunque al termine dei 90 minuti il sogno della promozione diretta in seria A, mentre la formazione di Breda si piazza terza in classifica e accede ai playoff, direttamente in semifinale.
BREDA – “Abbiamo cercato di vincere questa gara nonostante le possibilità si arrivare secondi fossero minime – ha dichiarato il tecnico nerazzurro – Anche se sapevamo che era difficile, un briciolo di speranza c’era. Negli spogliatoi, però, si respirava un’atmosfera strana, di qualcosa che ormai era definito. Dobbiamo fare i complimenti all’Empoli non solo per questa stagione ma anche per quella dell’anno scorso. Ora dobbiamo dimenticarci quello che è stato perché si ripartirà da zero. Questo terzo posto è un traguardo importante, onestamente non mi sarei mai aspettato un tipo di campionato così, ma è stato relativamente facile considerando il gruppo che ho a disposizione: i ragazzi mi hanno sempre seguito con grande spirito di sacrificio. Adesso il campionato è alle spalle; ne inizia uno nuovo brevissimo e fatto di gare in cui non si può sbagliare”.
ASCOLTA al termine dell’incontro Roberto Breda al microfono di Antonio Bertizzolo
JEFFERSON – Jefferson in conferenza stampa: “Un pò di delusione c’è perché guardando la stagione – ha detto l’attaccante – paghiamo il mezzo passo falso di Castellammare. Anche la gara contro lo Spezia è stata condizionata dal fatto che nel secondo tempo l’Empoli si è portato sul 2-0, a quel punto dovevamo puntare soltanto a mantenere il terzo posto. Adesso penseremo ai playoff: sono sicuro che Dio mi sta riservando qualcosa di speciale”.
Soddisfatti per il campionato giocato e pronti alla prova playoff, i nerazzurri Bruno e Facci
ASCOLTA
SGAMBATA POI RIPOSO – Il Latina si è ritrovato già stamane al Francioni. I più riposati hanno sostenuto una sgambata in famiglia contro la Primavera di Marco Ghirotto, per tutti gli altri una seduta defaticante. Seguiranno due giorni di riposo, poi gli allenamenti riprenderanno martedì con la cadenza consueta in vista del debutto in semifinale playoff in programma l’8 giugno.
LATINA-SPEZIA IL MATCH
PRIMO TEMPO – Gara subito viva al Francioni, le squadre si affrontano a viso aperto. A rendersi pericoloso per primo è lo Spezia: Iacobucci è bravo a salvare su Schiattarell, poi Cottafava libera l’area. La risposta dei nerazzurri non tarda ad arrivare: all’11’ Leali blocca il destro da fuori di Jefferson. Si arriva al 20′ senza ulteriori emozioni, il match vive su un sostanziale equilibrio. Al 26′, però, è Leali a salvare in due occasioni lo Spezia, in entrambi i casi su Jefferson: il portiere ospite prima manda in angolo il destro ravvicinato del brasiliano, poi compie un autentico miracolo sulla “zuccata” dell’attaccante. Ancora Latina pericoloso al 35′: Cisotti e jefferson duettano a meraviglia, la palla arriva a Crimi che col sinistro mette paura allo Spezia. Poi arriva il riposo.
SECONDO TEMPO – La ripresa inizia con gli stessi schieramenti della prima frazione: a fare la partita è sempre il Latina. Nel quarto d’ora iniziale, però, non succede praticamente nulla degno di nota. Al 17′ i nerazzurri si rendono pericolosi con Cisotti che, lanciato da Crimi, manda di poco sopra la traversa. Il primo cambio del match è di Mangia: al posto di Carrozza entra Culina. Breda risponde con Laribi al posto di Viviani; a seguire entra anche Brosco in sostituzione di Ristovski. I nerazzurri aumentano la pressione, ma il risultato resta bloccato sullo 0-0. Al 33′ ci prova Jefferson, ma il destro al volo del brasiliano finisce in fallo di fondo. Al 35′ per lo Spezia entra Gentsoglou al posto di Sammarco. Tra i nerazzurri, al 40′, entra Ghezzal ed esce Jefferson; nello Spezia in campo Ebagua, fuori Appelt. Poi arriva il triplice fischio.
