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Cancro della mammella e del colon retto, due PDTA alla Asl di Latina

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LATINA – Venerdì 23 novembre nell’aula della palazzina direzionale dell’ospedale S.M. Goretti di Latina si terrà il convegno sui Percorsi Diagnostico Terapeutici Assistenziali (PDTA) sul cancro della mammella e del colon retto. Un momento importante per ragionare intorno alle  due delle patologie killer di questo millennio, sui comportamenti corretti da tenere e sui servizi che la Asl di Latina mette a disposizione. Condurranno i lavori, Fabio Ricci direttore clinico della Breast Unit e Marco Sacchi direttore della Uoc di Chirurgia Generale. Hanno concesso il patrocinio la ASL di Latina,  la Regione Lazio, l’Università Sapienza di Roma- Polo Pontino, l’Ordine dei Medici della provincia di Latina, Senonetwork, A.N.I.S.C., Europa Donna. CRM manifesto

In attesa dell’incontro alcune domande rivolte ai diretti protagonisti della giornata aiutano a comprendere quali sono le problematiche da affrontare, quali le attese e gli interventi possibili nelle strutture sanitarie pontine.

Riceviamo e volentieri pubblichiamo.

PDTA CANCRO DELLA MAMMELLA – Rispondono e il dott. Fabio Ricci Direttore Clinico della Breast Unit e il dott. Carlo De Masi Responsabile Aziendale Breast Unit della ASL di Latina, per  conoscere il tumore al seno, il primo tumore nel sesso femminile e per questo chiamato il big killer del terzo millennio.

Dott. De Masi se volessimo sintetizzare al massimo: cos’è una Breast Unit?
Un pool di specialisti dedicati alla gestione del tumore alla mammella che prende in carico le pazienti affette da tumore e le accompagna durante tutto il percorso diagnostico-terapeutico.
Qual’è il requisito base per la nascita di una Breast Unit ?
Operare 150 cancri all’anno. Numero stabilito dalle società scientifiche nazionali ed internazionali per garantire un adeguato standard di qualità e sicurezza.

Dott. De Masi quali sono i vantaggi di avere a Latina una Breast Unit per le donne e per il territorio?
La nostra ASL ha istituito da Gennaio 2016, una Breast Unit unica collocata presso l’ospedale S.M. Goretti di Latina, che comprende oltre alle Unità Operative Ospedaliere, anche cinque Unità Operative dell’Università Sapienza di Roma -Polo Pontino, cioè Oncologia, Anatomia Patologica, Biologia Molecolare, Chirurgia Plastica e Genetica. La nostra Breast Unit copre tutto il territorio provinciale da Aprilia al Garigliano . Bisogna precisare che l’Istituzione di una Breast Unit richiede che vengano soddisfatti numerosi parametri stabiliti anche per legge, uguali su tutto il territorio nazionale e nella comunità europea, sia di tipo tecnologico che di numeri ed esperienza del pool multidisciplinare, questo a garanzia delle pazienti. I vantaggi di avere una Breast unit è un aumento degli interventi conservativi (importanti per l’immagine corporea di una donna che vede nel seno un simbolo insostituibile della sua femminilità-personalità-sessualità- sensualità-maternità). Gli interventi, un tempo per lo più demolitivi (Mastectomie), oggi con la Breast Unit sono per la maggior parte di tipo conservativo e contemplano in contemporanea la chirurgia oncoplastica che comporta risultati estetici rilevanti. Si eliminano gli squilibri territoriali e le diseguaglianze sociali; si riducono gli sprechi, si ottimizzando le risorse. C’è una raccolta dati, da utilizzare a livello scientifico e come controllo delle performace su tutto l’iter diagnostico- terapeutico con una elevazione degli standard di qualità e sicurezza, ma soprattutto, affidarsi ad una Breast unit, aumenta di circa un 20% la sopravvivenza delle donne che si ammalano. La nostra Breast Unit anche se va potenziata e migliorata nell’organizzazione territoriale, ha raggiunto questi obiettivi ed ha prodotto quest’anno due lavori scientifici pubblicati sulla rivista Aestetic Plast. Surg. in collaborazione con la Chirurgia Plastica del prof. Diego Ribuffo sulla tecnica del lipofilling a protezione della protesi dalla radioterapia e sulla rivista European J. Surgical Oncol. sulla tecnica chirurgica del linfonodo sentinella dopo trattamento neoadiuvante, in collaborazione con l’Oncologia Universitaria del prof. Silverio Tomao. Ambedue questi lavori sono stati inseriti nel circuito PubMed, la National Library of Medicine, National Istitutes of Health degli USA.
Dott. De Masi in sintesi la Breast Unit rappresenta lo strumento più adatto e moderno per sconfiggere il tumore al seno?
Certo. Un aumento di sopravvivenza del 20%, riconosciuto a livello scientifico crediamo che debba rappresentare un imperativo anche etico da parte di tutti nell’indirizzare le donne affette da tumore al seno nel loro percorso di malattia, dalla diagnosi, alla chirurgia, ai successivi trattamenti e follow-up esclusivamente all’interno di una Breast Unit. Su questo punto un ruolo centrale e di responsabilità, spetta al medico di famiglia, che ha il compito di proteggere le proprie pazienti indirizzandole verso i percorsi organizzati, cioè lo screening mammografico e le Breast Unit. L’Associazione Europa Donna che raccoglie anche le altre Associazioni sia Italiane che Europee, per la difesa delle donne colpite da tumore al seno afferma che: “Avere una Breast Unit è un Diritto sostenerle è un
Dovere”.

