il debutto

Terra Pontina: “Coletta è un disco rotto”

L'avvocato e nipote dell'ex sindaco in campo con la nuova associazione

LATINA – “Dopo due anni di mandato ci sorprende che il sindaco Damiano Coletta, in un’intervista alla stampa, giustifichi i ritardi addossando fantomatiche colpe alle vecchie amministrazioni e prometta nuovi risultati per il futuro. Dopo due anni si dovrebbe fare un bilancio, non dare giustificazioni.” E’ il commento dell’avvocato Lorenzo Zaccheo, presidente della neonata associazione Terra Pontina. “Il sindaco, più che aver rappresentato un libro nuovo, assomiglia a un disco rotto – aggiunge Zaccheo  –  Ciò che è stato eventualmente sbagliato dalle precedenti amministrazioni non può e non deve essere la giustificazione per una politica del non fare. Ci si trova oggi di fronte a un’ amministrazione che non riesce, infatti, a gestire neanche le situazioni ordinarie, quali lo sfalcio dell’erba e la manutenzione del manto stradale, un’amministrazione che, al contrario di quanto afferma, sulla marina è in ritardo rispetto alla stagione estiva”.

Discorso a parte quello della legalità: “il sindaco si trincera dietro dichiarazioni teoriche parlando di rispetto delle regole e della legalità, in modo da distogliere l’attenzione dal quotidiano. Nessuno mette in dubbio la sacrosanta importanza di tale principio ma nella legalità vanno fatti progetti, non basta sbandierare un’idea e poi rimanere inermi. Ci stupisce poi che un porta bandiera della trasparenza e della legalità come Coletta non si sia accorto che 13 tra assessori e consiglieri, come riportato dalla stampa locale, abbiano presentato la loro documentazione patrimoniale in ritardo, al punto da far interessare la questione all’ Autorità Nazionale Anticorruzione” .

“Fare promesse in campagna elettorale – conclude il presidente di Terra Pontina – fa parte del gioco, continuare a fare promesse a metà mandato è qualcosa che ricorda la parte più cupa della politica della prima Repubblica, decisamente poco per chi si è fatto eleggere presentandosi come il nuovo libro per la città, che ad oggi pare aver cambiato solo una manciata di nomi a parchi e vie cittadine.”

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