giudiziaria

Il Riesame nega il dissequestro dei 5 milioni di Paolo Barberini

I giudici hanno sciolto la riserva e rigettato la richiesta dei legali Coppi e Archidiacono

L'ex Ad di Midal, Paolo Barberini

Sorride nella foto l’ex Ad della Midal, Paolo Barberini

LATINA – Resteranno sotto chiave i 5 milioni di euro di Paolo Barberini sequestrati il 12 agosto su decreto emesso (il 7 agosto) dal presidente della sezione penale del Tribunale di Latina, Pierfrancesco De Angelis. Il sequestro conservativo era stato chiesto dalla Procura e dai legali delle parti civili.

Il Tribunale del Riesame ha sciolto oggi la riserva e rigettato la richiesta presentata dagli avvocati dell’ex manager dei supermercati, Coppi e Archidiacono i quali nella loro illustrazione davanti ai giudici De Pasquale, Fosso e Artuso hanno sostenuto che quel danaro era un’eredità ricevuta dal padre, pregressa rispetto al crack societario e che dunque non poteva essere sequestrata. Tra i motivi del ricorso anche il fatto che l’ex amministratore delegato, sotto processo per bancarotta fraudolenta, ha vincolato presso il fallimento somme che i due legali giudicano capienti rispetto ai debiti nel caso di condanna.

Per i giudici però è stato legittimo il sequestro conservativo di quei cinque milioni. Esultano gli ex dipendenti.

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