Dott. Ricci nei suoi interventi lei parla spesso di rivoluzione culturale oltre che di evoluzione chirurgica della senologia. Cosa significa?
Certamente! Perché si deve guardare sempre di più alla qualità della vita delle donne operate. Tutto questo non avviene né sarebbe mai avvenuto senza una prima e una seconda rivoluzione culturale. Per intenderci nella prima rivoluzione dagli anni 70 al 2000 la chirurgia senologica è passata secondo il paradigma del prof. Veronesi, dal trattamento massimo tollerabile al trattamento minimo efficace, dopo il 2000, nella seconda rivoluzione la paziente viene posta al centro dell’agire medico, sono le strutture e i servizi che ruotano intorno alla paziente. La
cosiddetta medicina traslazionale, che si può sintetizzare con la frase “ from bench to bedside”, dal “banco della ricerca al letto del paziente”, con un rapporto bidirezionale e multidisciplinare che presuppone un elevato livello di
collaborazione con l’Università, con il fine di migliorare la salute delle nostre pazienti. Le Breast Unit incarnano al meglio questi concetti. Se permette una nota che riguarda specificatamente la chirurgia della nostra Breast Unit. Nel nostro Centro come abbiamo più volte pubblicato su numerose riviste internazionali, gli interventi di quadrantectomie, chirurgia oncoplastica, asportazione del linfonodo sentinella etc, avvengono in day-surgery e in anestesia locale con un risparmio economico di circa il 55% rispetto alle stesse procedure eseguite in regime di ricovero ed in anestesia generale con grande vantaggio per le donne che non vengono allontanate dalla famiglia e dal proprio ambiente.

Dott. De Masi su cosa si basa il Trattamento Minimo Efficace?

Il trattamento minimo efficace si basa sulla necessità di avere una diagnosi precoce e su trattamenti tecnologicamente avanzati, da qui l’importanza dello Screening e della Breast Unit. Il Trattamento minimo efficace non altera la cosiddetta immagine corporea ( io donna come mi vedo, voglio essere vista, o come penso gli altri mi vedono) e l’identità corporea (il vissuto della donna) per mirare ad una migliore qualità della vita. Una attenzione particolare è riservata rispetto al passato, agli aspetti psicologici delle pazienti che vengono seguite passo passo e
diventano protagoniste del percorso di cura che parte già dalla diagnosi. La paziente viene costantemente aggiornata su tutto l’iter diagnostico-terapeutico e sulle sue variazioni.

