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CRONACA

Omicidio Piccolino, confessa Michele Rossi. Caccia alla calibro 22 che ha sparato

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FORMIA – Manca solo l’arma del delitto. Dopo la piena confessione di Michele Rossi l’imprenditore residente nel sud pontino arrestato con l’accusa di aver ucciso a sangue freddo l’avvocato Mario Piccolino, gli investigatori della squadra Mobile di Latina hanno trovato e sequestrato in casa dell’uomo quattro fucili regolarmente detenuti. Nessuna traccia invece della calibro 22 che ha ucciso il legale di Formia. L’omicida l’avrebbe buttata in un fiume.

L’uomo, apparso molto provato ha raccontato alla presenza del pm di Cassino di aver agito perché Piccolino lo aveva “rovinato”. Secondo gli investigatori Rossi pensava al suicidio. Il legale dell’uomo, Andrea Di Croce ha annunciato che chiederà una perizia psichiatrica per il suo assistito ritenendo che abbia agito in preda ad un raptus. Domattina (venerdì) è previsto l’interrogatorio di garanzia nel carcere di Cassino dove l’omicida è detenuto in regime di isolamento.

LA CONFESSIONE  – Rossi era crollato alcune ore dopo l’arresto. L’imprenditore originario di Cellole, ma residente a Santi Cosma e Damiano, ha raccontato tutto negli uffici del commissariato di Formia dove dopo l’arresto era stato portato per le formalità di rito. La sua permanenza si era prolungata e subito si era pensato ad una confessione.

Dunque non è stata la camorra a uccidere Mario Piccolino, l’avvocato e blogger antimafia freddato da un killer nel suo studio a Formia alla fine di maggio. Il caso era stato subito affidato all’antimafia, ma gli investigatori della Questura di Latina avevano subito seguito l’altra pista, quella di una vendetta personale.

Il presunto assassino è un imprenditore incensurato, arrestato in un blitz nel pomeriggio di ieri: il movente del delitto sarebbe una causa civile per una grotta trasformata in abitazione sull’isola di Ventotene, vinta da Piccolino per conto dei suoi clienti e persa dall’omicida Michele Rossi, 59 anni, originario di Cellole, vicino Caserta, ma residente a Santi Cosma dove è stato bloccato. A far perdere la testa all’uomo sarebbero state anche le parole scritte dal legale sul suo blog Free village e riferite a quella causa, visto che la vicenda processuale si era chiusa nel 2003. L’articolo con precisi riferimenti a Rossi era apparso 22 settembre scorso.

Gli investigatori cercano ora l’arma del delitto che i primi risultati balistici sembrano confermare sia stata una pistola a tamburo calibro 22. La perquisizione effettuata nella villa di Rossi ha consentito di trovare diverse armi, tra cui 4 fucili, detenuti legalmente.

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I trecento internati di Sezze ricordati a Montecitorio, Lucidi: “Alcuni morirono altri tornarono a casa dopo quasi due anni di stenti”

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SEZZE  – Il sindaco di Sezze Lidano Lucidi ha partecipato questa  mattina a Montecitorio alla cerimonia “Il coraggio e la consapevolezza del rifiuto: l’esempio degli italiani tra memoria, dignità e libertà”, dedicata alla Giornata nazionale degli internati militari italiani (IMI).

L’evento rende omaggio ai militari e civili italiani deportati che scelsero di rifiutare la collaborazione con la Germania nazista e la Repubblica Sociale, pagando a prezzo di immani sofferenze e spesso della vita la propria scelta.

“Alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella  – racconta Lucidi – ho sentito nominare la città di Sezze e i suoi 300 internati. Quei concittadini non hanno piegato la testa, hanno detto NO ai nazisti e per questo sono stati internati nei lager di Hitler. Nelle carrozze dove si trasportavano 8 cavalli vennero ammassati 60/70 militari italiani che dissero NO. Alcuni morirono altri tornarono a casa dopo quasi due anni di stenti, fame, freddo e lavoro disumano. A loro e ai loro familiari il ringraziamento e la stima della città che mi onoro di rappresentare”.

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Gaeta, violazioni e difformità: chiuso un complesso turistico-ricettivo

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GAETA – Era stato controllato ad agosto, ora dopo gli approfondimenti eseguiti e l’analisi dei permessi e della documentazione, i Carabinieri della Compagnia di Formia hanno contestato  diverse violazioni al legale rappresentante di un complesso turistico-ricettivo che si trova nel territorio del Comune di Gaeta.  Le verifiche dei Carabinieri hanno riguardato la struttura ricettiva, ma anche l’attività di ristorazione presente al suo interno, presso la quale veniva anche svolta l’attività di discoteca. L’azione ispettiva  – spiegano dall’Arma – ha portato alla luce gravi violazioni della normativa regionale e nazionale in materia di esercizio delle attività ricettive e di somministrazione di alimenti e bevande. Nello specifico, le inadempienze hanno riguardato la regolarità dei prescritti titoli abilitativi, la conformità strutturale dei locali, il rispetto delle disposizioni di legge relative al subingresso alle variazioni dell’attività. A seguito delle violazioni riscontrate, i militari dell’Arma hanno elevato sanzioni amministrative pecuniarie. Disposta contestualmente anche l’immediata chiusura e la cessazione di tutte le attività esercitate in difetto dei necessari requisiti e delle autorizzazioni previste.

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Il lutto della Fondazione Latina 2032 per la scomparsa di Benedetto Passamonti

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LATINA – Il Presidente della Fondazione Latina 2032, Vincenzo Zaccheo, il Consiglio di Amministrazione e tutti gli organi statutari della Fondazione esprimono profondo cordoglio per la scomparsa di Benedetto Passamonti, fratello del Consigliere di Amministrazione Massimo Passamonti.

«È con profonda tristezza che abbiamo appreso della scomparsa di Benedetto. In un momento così doloroso desideriamo stringerci con sincera partecipazione attorno al nostro Consigliere di Amministrazione Massimo Passamonti e ai suoi familiari, facendo loro sentire la vicinanza dell’intera Fondazione.

La perdita di un fratello tocca la sfera più intima degli affetti e quel patrimonio di ricordi, esperienze e legami che accompagna una vita intera. In circostanze come questa le parole possono soltanto esprimere vicinanza e partecipazione, ma riteniamo importante far giungere a Massimo il nostro sostegno e il nostro pensiero.

A nome mio personale, del Consiglio di Amministrazione e di tutti gli organi statutari della Fondazione Latina 2032 – conclude il Presidente Zaccheo – rivolgo a Massimo, alla famiglia Passamonti e a tutti i familiari di Benedetto le nostre più sincere e sentite condoglianze, unendoci con rispetto e commozione al loro dolore».

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