NANGA PARBAT 2015

Nardi: “Elisabeth e Thomek non danno notizie da 10 giorni”

L'alpinista di Sezze turbato: "Per noi la vetta può aspettare"

vettaLATINA – “Ieri con Roberto (Delle Monache) abbiamo trovato una strada per superare l’enorme ghiacciaio che ci separa dallo sperone Mummery. Due giorni in quota per montare campo 2, fare un pò di acclimatazione e vincere il ghiacciaio. Avevamo intenzione di restare altri giorni per andare a vedere da vicino lo sperone e magari fissare una tenda alla sua base. Tuttavia abbiamo deciso di scendere. La nostra decisione è stata dettata oltre che dalla soddisfazione del lavoro fatto sul ghiacciaio, che quest’anno è veramente difficile da attraversare, ma anche e sopratutto per la preoccupazione per i nostri due compagni di spedizione Elisabeth e Tomek che mancano dal campo base da dieci giorni e con cui non abbiamo nessuna comunicazione diretta”.

Dopo aver preso le distanze dalla scelta non certo prudente dei due colleghi che hanno rifiutato le radio messe a disposizione da Ali e dalla “Spedizione” isolandosi di fatto dal Campo Base che a questo punto non è più in grado di seguire i loro spostamenti, Nardi si dice preoccupato: “Abbiamo provato ad inviare messaggi per capire come stavano e dove si trovavano ma non abbiamo ottenuto nessuna risposta. Anche se è evidente che hanno scelto un altra strada, qui al campo base la sensazione di responsabilità nei loro confronti è altissima. Tutti mi chiedono ed io, mio malgrado, non so che rispondere – dice ancora Nardi –  Per questo motivo abbiamo deciso di restare al campo base in attesa di notizie certe sul fatto che stiano salendo o realmente scendendo dalla montagna al fine di poter essere d’aiuto qualora ce ne fosse bisogno. Purtroppo più di questo non posso fare. Non è bello essere qui in attesa senza notizie. Anche io sono un alpinista e posso capire il richiamo di una vetta cosi importante. Comprendo anche che a volte comunicare da li su è molto difficile. I mezzi tecnologici a causa del freddo e della distanza non funzionano bene o le batterie velocemente si scaricano, molto più velocemente del normale. Anche per questo non ce la sentiamo di lasciare scoperto il campo base. Aspettiamo speranzosi di vederli apparire con la Vetta in tasca sani e salvi e poter continuare con il nostro progetto”.

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