Dott. Ricci cosa prova una donna nel momento della diagnosi di tumore al
seno?
La donna subisce un terremoto interiore, precipita all’interno di una caverna buia è disorientata, confusa, nella Breast Unit la paziente diventa parte integrante della Breast, si sente accolta, rassicurata, non sminuita nei suoi timori, non relegata ad un ruolo di passività ed impotenza, ma assume un ruolo condiviso degli eventi,quindi condivide un percorso basato sulla conoscenza. Pubblicati e presentati in  numerosi convegni internazionali, abbiamo fatto un parallelo con il mito della caverna di Platone e introdotto il concetto di “Spirale Virtuosa” . A differenza degli schiavi della caverna le donne malate non hanno catene fisiche ma della mente. Queste catene sono rappresentate dalle proprie convinzioni, pregiudizi, sospetti e timori. Liberata da queste catene, la paziente viene presa per mano ed aiutata ad uscire della voragine dove è precipitata alla notizia di essere ammalata. Un percorso a forma di spirale. La scelta della spirale è dettata dal fatto che la paziente alle volte ha la inconsapevole sensazione di non compiere progressi, di tornare al punto di partenza, in realtà percorrendo i cerchi della spirale ci eleviamo progressivamente ad un livello superiore. L’abbiamo chiamata “Spirale Virtuosa”, perché questo percorso porterà la paziente, dalle tenebre della malattia alla luce della guarigione.
Dott. Ricci possiamo affermare che le cure del tumore al seno nelle Breast Unit devono rappresentare come nello slogan di Europa Donna citato dal dott. De Masi, un diritto per le donne malate?
Certo. Le Breast Unit e le cure del tumore al seno all’interno delle Breast, devono costituire un diritto per le donne. Mi permetto con umiltà di affermare che devono rappresentare una serie di diritti. Un Diritto Naturale perché comune a tutti gli individui, dalla nascita; un Diritto Universale poiché deve essere identico per tutti, indipendentemente dalla razza, l’etnia, la religione, un Diritto Inalienabile poiché on può essere ceduto e/o abolito ed è conservato per la vita. Infine un Diritto Indivisibile poiché la sua violazione è una minaccia per tutti gli altri diritti.

Dott. Ricci per tutto questo possiamo concludere affermando che la lotta contro il tumore al seno è una battaglia soprattutto culturale?
Certo, la Cultura è il fattore chiave di questa battaglia per riposizionare l’Uomo al centro delle nostre conoscenze e strategie. Vede, c’è una frase di Nelson Mandela che amo molto e con la quale chiudo spesso i miei interventi pubblici, recita: “La cultura è l’arma più potente che possiamo utilizzare per cambiare il mondo”.

Dott. De Masi sconfiggere il tumore al seno è una speranza?
Per noi è una convinzione, una certezza, sulla quale basiamo il nostro operato quotidianamente.

PDTA COLON RETTO – Risponde Marco Sacchi Direttore della UOC di Chirurgia Generale
1 – Quali sono i problemi del reclutamento dei cancri colo-rettali
nella ASL di Latina?
L’analisi della casistica ha fatto rilevare circa il 60% dei casi operati al Goretti provenienti da un ricovero urgente, obiettivo auspicabile è quello di invertire questa tendenza.
I mezzi per ottenere questo miglioramento sono promuovere l’adesione allo screening ed interessare territorio e medici di famiglia , coinvolgendoli fattivamente , nei Percorsi Diagnostico Terapeutici Assistenziale che sono oggetto di questo Convegno.
2 – Quale è qualitativamente la composizione della casistica del
Goretti?
Come abbiamo precisato l’alta componente proveniente da ricovero urgente mal si adatta ad una casistica selezionata . Componente importante è costituita dall’alta incidenza di comorbilità e dall’età avanzata, ma questo è un problema connesso allo stato della salute pubblica ed ai progressi che hanno portato l’ Italia ai primi posti mondiali per quanto riguarda la longevità.

3 – Quali sono i mezzi per migliorarla?

Come abbiamo già detto migliorare l’osmosi fra territorio ed ospedale attraverso un’opera cognitiva per esempio la stampa di opuscoli con i sintomi più importanti che devono mettere in allarme per una patologia colorettale . Facilitare al medico di famiglia l’accesso alle procedure diagnostiche e l’accesso ai PDTAospedalieri.

