conversione in legge

Decreto sicurezza bis, Trano (M5S): “Poste le basi per Antimafia del Basso Lazio”

La Camera accoglie un'ordine del giorno che punta a potenziare le Procure nelle aree ad alta densità mafiosa

LATINA –  Durante la seduta di oggi dedicata alla conversione in legge del Decreto sicurezza bis, la Camera dei Deputati ha accolto un ordine del giorno a firma del deputato pentastellato di Formia Raffaele Trano che impegna il governo “a valutare l’opportunità di attivarsi, per quanto di competenza, per riesaminare le piante organiche delle procure della Repubblica nelle aree del territorio nazionale ad alta densità mafiosa”.

“Sono state poste le basi per la nascita di una magistratura antimafia nel Basso Lazio”, commenta Trano spiegando che il documento “raccoglie la preoccupazione per la presenza reale di organizzazioni mafiose nel Basso Lazio, come constatato dal capo della Procura di Roma Giuseppe Pignatone e dal procuratore aggiunto della Direzione Distrettuale Antimafia di Roma Michele Prestipino: nel recentissimo volume “Modelli criminali, Mafie di Ieri e di Oggi” i magistrati definiscono questo territorio come un vero e proprio “laboratorio”, dove sono presenti organizzazioni criminali di matrice diversa”.

Trano ricorda la visita al prefetto di Latina Maria Rosa Trio da parte del sottosegretario all’Interno con delega all’Antimafia Luigi Gaetti e afferma: “Abbiamo poco tempo per salvare il territorio della provincia di Latina dalla massiccia invasione della criminalità organizzata. Interi settori stanno passando di mano, mentre gli imprenditori, sempre più emarginati, preferiscono abbandonare attività storiche e, per quanto possibile monetizzare. Tra i settori più a rischio c’è sicuramente quello commerciale, dove il continuo cambio di ragioni sociali e proprietà rende molto complessa l’individuazione. Una situazione esplosiva a cui contribuisce sul fronte degli appalti, l’assegnazione ad un numero limitato di ditte, sempre le stesse, come già evidenziato dalle inchieste Tiberio I e II ed altre”.

La proposta dell’onorevole grillino segue  il confronto con esperti tra cui l’Associazione nazionale Antimafia Antonino Caponnetto: “Poniamo le basi per estendere le sezioni distaccate della direzione distrettuale antimafia o comunque aumentare il numero di magistrati con questo tipo di delega anche nei territori non sede di corte d’appello ma con problematiche di infiltrazioni mafiose conclamate”.

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