IL CASO

Insulti social all’avvocato d’ufficio dell’assassino di Lucky, l’Ordine: “Tuteleremo gli iscritti”

Il presidente Lauretti dopo il Consiglio annuncia attività di sensibilizzazione

LATINA – Dopo gli insulti e le minacce arrivati via social all’avvocato Codastefano che difende d’ufficio l’assassino del cane Lucky, anche autore di inenarrabili violenze familiari (così come del resto previsto dalla Costituzione che riconosce e garantisce a tutti il diritto di difendersi in giudizio), il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Latina annuncia “ogni iniziativa a tutela della onorabilità della categoria in tutte le competenti sedi giudiziarie” e la promozione di attività di sensibilizzazione.
Nel verbale che ha chiuso la seduta tematica del Consiglio forense del 4 settembre, il presidente Giovanni Lauretti  rimarca che “con sempre maggior frequenza si registrano, sui social network, deprecabili espressioni offensive della reputazione di persone e/o di intere categorie sociali, se non addirittura vere e proprie minacce… che lungi dall’essere esercizio legittimo del diritto di critica, integrano il reato di diffamazione”. Rimarca anche, il Consiglio degli Avvocati che la difesa costituisce un diritto inviolabile, garantito dalla Costituzione e dalle Convenzioni Internazionali sui diritti dell’uomo all’interno del giusto processo regolato dalla legge”.

Secondo Lauretti gli utenti della rete “sono spesso ignari delle conseguenze che l’apposizione di commenti o post irresponsabilmente e superficialmente inseriti potrebbero comportare, sulle sanzioni penali cui si espongono, oltre che sul rischio di imbarbarimento sociale che la non meditata espressione del proprio pensiero determina nella collettività”. Ed è per questo che l’Ordine annuncia che si farà promotore di iniziative pubbliche di conoscenza non solo di un uso corretto della rete e dei rischi cui si espone chiunque manifesti espressioni diffamatorie attraverso internet o altri mezzi di comunicazione, ma anche dello steso ruolo e delle funzioni della Difesa.

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