4 – Ci sono le competenze e la strumentazione per configurare un trattamento di eccellenza, non solo dal punto di vista qualitativo, ma anche di sicurezza?
Il Goretti come tutti i grandi ospedali, disponendo della Terapia Intensiva, la Cardiologia, l’Unità Coronarica è in grado di fronteggiare tutti gli aspetti di qualità e sicurezza connessi con la cura del Cancro colorettale. Inoltre aspetto fondamentale per la cura è la multidisciplinarità garantita dalla presenza nella struttura ospedaliera della Oncologia, Radioterapia, Chirurgia, Radiologia ad alta tecnologia , Radiologia Interventistica , Medicina Nucleare, Cardiologia, Emodinamica, Endoscopia . Sono garantiti inoltre rapporti con importanti istituzioni che forniscono prestazioni (ecoendoscopia ) come se fossero presenti in Ospedale con tempestività. Per quanto riguarda la chirurgia è presente il laparoscopio con tecnologia avanzata per i coloranti vitali verde indocianina e progressivamente tutti i componenti dell’equipe si formano ed aggiornano continuamente sul campo in importanti centri di rilevanza Nazionale ed Internazionali.
5 – In sintesi qual’ è lo strumento più adatto per affrontare il tumore al Colon?
Affidarsi a grandi Ospedali, con tecnologia, completezza di Unità Operative, Expertise e Multidisciplinarità.

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Pedagnalonga di Borgo Hermada, tutto pronto per il grande giorno: migliaia al via

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È il giorno più atteso della primavera a Borgo Hermada: torna la Pedagnalonga e si prepara ad accogliere migliaia di partecipanti per una domenica all’insegna dello sport, della convivialità e del territorio. La partenza è fissata alle 9.30 dal centro del borgo, che si trasformerà in un grande punto di ritrovo colorato dai partecipanti con pettorale. Ad animare l’avvio anche la mascotte “Miglio”, protagonista di un flash mob diventato virale sui social.

La passeggiata è già sold out da giorni e non sarà possibile partecipare senza iscrizione. Il percorso attraversa anche terreni privati messi a disposizione dalle famiglie locali, con un’organizzazione che garantirà sicurezza e regolarità grazie al supporto di Protezione Civile e forze dell’ordine.

Grande adesione anche per le due gare podistiche: la mezza maratona da 21 chilometri e la prova breve, che per motivi organizzativi si svilupperà su un tracciato di 12,3 chilometri.

Attenzione anche all’inclusività: per il terzo anno consecutivo, in collaborazione con AIC Lazio, saranno disponibili ristori dedicati ai partecipanti celiaci, con prodotti senza glutine distribuiti lungo il percorso. Per accedervi sarà necessario registrarsi alla partenza presso lo stand dedicato. Nell’area di partenza saranno presenti anche spazi dedicati alla prevenzione e al sociale, con stand della Asl, dell’associazione Andos e della Croce Rossa Italiana. Parteciperà inoltre una delegazione dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti di Latina, accompagnata da guide lungo il percorso.

Per consentire lo svolgimento della manifestazione, sono previste modifiche alla viabilità: il centro di Borgo Hermada resterà chiuso al traffico dalle 6 alle 20, con limitazioni su piazze e strade principali. Altre chiusure temporanee interesseranno le vie coinvolte dal passaggio dei partecipanti.

L’invito ai cittadini è di programmare per tempo gli spostamenti e collaborare con il personale sul posto, per permettere il regolare svolgimento di una giornata che si conferma tra le più partecipate del territorio.

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25 aprile Festa della Liberazione, le cerimonie nei comuni pontini

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LATINA – Si svolgeranno a Borgo Sabotino le celebrazioni dell’anniversario della Liberazione d’Italia che prevede la cerimonia di conferimento delle ricompense al valor militare per attività partigiana (periodo 1943 – 1945). Per questo il Comune di Latina ha disposto l’interdizione della circolazione e sosta nella frazione a ridosso del Lido nella giornata di giovedì 23  – dalle 9 alle 12 –  in occasione delle prove e poi il 25 aprile, per la cerimonia ufficiale, dalla mezzanotte e fino alle 13 nell’area dell’istituto Vito Fabiano, piazzale Destro, lato via Domenico Cortopassi e area di sosta sita in via Don V. Onorati, nella porzione più prossima all’Istituto Comprensivo Statale. “Le limitazioni alla circolazione e alla sosta lungo la S.P. 040 Borgo Piave– Foce Verde, nel tratto compreso tra il km 6,780 ed il km 6,960 (strada Foce Verde, dall’intersezione con la S.P. Litoranea all’intersezione con via Don Onorati), dalle ore 09,00 alle ore 12,00 del giorno 23 Aprile 2026 (prove) e dalle ore 08,00 alle ore 13,00 del giorno 25 Aprile 2026 saranno disciplinate con apposito provvedimento dalla Provincia di Latina”. (Ordinanza del Dirigente n. 129 del 20/04/2026)

