AMBIENTE
Turismo, il percorso ciclabile Roma-Circeo “Anna Magnani” per battezzare il patto tra 12 Comuni e 70 operatori del settore
LATINA – Un patto tra 12 comuni e 70 associazioni di promozione turistica e tour operator per fare rete, rilanciare il territorio e lo sviluppo sostenibile del grande comprensorio pontino e della vicina provincia romana: mare, monti, campagna e percorsi della bonifica. Si chiama Dmo Latium Experience la costituenda Destination Marketing Organization che ha messo insieme Latina capofila, Sabaudia, San Felice Circeo, Pontinia, Aprilia, Priverno, Maenza, Prossedi, Ventotene, Pomezia, Guidonia e Colleferro, presentata ieri sul lungomare di Latina al chiosco Appeal presenti i rappresentanti del comune capoluogo, il sindaco Damiano Coletta, l’assessore all’Ambiente Dario Bellini e la collega alle Attività produttive, Simona Lepori che hanno spianato le strade al progetto.
Un’occasione anche per mostrare un progetto già realizzato: il nuovo ciclo-percorso Roma-Circeo “Anna Magnani”, per ora percorribile dalla stazione di Padiglione a Nettuno al Circeo (dove la grande attrice romana aveva una villa sul Promontorio allora selvaggio) e con un prolungamento che tocca la stazione di Priverno-Fossanova dalla quale riprendere il treno e rientrare nella città di partenza. Un itinerario disegnato, sperimentato e ora promosso dai ciclisti della Green Mobility Tevere di Roma, Andrea Nataloni con il fotografo Andrea Romagnoli e l’attivissimo Sven Otto Scheen. Un percorso che collega mare e collina, corsi d’acqua, canali di bonifica, i laghi costieri, le città di fondazione e il Parco Nazionale del Circeo.
Grande entusiasmo per gli operatori presenti, invitati all’evento da Paola Cosimi, destination manager di Latina della CSC Operator Tours.
“Il percorso si può già fare e noi lo abbiamo percorso, anche se ci sono da risolvere alcuni problemi di accesso alle Riserve Naturali romane dove sono sorti alcuni cancelli. Si parte per ora da Nettuno e il tratto bellissimo di campagna che si attraversa va bonificato dai rifiuti. In questo senso il percorso ciclabile può essere anche uno stimolo per manutenere le aree che percorriamo. I 23 km che ricadono nel Comune di Latina sono in gran parte car free e immersi nella natura. Io – ha spiegato uno degli ideatori, Sven Otto Scheen, norvegese, in Italia dal 1984, che si occupa di cicloturismo per i suoi connazionali in vacanza in Italia – ho percorso ieri il tratto da Nettuno a Sabaudia, 50 chilometri con sosta-pranzo al Lido di Latina, la giornata perfetta per il cicloturista. Da Sabaudia bisogna tornare in pullman e bisognerà accordarsi per poter caricare le bicilette a bordo senza problemi. per questo serve fare rete con le amministrazioni”.
Abbiamo parlato del percorso Anna Magnani con lui su Radio Immagine .
Venerdì il Comune di Latina inaugurerà anche il percorso lungo la Via Francigena. Un’altra bella occasione di turismo lento e sostenibile.
AMBIENTE
Dopo la prima pioggia, crolla un pezzo di asfalto sul lungomare di Latina e la duna si spacca in due
- DANNI ALLA DUNA SU LUNGOMARE LATINAUNGOMARE
- DANNI ALLA STRADA SU LUNGOMARE LATINA
- DANNI ALLA STRADA SU LUNGOMARE LATINA
- DANNI ALLA DUNA SU LUNGOMARE LATINAUNGOMARE
- STRADA FRANATA
LATINA – Peggiorano ulteriormente le condizioni della strada lungomare al Lido di Latina, nell’area più bella, preziosa e fragile, quella del Parco Nazionale del Circeo, tra Capoportiere e Rio Martino. Dopo la pioggia di giovedì, in uno dei punti più critici già segnalato in passato con delle reti di protezione, la presenza di un manufatto in cemento, una sorta di caditoia che dalla strada convoglia l’acqua verso la spiaggia, ha causato la completa spaccatura della duna.
Un altro pezzetto di asfalto è franato e la ferita nella linea dunale è ormai ampia e netta. Sulla spiaggia, si nota la scia tracciata dall’acqua e dai detriti arrivati dalla strada.
A parte la traballante rete arancione di protezione, che segnala il pericolo, non è stato ancora realizzato alcun intervento di protezione o ripristino. Analoghi crolli, da alcuni anni, si sono verificati anche sul tratto di lungomare ricadente nel Comune di Sabaudia.
