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Salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, convegno della Femca Cisl
LATINA – Venerdì 30 maggio nei locali del cinema Oxer di Latina, con inizio alle ore 10,00 si aprirà il convegno “Prima di tutto la salute e la sicurezza sui luoghi di lavoro”, organizzato dalla Femca Cisl di Latina. All’incontro prenderanno parte Pier Paolo Pontecorvo Vice Presidente di Unindustria Latina, Antonella Zonetti neo Presidente di Federlazio Latina, Franco Rina Giornalista La 7 e Direttore Cinemadamare, Olindo Lazzaro Direttore Sicurezza ed Ambiente della società AbbVie di Campoverde, Laura Pesino ed Elena Ganelli giornaliste e registe, unitamente ai componenti del Consiglio Generale Femca Cisl Latina. A concludere la giornata e riassumere quanto emergerà dal dibattito sarà Angelo Colombini Segretario Nazionale della Femca Cisl.
I lavori saranno aperti dal docu-film Happy Goodyear, recentemente premiato come miglior documentario italiano al Riff – Roma Indipendent Film Festival 2014. Un filmato che, attraverso la voce ed i volti dei suoi protagonisti, racconta la storia della fabbrica di pneumatici Goodyear insediatasi tra gli anni ’60 e ’70 a Cisterna di Latina.
“Prendendo spunto da questo caso – spiega Roberto Cecere Segretario Generale della Femca Cisl di Latina – la nostra Federazione, ha deciso di affrontare il tema dell’ambiente interno ed esterno ai luoghi di lavoro, ben consapevole di come un modello di sicurezza all’avanguardia debba essere integrato ed affrontare a tutto campo, sia gli aspetti lavorativi di un’azienda che il suo rapporto con il territorio circostante che la ospita.”
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Trail di San Martino, il 3 maggio si corre a Priverno
Domenica 3 maggio si svolgerà la terza edizione del “Trail di San Martino”, un evento di sport, storia e natura organizzato dalla Podistica Priverno, con il patrocinio del Comune e in collaborazione con l’UISP, con l’Asd Monti Lepini e con la Protezione Civile. La manifestazione sarà abbinata come sempre al Memorial dedicato ad Andrea Zuccaro, indimenticato podista del luogo tra i fondatori della società. Questa nuova tappa del Grande Slam “Natalino Nocera” riserverà ai podisti un percorso impegnativo e allo stesso tempo affascinante: alle 9,30 si partirà dal suggestivo Castello di San Martino e si percorreranno 13 km con un dislivello positivo di 258 metri, lanciandosi verso scorci che sanno di Storia lungo la via Francigena, passando per il borgo medievale di Fossanova, costeggiando l’argine del fiume Amaseno e facendo ritorno al punto di partenza dopo aver attraversato il bosco alle pendici di Priverno.
Nel 2024, sulla stessa distanza, vinse Gabriele Carraroli con un tempo di 48’39’’. Tra le donne si impose invece Roberta Andreoli, arrivata al traguardo con un tempo di 1.02’.34’’. I primi 400 iscritti avranno diritto ad un pacco gara contenente anche la gustosa “Falia”, prodotto tipico del posto. I primi cinque e le prime cinque della classifica generale si aggiudicheranno dei genuini prodotti locali e vario abbigliamento sportivo. Importanti riconoscimenti andranno anche ai primi cinque di tutte le categorie e alle prime cinque società con almeno 20 atleti al traguardo.
La Podistica Priverno ha pensato poi a quanti vorranno godersi il paesaggio camminando: dopo il raduno delle 8 con caffè di benvenuto, ci si potrà iscrivere ad una passeggiata turistica non competitiva di 8 km, con partenza simultanea a quella dei podisti.
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Gianfranco Pannone torna in Basilicata e racconta le “Devozioni”: “Ma con uno sguardo laico, ad altezza d’uomo”
LATINA – Uno sguardo laico per raccontare le “Devozioni“: è questo il titolo del nuovo documentario di Gianfranco Pannone che sarà presentato a Latina domani sera, 30 aprile, per Lievito. E’ ambientato in Basilicata, una terra che il regista di Latina aveva già raccontato attraverso la sua macchina da presa in Pietre, miracoli e petrolio.
