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Il San Francesco Orante di Girolamo Muziano torna a vibrare

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Il critico D'arte Vincenzo Scozzarella accanto al quadro di San Francesco Orante di Girolamo Muziano

Il critico D’arte Vincenzo Scozzarella accanto al quadro di San Francesco Orante di Girolamo Muziano

LATINA – Sarà esposto solo per oggi nel Complesso Monumentale di Tor Tre Ponti e poi tornerà al Castello di Caetani Sermoneta che lo ha custodito per molti anni, il San Francesco Orante di Girolamo Muziano (dipinto su tela 166X200 cm), un piccolo tesoro che data cinque secoli, mostrato per la prima volta al pubblico dopo il recente e accuratissimo restauro.

“Un quadro vibrante”, lo ha definito la restauratrice Gabriella Gaggi, cui la Fondazione Roffredo Caetani ha affidato il compito di riportare l’opera al suo splendore originale, salvandola dall’usura e dal deterioramento di secoli. Alcune toppe sul retro della tela, uno strappo invasivo e scomposto che si trovava in basso a destra sul dipinto, oltre ad alcuni interventi pittorici piuttosto pesanti (operati probabilmente nel Settecento per modermìnizzarlo) hanno suggerito alla onlus che gestisce i beni del Casato, di non attendere oltre e recuperare il quadro attribuito ad uno dei manieristi più apprezzati del ‘900.

Ma come, il quadro di questo “manierista riformato” sia arrivato alla famiglia Caetani, prova a spiegarlo Vincenzo Scozzarella, critico d’arte e direttore del Museo di Valvisciolo: “E’ importante questo restauro, perché recupera l’opera di un pittore che si pone all’altezza di Siciolante e Pomarcancio, ma di cui si è parlato meno. Si tratta di un artoista arrivato a firmare dei grandi dipinti, cosa che fa di lui  un pittore molto apprezzato già in vita. Forse l’arrivo del quadro a Sermoneta è dovuto all’amicizia dei Caetani con i Colonna che erano grandi committenti di opere”. Ascolta

Anche per gli esperti di restauro, operare su un pezzo tanto antico è stato un privilegio: “Il quadro si presentava pressoché intatto rispetto alla sua struttura originaria, un fatto molto raro per un’opera che ha cinque secoli  – ha sottolineando Gabriella Gaggi, illustrando passo dopo passo il lavoro compiuto in circa due mesi  – Il telaio era quello originale, che siamo però stati obbligati a sostituire, perché non reggeva più. L’opera di pulitura invece è stata successiva e realizzata in più fasi. Solo con l’ultima è emerso il viso “liberato” del Santo”.

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A Ninfa in scena The Great Gatsby di Clemente Pernarella: “Un’opera che cento anni fa già raccontava l’oggi”

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LATINA – Teatro, danza, jazz per una storia ambientata negli anni ’20, che racconta soprattutto l’oggi. C’è tanto, in “The Great Gatsby – Quell’estate anche io”, nuovo spettacolo di e con Clemente Pernarella costruito sul libero adattamento del romanzo di Francis Scott Fitzgerald, con Melania Maccaferri e Marco Divsic (che è anche aiuto regista), musiche dal vivo del 52nd Jazz Quartet e i danzatori di Modulo Project. Un’ora e poco più di spettacolo, che sarà in scena nel Giardino di Ninfa il 7, 8 e 9 agosto 2026 (alle 20:30).

“Un romanzo che non mi ha mai abbandonato, l’ho incrociato a 14-15 anni ed è rimasto sempre con me, e che oggi, a centouno anni dalla sua pubblicazione, considero più urgente che mai – racconta Pernarella – . Francis Scott Fitzgerald, raccontava tantissimo della società americana che stava nascendo come modello, le meraviglie, ma soprattutto i pericoli, il rischio e i dolori che il grande sogno americano avrebbe generato.” Fondamentale la musica: “E’ lo scrittore a identificare i ruggenti anni venti, come “l’età del jazz”. Il jazz è protagonista perché è nella poetica di Scott Fitzgerald ed è l’unico genere che riesce a contenere lo spettacolo e le contraddizioni di quel sistema”, aggiunge Pernarella che parla di uno spettacolo  “divertente”, “un gioco a scatole cinesi”. Tra  sogno, illusione e realtà.