AMBIENTE
Opere di difesa della spiaggia da Foce Sisto a Badino, l’intervento può procedere
TERRACINA – Può procedere l’intervento del Comune di Terracina finanziato dalla Regione Lazio per il completamento delle opere di difesa della spiaggia da Foce Sisto a Badino
Il Direttore della Direzione Ambiente, Transizione Energetica e Ciclo dei Rifiuti della Regione Lazio, su proposta del Dirigente dell’Area Valutazione di Impatto Ambientale, con Determinazione ha disposto l’esclusione dell’opera dal procedimento di V.I.A.
Il progetto – spiegano dal Comune – si inserisce all’intero del più ampio “Lavori di difesa e ricostruzione del litorale Pontino e manutenzione ordinaria dei litorali laziali” sviluppato dalla Regione Lazio. L’area di intervento è localizzata all’interno del Comune di Terracina, nel tratto di litorale a est della città compresa tra il Fiume Sisto e Porto Badino. L’intervento complessivo consiste nell’adeguamento e prolungamento dei tre pennelli emersi compresi fra Lido Azzurro e Lido di Penelope Realizzati nel 2009 e della realizzazione di ulteriori quattro pennelli semisommersi con testa ad Y. Oltre a questo si prevede di realizzare un ripascimento mediante sversamento di materiale di dragaggio. Il materiale da adoperare per il ripascimento sarà ricavato, per quanto possibile dagli esiti della campagna di caratterizzazione, dal dragaggio della foce del Fiume Portatore. Il restante quantitativo potrà essere ricavato, sempre previa caratterizzazione, da altre aree limitrofe a quelle di intervento.
Soddisfazione del Sindaco Francesco Giannetti e della Struttura Comunale Grandi Opere “per questo importante passo in avanti”.
AMBIENTE
A Ventotene non si sono schiuse le uova del nido di tartaruga marina deposte a luglio
VENTOTENE – Nel pomeriggio di martedì sull’isola di Ventotene, il personale del servizio naturalistico dell’Ente Parco ha provveduto alle operazioni di scavo del nido di tartaruga marina Caretta caretta, completando le verifiche tecniche previste dai protocolli scientifici. Era stato deposto i primi di luglio, ma le uova non si sono schiuse: “Sfortunatamente in questo caso le uova non si sono schiuse dimostrando ancora una volta che la natura procede anche attraverso i fallimenti. Nonostante la delusione per la mancata nascita di nuove tartarughe resta il grande valore di questa nidificazione, che ancora una volta si è avuta sull’isola di Ventotene, oltre all’importanza dei numerosi dati scientifici raccolti dai nostri ricercatori che serviranno per comprendere più a fondo le dinamiche riproduttive di questa specie protetta”, si legge in una nota.
E’ stata comunque una straordinaria stagione riproduttiva lungo le coste del basso Lazio che si sono dimostrate rifugio per la nidificazione di questa specie protetta. “Da Sperlonga a Gaeta, passando per Formia e Terracina, sabbia e mare sono stati protagonisti di un monitoraggio costante e appassionato da parte dei nostri tecnici specializzati e dei numerosi volontari che collaborano con la rete regionale TartaLazio. Ogni nido scoperto e protetto è stato un piccolo grande traguardo per la biodiversità della Riviera di Ulisse”, dicono dal Parco (guardando al proprio territorio e a quello più vicino, ma schiuse si sono viste anche a San Felice Circeo, Sabaudia e Latina) rivolgendo un ringraziamento a tutti i cittadini e agli operatori balneari.
“Con le loro segnalazioni tempestive e il rispetto delle aree protette hanno fatto la loro parte per custodire questo patrimonio naturale” afferma Fabio Refini, Direttore dell’Ente Parco, che aggiunge anche “una speciale menzione la meritano le forze dell’ordine e, in particolare, il personale della Capitaneria di Porto che da sempre supporta e favorisce, con le attività di propria competenza, la salvaguardia delle tartarughe marine. Moltissime giovani tartarughe sono riuscite a raggiungere il mare questa estate ma la nostra attenzione non va in vacanza, infatti, anche durante i mesi invernali continuerà l’attività dei nostri ricercatori per l’analisi e l’elaborazione di tutti i dati raccolti sui nidi nel periodo estivo, è per questo motivo” conclude il Direttore Refini, “l’ultimo ma più grande ringraziamento lo rivolgo ai naturalisti del nostro Parco che si dedicano con grande professionalità e senza mai risparmiarsi alle attività di monitoraggio, studio e salvaguardia nel nostro meraviglioso patrimonio naturale.”
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