Ti sei innamorato della Basilicata?
Io mi innamoro sempre un po’ dell’Italia in generale, sono ormai più di 35 anni che batto l’Italia da nord a sud e mi meraviglio sempre. Devo dire che però la Basilicata ce l’ho del cuore, perché questa è la terza volta che torno a girarci, la prima volta fu con Pietre, miracoli e petrolio, un documentario sul petrolio in Basilicata e adesso c’è Devozioni. In mezzo c’è anche un cortometraggio per la candidatura di Matera a Capitale della Cultura, quindi la conosco abbastanza bene e l’amo tanto, perché è una terra in qualche modo un po’ nascosta, ma che ci dice tanto, una terra battuta da genti di ogni dove da più di 2000 anni, e che ha nel suo rapporto con la natura e con la fede qualcosa da insegnarci. Andare nella devozione popolare, tra le montagne, nella provincia di Potenza, nella Lucania interna, significa andare a trovare degli scrigni di cultura quindi validi anche per il laico e non solo per il credente, una cosa di cui forse abbiamo bisogno un po’ tutti”.
L’audio dell’intervista
E sei arrivato in un convento francescano, giusto?
Tra gli altri sì, uno dei luoghi, è un convento francescano che rischia di chiudere. Diciamo che sono andato a cercare dei luoghi della fede interessati trovando anche delle cose che sono legate alla nostra contemporaneità. E’ un viaggio tra memorie pasolignane, conventi che rischiano di chiudere, santi piccoli e beati, che sono i santi minori, ma allo stesso tempo anche poetesse visionarie. Un viaggio un po’ particolare che ho fatto seguendo non solo le processioni e i luoghi di culto, ma seguendo le vicende di persone che vivono la Lucania da dentro e che hanno qualcosa da dirci.
Storia, tradizioni, tu hai sempre uno sguardo molto attento alle melodie popolari.
Sì, c’è una cosa molto importante il canto popolare e qui Caterina Pontrandolfo oltre a farci la consulenza musicale è presente anche nel film e sui canti che sono per lo più canti di devozione alla Madonna, canti in dialetto lucano straordinari, bellissimi, spesso anche quasi inediti al grande pubblico, comunque poco conosciuti, che compongono insieme alle musiche di Rocco De Rosa, anche lui autore e musicista lucano, la colonna sonora. Una colonna sonora anche diegetica come si dice in gergo, nel senso che la vediamo anche dal vivo, la vediamo cantata da Caterina stessa e dai devoti lungo i loro percorsi religiosi.
Tra le Devozioni, ce n’è una che ti ha colpito in maniera particolare?
C’è questa cosa incredibile della storia del Beato Egidio, quindi non è un santo, è una figura molto amata nel comune di Lorenzana e questa figura è un francescano a metà strada da San Francesco e però San Giuseppe da Copertino, anzi assomigliava più a San Giuseppe da Copertino, quindi era un frate anche ignorante, estremamente semplice, molto legato agli animali e alla natura e rappresenta un po’ questa genuinità anche che passa attraverso il legame con la terra e il legame con la natura stessa e questo santo è amatissimo dalla gente, ma è un santo locale, è amato in due o tre comuni, non è un santo allargato, appunto è un Beato, diverrà forse un giorno santo, però.
L’appuntamento con il regista Gianfranco Pannone che torna a Lievito, è per giovedì 30 alle 21 al cinema Corso.
“Presenterò al Cinema Corso il film insieme a Renato Chiocca che è un po’ il patron di Lievito, e ne sono molto felice perché Lievito è sicuramente un bel respiro in una città che purtroppo culturalmente è un po’ paludosa come la nostra Latina, e due perché, tra altre cose, vado a Latina dopo essere passato per il Bari Film Festival dove c’è stata la prima assoluta, prima che il film vada in tour, a cominciare dal Novo Saker di Nanni Moretti a Roma il 12 maggio, in mezzo c’è questo appuntamento che è anche un assaggio per vedere il pubblico come reagisce. Ci tengo a dire che è un film rivolto a tutti, anzi forse più al pubblico laico che al pubblico dei credenti, perché ho cercato di preservare proprio questo approccio in qualche modo antropologico, ad altezza d’uomo, che non giudica e non si abbandona al pensiero degli altri, ma cerca in qualche modo di capire se ci sono delle zone dove in qualche modo il senso del sacro in quest’epoca un po’ arida che viviamo e anche di guerre, abbia una ragione d’ essere.
