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Demoliti scheletri abusivi di Quarto Caldo al Circeo

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circeo1SAN FELICE CIRCEO – Demoliti definitivamente anche gli ultimi scheletri abusivi di Quarto Caldo al Circeo, che deturpavano uno degli angoli più suggestivi del Parco Nazionale del Circeo, Quarto Caldo.

A festeggiare sono i volontari di Legambiente,  “dopo la demolizione dell’Isola dei Ciurli, il più grande ecomostro della Regione Lazio e della darsena con annesse strutture abusive sul Lago di Paola – spiegano dal Direttivo del Circolo Larus Legambiente Volontariato –  gli scheletri di Quarto Caldo aggiungono un altro importante tassello alla lotta per il ripristino della legalità nel territorio, che però non deve far abbassare la guardia affinché si continui con nuovo e rinnovato slancio sulla strada della lotta alle illegalità e ad ogni altra forma di abusivismo, nella provincia di Latina come in tutto il Lazio”.

La vicenda affonda le radici nei lontani anni ’70 con una lottizzazione abusiva di quasi 3 ettari per una capacità edificatoria di quasi 100.000 metri cubi in una zona di grande pregio naturalistico, bloccata in un primo momento dall’annullamento delle concessioni edilizie all’intero lotto costituito, a quel momento, da edifici realizzati in maniera parziale e oggetto, in un secondo momento, di una domanda di condono respinta nel 1994, di qui l’impossibilità di effettuare ulteriori lavori abusivi. “L’estinzione infine del successivo ricorso al TAR presentato – si legge nella nota del Circolo Larus –  consentì finalmente l’inizio della procedura di abbattimento. L’iter burocratico è stato tutt’altro che semplice e gli interventi di demolizione hanno subito, negli ultimi due anni e mezzo, diversi stop a causa di intoppi burocratici di varia natura ed altre questioni di carattere economico-finanziario. Va dato atto all’amministrazione comunale di San Felice di non aver desistito dall’impegno assunto e di aver messo in campo tutte le soluzioni possibili per risolvere gli inconvenienti, riuscendo a portare a termine l’opera di demolizione”.

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Sabaudia, altra deposizione: scoperto il 12° nido di tartaruga marina

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SABAUDIA – E’ stato scoperto a Sabaudia da uno dei volontari che supportano la rete Tartalazio, il 12° nido di tartaruga marina Caretta caretta del Lazio. La sorpresa questa mattina durante stava le consuete attività di monitoraggio sulla spiaggia di Sabaudia, nel Parco Nazionale del Circeo. Il volontario ha ha riconosciuto le tracce lasciate nella notte da una tartaruga marina e ha avvisato i ricercatori che arrivati sul posto hanno documentato la presenza del nido e che la deposizione è andata a buon fine.
“Mamma tartaruga  – si legge in un post sui social – ha fatto un ottimo lavoro scavando il nido molto lontano dalla battigia e quindi al sicuro dalle possibili mareggiate. Il nido è stato ovviamente lasciato sul posto. La schiusa è prevista per fine settembre”.
Dei 12 nidi trovati, l’ultimo è il quinto all’interno del Parco Nazionale del Circeo: “Conferma la notevole attrattività di queste spiagge per le tartarughe marine”.

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Tartarughe marine, prima schiusa a Sabaudia

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SABAUDIA – Prima schiusa a Sabaudia per uno dei nidi di Caretta Caretta censiti sulla costa pontina. Non c’è stato bisogno di aspettare le immagini della telecamera posizionata esattamente sopra il punto di deposizione, perché le tracce lasciate sulla sabbia dalle piccole pinne che di notte hanno attraversato la spiaggia, oltrepassando la recinzione dirette istintivamente verso il mare, erano inequivocabili.
E’ Tartalazio a dare la notizie del lieto evento: “Stanotte tantissimi piccoli sono emersi dalla sabbia dirigendosi sicuri verso il mare”. Il nido era stato deposto nella prima metà di giugno e recintato a cura del Parco Nazionale del Circeo per essere poi monitorato dal personale e dai volontari della Rete regionale di protezione delle tartarughe. “Nei prossimi giorni potremo dare ulteriori notizie su eventuali altre emersioni”, assicurano gli esperti.

Al 21 luglio erano 11 i nidi di tartaruga marina Caretta caretta censiti sulle coste del Lazio, tra Torvaianica e Sperlonga.

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Rifiuti alla foce del Garigliano, finanziata la rimozione

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MINTURNO – Il Comune di Minturno potrà ripulire la foce del Garigliano invasa dai rifiuti. Lo farà grazie a un contributo della Provincia, 10mila euro messi a disposizione dall’ente guidato dal presidente Federico Carnevale “per tutelare ambiente, sicurezza e sviluppo del territorio”.
Il contributo, disposto dal Settore Tutela del Territorio e Sviluppo Sostenibile della Provincia, consentirà di ripristinare le condizioni ambientali dell’area, restituire piena fruibilità alla spiaggia e garantire la sicurezza della navigazione, compromesse dall’accumulo di ingenti quantità di materiali plastici, residui lignei e altri rifiuti trasportati dalle piene del fiume e dalle recenti mareggiate – si legge in una nota.
Era stato il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti – Delegazione di Spiaggia di Scauri a evidenziare il problema e non solo per il decoro, ma anche perché la presenza dei rifiuti ” rappresenta infatti un potenziale rischio per la sicurezza della navigazione, con la possibilità che i detriti vengano nuovamente trascinati in mare dalle mareggiate”.

«Con questo provvedimento la Provincia interviene in maniera concreta per risolvere una criticità che interessa un’area di grande valore ambientale e strategico per il nostro territorio. La tutela
dell’ambiente, la sicurezza della navigazione e la valorizzazione delle nostre risorse naturali rappresentano priorità che guidano costantemente l’azione dell’Amministrazione provinciale», sottolinea il Presidente della Provincia. Soddisfazione viene espressa anche dal consigliere provinciale Nicolò Graziano, che ha seguito l’iter del provvedimento. «Questo stanziamento  – dice – conferma l’attenzione della Provincia verso uno dei corsi d’acqua più importanti del nostro territorio. Il Garigliano rappresenta una risorsa ambientale, economica e turistica di assoluto rilievo, frequentata ogni anno da numerosi diportisti e appassionati della nautica provenienti anche dalle vicine province di Caserta e Frosinone.

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