Sul palco, nel cartellone culturale della Fondazione Roffredo Caetani, con gli attori, ci saranno i jazzisti Erasmo Bencivenga al pianoforte, Nicola Borrelli al contrabbasso e Giorgio Raponi alla batteria con una giovanissima cantante, Laura Sangermano; si muoveranno i danzatori Alessia Campagna e Francesco Compagnone su coreografie di Laura Bernardini, e valorizzeranno la scena le luci di Gianluca Cappelletti.

“Il protagonista del racconto è il protagonista del romanzo – aggiunge Pernarella – Nick siamo noi, che riusciamo a mantenere ancora uno sguardo distante rispetto a quello che sta accadendo”.

Il teatro torna così nell’area spettacoli di Ninfa dopo un anno di stop. “Un’operazione resa possibile dalla Fondazione Roffredo Caetani. Il mio grazie  – conclude il regista – va alla Fondazione e al suo Presidente Massimo Amodio che conferma la centralità dell’Ente nelle progettualità legate al settore culturale nel nostro territorio”.

Info e prenotazioni 3925407500

https://www.ciaotickets.com/it/ass-cult-lestra

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Il Latina chiude il ritiro di Fiuggi, Condò sul caso Parigi: “Chi lo vuole deve pagare”

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LATINA – Si chiude con una vittoria su rigore, l’ultima amichevole del ritiro di Fiuggi per il Latina Calcio 1932. Contro l’Anzio, che milita in Serie D, i nerazzurri hanno avuto feedback positivi sia sul piano atletico sia sotto il profilo del gioco. Un test utile e una vittoria che permettono al Latina di chiudere nel migliore dei modi il ritiro di Fiuggi –  assicurano dalla società sportiva che ora si trova ad affrontare il “caso Parigi”, l’attaccante che è stato decisivo per il Latina nella scorsa stagione ha infatti manifestato il desiderio di fare nuove esperienze. Dal Club nerazzurro non ci sono stati veti nonostante il contratto in essere con il giocatore, ma l’operazione ha un costo e le offerte –  ha spiegato il direttore sportivo Condò – dovranno arrivare entro il 15 agosto.

Ecco che cosa ha detto il Ds sulla squadra e poi sulla vicenda che riguarda l’attaccante

 

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Latina, l’allarme della Facoltà di Medicina suona da 24 ore e nessuno lo stacca

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LATINA – Un quartiere di Latina è stato “ostaggio” per un’intera giornata, quella di sabato 1° agosto, e la situazione prosegue anche oggi, della sirena dell’allarme della facoltà di Medicina. Il fastidioso suono è cominciato intorno alle 11 della mattina ed è rimasto attivo per tutta la notte e questa mattina, senza sosta per oltre 24 ore. Siamo in Corso della Repubblica, nel pieno centro di Latina, in una zona abitata, alle spalle di Piazza Roma, ma nessuno dei residenti è riuscito a ottenere aiuto. Anche il numero verde della Sapienza è stato bersagliato di chiamate, ma non esiste  un sistema di controllo da remoto da parte dell’Ateneo e dal Polo Pontino, per ragioni non ancora note, nessuno è intervenuto.

Un gruppo di residenti preoccupato dall’insistenza dell’allarme, posizionato sulla facciata che si trova su Via Lago Ascianghi, la parte dell’edificio di recente ristrutturata, ha dichiarato di aver segnalato la situazione alle forze dell’ordine e in particolare ai vigili del fuoco, temendo inizialmente che si trattasse di un dispositivo antincendio, ma quando si è appurato che non c’erano fiamme all’interno della sede universitaria, l’allarme ha continuato a suonare ininterrottamente mettendo a dura prova i nervi di chi è obbligato a subire.

aggiornamento – Intorno alle 10 del mattino di domenica sono arrivati in Via Lago Ascianghi mezzi da cantiere con due squadre di operai e un escavatore che ha cominciato il suo lavoro facendo saltare il manto stradale appena rifatto. Al momento non è chiaro se le due cose siano direttamente collegate, ma l’ipotesi è che si possa trattare di una guasto alle reti di alimentazione dell’energia elettrica che ha generato anche l’avvio dell’allarme. Solo un’ipotesi.

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