Pannone sarà presente in sala per dialogare con il pubblico.
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Il mercoledì di Lievito: ere glaciali, il corpo attraverso il fumetto, un talk su Latina, il libro di Smeriglio e la musica
LATINA – Il mercoledì di Lievito inizia ancora una volta tra i banchi di scuola. Protagonisti gli alunni delle classi quarte dell’IC Da Vinci – Rodari, che a partire dalle 9 nella Sala Grande del Palazzo M daranno luogo a un racconto animato e interattivo. L’ambientazione è in una provincia di Latina preistorica: attraverso un laboratorio interattivo i bambini andranno alla scoperta di ere glaciali e interglaciali, studieranno antichi animali e il loro rapporto con l’uomo, provando a capire cosa ci insegnano sulla storia del clima del nostro pianeta e sui cambiamenti climatici in corso, proprio come fanno i paleontologi e i climatologi. L’evento è curato dall’associazione Quartieri Connessi, con Ferdinando Cedrone, Francesca Suale ed in collaborazione con il divulgatore scientifico Marco Mastroleo; la voce narrante è affidata a Gioconda Bartolotta.
Un occhio di riguardo ai più giovani anche nel pomeriggio, quando in Sala Caminetto a Palazzo M alle 16 sempre “Con (le) forme – la percezione del corpo attraverso il fumetto” aprirà la seconda parte della giornata di Lievito. Un evento curato da Maila Di Domenico e Monica Felici della libreria “A testa in giù”, rivolto ai ragazzi dai 10 ai 13 anni: un laboratorio di due ore tenuto dalla fumettista Ilaria Palleschi, autrice della graphic novel Conforme, durante il quale i ragazzi impareranno attraverso il disegno a riflettere sulla percezione di se stessi e degli altri. Prenotazione obbligatoria con QR code e merenda offerta da NaturaSì.
Stesso luogo stessa ora, ma in Sala Grande, un talk sulle origini della città di Latina. Alle 16 Paolo Costanzo incontrerà il pubblico di Lievito per “Latina già Littoria. Città di Fondazione, del Novecento”. Un approfondimento durante il quale emergerà la natura del capoluogo pontino nel suo contesto nazionale e internazionale in riferimento ai temi della cultura, del paesaggio, dell’urbanistica e dell’architettura.
Alle 17:30 l’incontro con Massimiliano Smeriglio autore de “Il legame covalente” (Mondadori), romanzo incentrato sulla metafora di un forte legame tra un professore di chimica e sua moglie. La loro relazione coniugale è intensa e ricca di piccole abitudini, finché tutto non viene rotto dal caos prodotto dalla malattia. Il libro pone molte domande profonde sulle quali anche il lettore dovrà interrogarsi.
Il pomeriggio a Palazzo M si chiude alle 19 con il consueto appuntamento musicale. In cortile, Silvio Scena al pianoforte, Vittorio De Angelis alla batteria, Francesco Cecchet al basso e Giulio Bozzo alla tromba, per un “Piccolo ensemble di musica per il cinema e la televisione”. Alle 20 pausa degustazione nel foyer a cura di Strada del Vino e Caffè Poeta e poi alle 21 riflettori di nuovo accesi in Sala Grande. Qui l’associazione Quartieri Connessi e la compagnia teatrale Botteghe Invisibili portano in scena “Povero diavolo”, una pièce teatrale in ricordo di Stefano Benni, nata da un’idea di Giulio Capirci e Francesca Suale, con la regia di Franceco D’Atena. Lo spettacolo in un unico atto ha per protagonista un lupo che regola il “traffico” delle anime appena dipartite, indicando loro la direzione da prendere. Un lavoro diligente e preciso, finché un giorno non disobbedisce alle regole.
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