CISTERNA  -Cisterna celebra con una cerimonia in piazza l’81esimo anniversario della Liberazione d’Italia rendendo omaggio a tutti coloro che hanno combattuto per difendere i valori della libertà e della democrazia sacrificando spesso le loro vite in linea con l’importanza storica della ricorrenza e dei valori anti fascisti. Il programma, al quale parteciperanno oltre al Sindaco Valentino Mantini le autorità civili, militari e religiose, prevede alle 10.30 in piazza XIX Marzo – di fronte a Palazzo Caetani – il raduno delle Associazioni combattentistiche, d’Arma e di volontariato con labari e bandiere. Dopo aver reso gli onori al Gonfalone del Comune, decorato con Medaglia d’argento al Valor civile, il corteo raggiungerà il Monumento ai Caduti di tutte le guerre in piazza Amedeo di Savoia. Qui, dopo lo schieramento di autorità e associazioni, ci sarà la cerimonia dell’alzabandiera e a seguire la deposizione della corona di alloro e le allocuzioni per commemorare la liberazione d’Italia dall’occupazione nazi-fascista. Un anniversario che la comunità sente in maniera particolare nel ricordo dell’Esodo Cisternese, l’abbandono forzato di massa della popolazione di Cisterna il 19 marzo 1944 quando migliaia di cittadini, dopo mesi rifugiati nelle grotte a causa dei bombardamenti alleati, furono costretti a sfollare, evento ricordato per le gravi sofferenze, la resilienza e come fondante della moderna identità.

TERRACINA – Anche quest’anno Terracina celebrerà l’Anniversario della Liberazione con tre momenti di commemorazione. Il primo raduno è in programma alle ore 10.10 del 25 aprile in Piazza XXIV Maggio a Borgo Hermada. Partirà quindi un corteo che attraverserà via Cesare Battisti per arrivare in Piazza IV Novembre, dove verrà deposta una corona d’alloro al Monumento ai Caduti.

Alle 11 il secondo raduno a Terracina in largo Iannacci, con la deposizione di una corona dall’oro al Monumento ai Caduti del Mare. Partirà quindi un corteo che attraverserà via Cavour, Piazza della Repubblica e via Roma per arrivare in Piazza Garibaldi, dove verrà deposta una corona d’alloro al Monumento ai Caduti del Cambellotti. Al termine è previsto il saluto istituzionale e l’intervento dei ragazzi del Servizio Civile di Terracina che leggeranno alcuni brani.

Gli eventi verranno tutti accompagnati dal Corpo Bandistico Città di Terracina e dalle Majorettes.

FONDI – “Il 25 aprile, anniversario della Liberazione dal nazifascismo, è una delle date fondative della nostra storia repubblicana: segna infatti l’inizio di una nuova stagione di democrazia, libertà e pace. Quest’anno la ricorrenza assume un valore ancora più significativo, inserendosi nelle celebrazioni per l’80° anniversario della nascita della Repubblica antifascista”. Lo ricorda la sezione ANPI di Fondi “Pietro Ingrao” promuovendo la pedalata “Sulle strade della Liberazione”, con il patrocinio del Comune di Fondi e della Casa della Cultura e la partecipazione della CGIL di Fondi e delle associazioni Legambiente, Libera, Un Ponte Per ed Obiettivo Comune. L’iniziativa prevede un percorso in bicicletta attraverso le vie cittadine intitolate ai protagonisti della Resistenza e della Liberazione. Un itinerario simbolico e partecipato per rendere omaggio a chi ha contribuito a costruire un Paese libero e democratico. Nel corso delle soste, verrà deposta una coccarda rossa sulle targhe a loro dedicate, accompagnata da letture e brevi momenti di riflessione e approfondimento.

L’appuntamento è alle ore 9:00 in Piazza Giacomo Matteotti, a Fondi. La pedalata, articolata in 18 tappe, si concluderà alle ore 12:00 in Piazza Alcide De Gasperi, con la deposizione di una corona al Monumento ai Caduti, alla presenza del Sindaco di Fondi dott. Beniamino Maschietto e dell’Amministrazione comunale. Tutta la cittadinanza è invitata a partecipare.