Latina: Iacobucci, Milani, Cottafava, Esposito, Ristovski (25′ st Brosco), Crimi, Viviani (23′ st Laribi), Bruno, Alhassan, Cisotti, Jefferson (40′ st Ghezzal). A disp.: Tozzo, Bruscagin, Morrone, Chiricò, Ricciardi, Figliomeni. All.: Breda
Spezia: Leali, Madonna, Lisuzzo, Bianchetti, Migliore, Sammarco (35′ st Gentsoglou), Schiattarella, Appelt (40′ st Ebagua), Bellomo, Carrozza (21′ st Culina), Ferrari. A disp.: Valentini, Scozzarella, Magnusson, Catellani, Baldanzeddu, Orsic. All.: Mangia
Arbitro: Ciampi di Roma. Assistenti: Di Iorio di Verbania e Colella di Padova. Quarto uomo: Ghersini di Genova
Marcatori: –
Note – Ammoniti: Ristovski
Spettatori paganti: 4185 per un incasso di 63897 euro. Abbonati: 1747. Totale spettatori: 5932. Incasso totale (compresa quota abbonati): 79128 eu
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Un convincente Latina batte 2-0 il Forlì, Volpe: “Giusto premio alla serietà dei ragazzi”
(foto Alessio Privato)
LATINA – Una rassicurante vittoria per il Latina, che sabato pomeriggio allo stadio Francioni ha battuto per 2-0 il Forlì con i goal di Marenco (10’) e di Tomaselli (38′). Unanime il giudizio positivo sulla prestazione dei nerazzurri che hanno segnato nel primo tempo e poi difeso il risultato. Mister Volpe al termine della gara ha fatto i complimenti ai suoi, “volevamo la vittoria ce la siamo presa”, ma ha anche sottolineato che cosa è mancato.
“Sicuramente vincere dà fiducia, dà entusiasmo – ha commentato il tecnico nerazzurro – Faccio complimenti ai ragazzi perché hanno fatto una partita sotto il profilo della voglia, dell’atteggiamento, una partita giusta. La cosa che mi fa arrabbiare è che possiamo fare cose migliori con la palla e anche senza. Perché noi non dobbiamo mai accontentarci del risultato, ma bisogna sempre pretendere il massimo dal nostro valore. Ripartiamo da una vittoria che era importantissima, perché la volevamo, la cercavamo tutti. L’abbiamo fatto nel modo giusto. Oggi era importante vincere e l’abbiamo fatto in maniera convincente. Poi sicuramente queste partite vanno chiuse, perché abbiamo avuto tantissime occasioni per farlo e non l’abbiamo fatto. A volte un episodio o una palla messa su può compromettere un risultato, una prestazione che ci avrebbe tolto qualcosa. Sicuramente l’espulsione ci ha agevolato, ma nulla toglie a quello che poi hanno prodotto i ragazzi. E’ un premio soprattutto per la loro serietà, per la loro abnegazione durante la settimana”.
IL TABELLINO – Latina Calcio 1932 2 – 0 Forlì
Latina: Mastrantonio, Ercolano, Porro (77’ Calabrese), De Cristofaro, Baez (85′ Di Giovannantonio), Marenco, D’Angelo (60’ De Ciancio), Plescia (60’ Cioffi), Carillo, Lipani, Tomaselli (60’ Keita). A disp: Basti, Giora, Bruscagin, Castorri, Sylla, Riccardi, Sussi, De Marchi. Allenatore: Gennaro Volpe.
Forlì: Theiner, De Risio (66’ Rosetti), Petrelli (73’ Tordiglione), Coveri (45’ Gabellini), Macri, Farinelli, Mattioli (85′ Perini), Scaccabarozzi (73’ Perretta) Palomba, Onofri, Munaretti. A disp: Tagliaferri, Veliaj, Mandrelli, Valentini Fi, Gaiola, Valentini Fe, Attasi, Diop. Allenatore: Nicola Campedelli.
Arbitro: Mattia Maresca di Napoli.
Assistenti: Matteo Bertelli di Prato e Vito Mattia Losapio di Siena.
IV Uomo: Alessandro Silvestri di Roma 1.
Operatore FVS: Giuseppe Scarpati di Formia.
Marcatori: 10’ Marenco (L), 38’ Tomaselli (L)
Ammoniti: 53’ D’Angelo (L), 63’ De Risio (F), 76’ Carillo (L), 82’ De Ciancio (L)
Espulsi: 31’ Palomba (F)
Angoli: Latina 6 – 5 Forlì
Recuperi: 4’ pt / 5′ st
Note: spettatori totali 1219 di cui 768 abbonati e 9 ospiti
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ExtraInvictus 2026: calcio e resilienza in “Chi vive d’amore” di Massimo Proietto e Antonio Barracato
“Chi vive d’amore” di Massimo Proietto e Antonio Barracato è un romanzo di formazione che mette al centro il percorso di un ragazzo e il difficile passaggio dall’infanzia all’età adulta. Il libro riceverà una delle otto menzioni ExtraInvictus della settima edizione del Premio Letterario Sportivo Invictus, riconoscimento dedicato alle opere capaci di raccontare lo sport attraverso storie che ne valorizzano anche la dimensione umana e sociale. La menzione sarà consegnata l’8 settembre alle 18.30, al Castello Caetani di Sermoneta, durante la serata ExtraInvictus.
