23 novembre

Violenza sulle Donne, flash mob a Latina

Lo organizza Valore Donna che ha invitato i parenti di due vittime

LATINA – Un flash mob organizzato dall’associazione Valore Donna per 23 novembre alle 16 in piazza della Libertà dal titolo “io sono… tutte le vittime della violenza” è una delle iniziative che si terranno a Latina per la Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne. “Ci saranno anche Stefania Mattioli, la madre di Claudia Ferrari, la donna uccisa dall’ex compagno alla periferia di Roma (che ha lasciato due bambine piccole) e Manuela Piccirilli, la donna di Latina raggiunta da alcuni colpi di pistola, lo scorso mese di agosto, da parte dell’ex marito che ha tentato di ucciderla. Tutte, insieme, per ricordare le vittime di femminicidio in occasione del 25 novembre”, spiega in una nota l’associazione Valore Donna”. Sarà presente anche l’associazione Latinaknitcrocket con l’iniziativa “Una rosa bianca per Martina e Alessia”, le due bambine uccise dal padre, il carabiniere Luigi Capasso, lo scorso 28 febbraio a Cisterna. E per l’occasione a Latina torneranno anche le telecamere del programma “La vita in diretta”.

I NEGOZIANTI – “Anche quest’anno  – spiegano ancora da Valore Donna  – abbiamo potuto contare sull’appoggio dei negozianti del centro di Latina che, già da qualche giorno, hanno messo, all’interno delle vetrine, cornici con il nome delle vittime di femminicidio  con la data della loro morte, grazie all’interessamento e alla sensibilità dimostrata da Susanna Gloria, Presidente della Confesercenti”.

“Stando agli ultimi dati, sono in calo tutti i reati legati alla violenza di genere: maltrattamenti in famiglia, stalking, percosse, violenze sessuali mentre aumentano le segnalazioni di presunti autori di reato e le denunce – spiega Valentina Pappacena – almeno stando agli ultimi dati della Polizia, ma c’è ancora tanto da fare – dice la presidente di Valore Donna, Valentina Pappacena –  Come associazione a tutela delle donne maltrattate voglio ricordare che, dallo scorso gennaio tutte le Questure hanno adottato il protocollo E.V.A. (Esame delle Violenze Agite), uno strumento che codifica le modalità di intervento nei casi di liti in famiglia e permette di inserire nella banca dati delle forze di polizia, indipendentemente dalla presenza di una denuncia o querela da parte della vittima, una serie di informazioni utili a icostruire tutti gli episodi di violenza domestica che hanno coinvolto un nucleo familiare. Si tratta – commenta Valentina Pappacena – di uno strumento che finora ha permesso di analizzare più di 9 mila segnalazioni, portando in 159 casi all’arresto in flagranza, in 261 casi alla denuncia e in 81 all’allontanamento alla casa familiare. Una donna che è vittima di violenza si sente sola – spiega ancora il Presidente di Valore Donna – nella maggior parte dei casi è rassegnata, prova vergogna, ha paura di ritorsioni per sé stessa e i propri figli e ha paura di non essere creduta. Ecco perché è così importante assicurare alla donna accoglienza, informazioni e sostegno necessari ad uscire dalla condizione di soggezione ed isolamento che sta vivendo. E quindi ben venga – aggiunge Valentina Pappacena – questo protocollo che ha aiutato molte delle vittime di violenze domestiche che hanno deciso di denunciare. Perché la denuncia resta l’unica via di uscita per situazioni familiari che, se non risolte, sfociano, come purtroppo succede ancora troppo spesso, in quelli che siamo abituati a chiamare femminicidi”.

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