FORMIA – “La Città di Formia celebra una delle date più importanti della nostra storia con una giornata dedicata alla memoria, alla pace e ai valori della libertà. Una giornata di condivisione e riflessione per onorare chi ha combattuto per la nostra libertà e per rinnovare insieme l’impegno verso un futuro di pace alla quale tutta la cittadinanza è invitata a partecipare”, si legge in una nota del Comune.

Il Programma della giornata prevede:
Ore 09:00 – Deposizione delle corone d’alloro presso le lapidi commemorative sul territorio comunale
Ore 11:00 – Santa Messa nella Chiesa di Santa Teresa d’Avila
Ore 11:30 – Partenza del corteo cittadino fino a Piazza della Vittoria, accompagnato dal Complesso Bandistico “Umberto Scipione – Città di Formia”
Ore 12:00 – Solenne cerimonia dell’alzabandiera con la partecipazione delle Autorità civili, militari, religiose e delle associazioni
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Lievito, il 25 aprile si legge la Costituzione, poi l’avvio del programma a Palazzo M

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LATINA – Lievito apre la sua XI edizione, il 25 aprile (alle 17) con un flashmob nel cortile di Palazzo M:  la lettura partecipata degli articoli della Costituzione Italiana, in occasione degli ottant’anni della Carta fondamentale della Repubblica.

Alle 18:00 sarà poi la volta della letteratura, con la presentazione del libro “Mai Più” (Laterza). Sarà il momento per il pubblico di incontrare l’autrice Anna Foa moderato dalla giornalista Graziella Di Mambro, in rappresentanza di Articolo 21, associazione in difesa della libertà di espressione intesa come presidio civile irrinunciabile. Con il suo ultimo lavoro, la scrittrice ci ricorda che la memoria della Shoah è un impegno universale verso il futuro. La sua è una voce scomoda, ma necessaria, che unisce la profondità dell’analisi alla libertà del giudizio morale. L’appuntamento è in Sala Grande, all’interno di Palazzo M.

A seguire, “Com’è bella la città: canzoni e parole sparse in libertà”. Sul palco del cortile di Palazzo M, a partire dalle 19:00, saliranno Piergiorgio Ensoli, Roberto D’Erme, Marco Libanori, Marco Malagola e Fabrizio Cavalieri per un racconto in musica che esplora la dimensione urbana. Il Conk-Alma Ensemble presenterà un concerto-performance in cui la canzone d’autore viene attraversata, smontata e reinventata dal vivo. Sarà un percorso sonoro in continua trasformazione: musica, letture e brevi racconti si intrecceranno in modo libero in un’improvvisazione che sarà in grado di produrre una narrazione musicale ogni volta diversa, di dare forma a un dialogo diretto con lo spazio e con il pubblico.

Alle 20:00 il consueto appuntamento con le degustazioni di Lievito nel foyer, per la serata del 25 aprile a cura di Strada del Vino e Mc Giggi.

Alla stessa ora, a chiudere la prima giornata di Lievito, il vernissage delle mostre curate da Fabio D’Achille con Mad – Museo d’arte diffusa, in esposizione fino al 3 maggio. In Sala Caminetto, “Donne al centro”, la collettiva di 25 artiste contro la violenza di genere: un appuntamento di respiro internazionale con tante sensibilità diverse accomunate da questo importante fil rouge. Le artiste coinvolte sono: Paola Acciarino, Ornella Boccuzzi, Natasha Bozharova (Macedonia del Nord), Germana Brizio, Antonella Catini, Raffaella Caminiti, Alessandra Chicarella, Natascia Conforto, Marianna Galati, Liana Gzoghyan (Armenia), Maria Rita Laurenti, Annalisa Lazzarotto, Marina Mangiapelo, Mariam Manukyan (Armenia), Monica Menchella, Roberta Modena, Marta Paladini, Alena Panchishin (Ucraina), Lucrezia Piccolo, Ersilia Sarrecchia, Silvia e Catalina Stan (Romania), Marcela Szurkalo (Argentina), Fabiana Tornesi, Piera Vertecchi.

In Sala Grande invece la mostra “Anatomia dell’assenza”. Mirco Marcacci celebra il nudo femminile lavorando su tele di grandi dimensioni, ispirate agli echi acuti dell’Espressionismo storico e dell’Informale, in cui la figura umana è sottoposta a un’attenta scansione, viene scomposta e ricomposta con un raffinato gioco di incastri.

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