l'intervista

Coronavirus, volontariato in difficoltà. Il Girasole: “17 anni dedicati ai nostri ragazzi e ora non possiamo pagare l’affitto”

Patrizia di Benedetto fondatrice dell'attivissima associazione ha lanciato una sottoscrizione solidale

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LATINA – Nottate passate in bianco e poi la comunicazione dolorosa a famiglie e ragazzi: Il Girasole non ce la fa ad andare avanti. “Non riusciamo a pagare l’affitto e non siamo riusciti ad ottenerne la sospensione o la riduzione”, dice Patrizia Di Benedetto, artista, fondatrice dell’Aps (associazione di promozione sociale senza fini di lucro) che con Federica Vivolo da 17 anni anni opera nel terzo settore prendendosi cura di persone “diversamente in gamba”, così li chiama lei; hanno tra i 20 e i 55 anni e hanno trovato nel lavoro svolto da questa realtà un punto di riferimento e una famiglia allargata pronta ad accoglierli, a festeggiare con loro a impegnarli in laboratori e attività. La sede, che per dieci anni è stata ospitata a San Luca da Don Mario Sbarigia (Patrizia è anche catechista), da sette si trova nel palazzo della vecchia Università Pontina in Viale Le Corbusier dove paga un regolare affitto pagato con gli introiti di una serie di attività, ma anche ospitando altre associazioni, corsi e lezioni di chi una sede non se la può permettere: “Volevamo dare ai ragazzi una vera casa, un posto accessibile dove ritrovarsi, un punto di riferimento. Ma ora con le attività ferme e la sede chiusa, andare avanti diventa difficile”.

Il coronavirus ha bloccato anche chi si occupa con professionalità in uno spirito totalmente volontaristico dei più fragili, facendosene carico: “Con l’Alba Run, la prima corsa all’alba realizzata in provincia di Latina, si raccoglieva il necessario per portare d’estate in vacanza i ragazzi del Girasole; con la colonia estiva per bambini al mare, facevamo fare il mare anche ai  nostri ragazzi diversamente abile facendo conoscere questa diversità in maniera naturale ai bambini”.

L’appello lanciato dal Girasole ha colpito tanti: “Si è creata subito tra genitori, simpatizzanti e anche conoscenze recenti una spinta solidale, si sono resi disponibili ad aiutarci. Al di là della situazione difficile che stiamo vivendo e che non sappiamo quanto durerà, è un sostegno che non ti fa sentire sola”.

“Non ci siamo solo noi in questa difficoltà, credo che anche altri vivano lo stesso nostro momento, tutto il mondo delle Aps e delle no profit che lavorano sul territorio, che sono vive, che svolgono un servizio contribuendo con il loro impegno ad aiutare tante situazioni che sono lasciate sole”, conclude Patrizia Di Benedetto.

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