Al centro della storia c’è Paolino, un giovane talento del calcio che sogna di trasformare la propria passione in una professione, ma che si trova improvvisamente costretto ad affrontare una tragedia destinata a cambiare radicalmente la sua vita. Il calcio diventa così molto più di una semplice ambientazione. È il terreno sul quale Paolino impara a misurarsi con la fatica, le responsabilità, le sconfitte e la necessità di continuare a credere nei propri obiettivi anche quando il percorso sembra interrompersi. Accanto a lui ci sono persone capaci di sostenerlo e accompagnarlo, dimostrando come la crescita di un ragazzo non sia mai soltanto un percorso individuale.
Il romanzo nasce dall’incontro tra due sguardi ed esperienze diverse, quelli degli autori, capaci di utilizzare lo sport per parlare di qualcosa di più universale: il modo in cui una persona costruisce se stessa quando la vita la costringe a crescere, e quanto siano importanti le persone che decidono di restarle accanto.
Su Radio Immagine, Antonio Barracato ci ha parlato della costruzione del personaggio di Paolino e del significato di raccontare, attraverso la storia di un giovane calciatore, la forza necessaria per continuare a inseguire i propri sogni:
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Il Comandante provinciale dei carabinieri di Latina, col. Angellillo, dirigerà il Centro Operativo della Dia di Roma. Il saluto
LATINA – Andrà a dirigere il Centro Operativo della Dia di Roma, spogliandosi temporaneamente dell’uniforme, il colonnello Christian Angelillo, fino a oggi Comandante provinciale dei carabinieri di Latina, in partenza per il nuovo prestigioso incarico. A tre anni dal suo arrivo nel capoluogo pontino, sono i giorni dei saluti, una lunga sequenza per l’alto militare che sul territorio provinciale di Latina ha costruito relazioni anche umane profonde. Questa mattina, l’incontro con i giornalisti che si è tenuto nella rinnovata sala stampa della caserma Cimarrusti di Piazza della Libertà dove ha parlato di un’esperienza umana e professionale totalizzante.
“l mio percorso qui a Latina si conclude con sentimenti di gratitudine, in primis verso i carabinieri del Comando Provinciale di Latina, a cui si devono tutti questi risultati sul piano preventivo e dell’azione di contrasto. Ho cercato in tutti i modi di rappresentare questo sforzo nel modo più etico possibile, con disciplina e onore, e soprattutto cercando di creare una stretta sinergia con tutte le istituzioni coinvolte nelle azioni di prevenzione e contrasto, mi riferisco in particolare alla Prefettura e alle procure ordinali e distrettuali. Quest’opera di unitarietà spero, credo, sia stata percepita e credo sia la premessa anche per politiche attive che valorizzino le tante meravigliose realtà, soprattutto nei corpi intermedi, che caratterizzano questo territorio”.
Con un pizzico di non celata commozione, Angelillo ha parlato di un territorio meraviglioso. “Quando lo definivo meraviglioso ovviamente si univano due fattori, quello dell’intensità del vissuto personale insieme alla mia famiglia, totalizzante, questo territorio che ci ha restituito tante amicizie, tanti legami che porteremo con noi, e dal punto di vista professionale è stata un’esperienza fantastica della quale non avevo la piena condizione. L’idea soltanto è che abbiamo dovuto affrontare minacce diverse, parliamo anche di forme di criminalità organizzate completamente diverse, soprattutto dal carattere transnazionale e soprattutto di mafie, di matrici italiane diverse, tra loro a volte anche in interazione, questo ha necessitato di uno sforzo, di diversificazione dell’azione di prevenzione e contrasto, mirata chirurgica per ogni singola minaccia.
È in questo che ho riconosciuto il grande valore dell’arma dei Carabinieri e dei componenti del Comando Provinciale, ma insieme a tutte le altre parti di specialità e forestali che hanno dato e danno ogni giorno un grande supporto e rappresentano veramente un presidio di sicurezza per i cittadini, così come le stazioni Carabinieri, che caratterizzano la nostra identità di forza di polizia sul territorio, di prossimità, sono loro il vero avamposto di umanità e delle istituzioni, sul territorio e sui territori. E in questo ho avuto sempre espressioni di riconoscimento e di valorizzazione dell’opera svolta dai Carabinieri e dei comandi stazioni verso la cittadinanza, verso le fragilità, le tante fragilità che oggi caratterizzano questa umanità che a volte è troppo tecnologica”.
Dal punto di vista investigativo, un’esperienza che porterà con sé a Roma nel suo nuovo incarico. “Credo che il mio trasferimento non vada lento in modo personalistico, il mio nuovo incarico con il Centro Operativo della Dia di Roma vada letto in una logica di sistema, a cui segue tra l’altro il mio trasferimento con il Comandante Nuovo Investigativo, a rivestire il delicatissimo incarico di Comandante Nuovo Investigativo di Roma. Io credo – ha concluso Angelillo – che in questo senso sia stato premiato un modello organizzativo in cui il confronto tra le persone e idee innovative, anche sul piano del contrasto al cybercrime e all’incidenza delle tecnologie e l’utilizzo delle tecnologie da parte della camera organizzata abbiano rappresentato una componente importante”.
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