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CRONACA

Maltempo, scuole chiuse oggi a Formia dopo l’ondata di fango e detriti che ha bloccato strade e quartieri

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FORMIA – Scuole chiuse oggi a Formia travolta ieri pomeriggio da un’ondata di maltempo che ha scaricato nelle strade fango e detriti mettendo in serio pericolo le persone. La situazione più preoccupante si è verificata nella località collinare di Santa Maria La Noce dove “una colata di pietre e detriti è scesa giù trasportata dalle piogge danneggiando auto in sosta e strutture e sfiorando pericolosamente varie abitazioni, evacuate in serata. Fiumi d’acqua e fango anche a Scacciagalline, sul lungomare di Vindicio, in via Rotabile, via Solaro”, è il bilancio del Comune che ha attivato il COC, il Centro Operativo Comunale, per predisporre un pieno controllo di coordinamento tra le forze in campo (Protezione Civile V.E.R. Sud Pontino, Vigili del Fuoco, Croce Rossa Italiana sez. Sud pontino) e cercare di garantire sicurezza alla cittadinanza e al territorio, per fronteggiare l’emergenza maltempo. Monitorati costantemente Pontone-Rio Fresco-Santa Maria la Noce-Via Gramsci ed altre zone a rischio.

“Una situazione di forte criticità  – aggiungono dal Comune – che si sta monitorando con estrema attenzione. A seguito delle abbondanti precipitazioni metereologiche e del rischio dei danni conseguenti, il sindaco Gianluca Taddeo ha immediatamente attivato la macchina dei soccorsi, ed ha già inoltrato formale richiesta per il riconoscimento dello stato di calamità naturale. Invito tutti  – ha detto  – a prestare la massima attenzione e cautela attenendosi scrupolosamente a comportamenti di sicurezza”.

“Mi preme precisare  – ha dichiarato il primo cittadino – anche per tranquillizzare i cittadini, che si sta facendo tutto il possibile per arginare l’enorme mole d’acqua caduta e soprattutto di limitare i danni – prosegue il sindaco – Invito tutti a prestare la massima attenzione e cautela attenendosi scrupolosamente a comportamenti di sicurezza”.

Le attività scolastiche riprenderanno regolarmente sabato 1° ottobre.

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CRONACA

Minturno, sorpreso con hashish tenta la fuga: arrestato 32enne

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È stato fermato in centro a Minturno dopo aver tentato la fuga alla vista dei Carabinieri. Un 32enne di origini egiziane è stato arrestato dai militari della Sezione Operativa della Compagnia di Formia con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti e resistenza a pubblico ufficiale.

L’intervento è avvenuto lo scorso 10 settembre in via Vitruvio, durante un servizio di controllo del territorio. Secondo quanto riferito dai Carabinieri, quando i militari si sono avvicinati per identificarlo, l’uomo li avrebbe spintonati per poi fuggire a piedi.

Durante l’inseguimento il 32enne avrebbe tentato di liberarsi della sostanza stupefacente, gettando a terra circa 6 grammi di hashish e un bilancino di precisione. I militari lo hanno raggiunto poco dopo, recuperando anche il materiale abbandonato.

Gli accertamenti sono proseguiti attraverso l’analisi delle immagini degli impianti di videosorveglianza presenti nella zona. Secondo la ricostruzione degli investigatori, i filmati avrebbero documentato una cessione di sostanza stupefacente avvenuta poco prima del controllo nei confronti di un’altra persona, che è ancora in corso di identificazione.

Nel corso dell’operazione sono stati sequestrati i 6 grammi di hashish, il bilancino di precisione e 30 euro in contanti trovati nella disponibilità dell’arrestato e ritenuti dagli investigatori provento dell’attività di spaccio.

Dopo le formalità di rito, il 32enne era stato posto agli arresti domiciliari in attesa del rito direttissimo. In sede di udienza, il giudice ha convalidato l’arresto e, accogliendo le richieste della Procura, ha disposto nei suoi confronti la misura cautelare dell’obbligo di presentazione a un Comando dell’Arma quattro volte alla settimana.

L’operazione rientra nei controlli della Compagnia Carabinieri di Formia, con particolare attenzione alle aree del territorio caratterizzate dalla presenza di locali, movida e maggiore aggregazione

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CRONACA

Diaphorà, ripartono le attività: oltre 100 utenti e 29 laboratori

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Oltre cento utenti coinvolti e 29 laboratori in programma a partire dalla prima settimana di ottobre. Sono i numeri con cui Diaphorà apre il nuovo anno di attività, presentato domenica 13 settembre durante l’Open Day organizzato nella sede dell’associazione a Latina.

La giornata ha riunito ragazze e ragazzi, famiglie, volontari, professionisti e cittadini, offrendo l’occasione per conoscere i percorsi previsti nei prossimi mesi. Le attività spaziano tra formazione, socializzazione, autonomia e benessere e coinvolgono persone provenienti da Latina e da diversi comuni della provincia e dei territori vicini, tra cui Aprilia, Sezze e Anzio.

Tra le novità avviate negli ultimi mesi c’è “RI-GUARDA-TE”, un servizio rivolto ai caregiver familiari, con attività di ascolto e supporto psicologico e professionale per genitori e familiari di persone con disabilità.

«Abbiamo ormai superato i cento utenti», ha spiegato il presidente di Diaphorà Paolo Magli, sottolineando il ruolo di professionisti, volontari, ragazzi del Servizio Civile e famiglie nella costruzione delle attività. Magli ha inoltre evidenziato l’obiettivo di continuare a sviluppare percorsi dedicati all’inclusione e all’autonomia e di rafforzare il sostegno alle famiglie.

All’Open Day erano presenti anche l’assessore ai Servizi sociali del Comune di Latina Maurizio Galardo e l’assessore al Welfare e Servizi alla persona del Comune di Sermoneta Valentina Cianfriglia. Galardo ha definito Diaphorà una realtà importante per il territorio, sottolineando il valore delle attività rivolte all’inclusione, alla socializzazione e all’autonomia.

Con l’avvio dei 29 laboratori, previsto dalla prima settimana di ottobre, riparte quindi il calendario annuale dell’associazione, sostenuto dal lavoro congiunto di operatori, professionisti, volontari e famiglie.

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Pugno al medico del Pronto Soccorso, Ugl chiede misure

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LATINA – Dopo l’aggressione, l’ultima, avvenuta al Pronto Soccorso dell’ospedale Santa Maria Goretti di Latina, dove un medico di 48 anni in servizio è stato colpito al volto con un pugno da un 32 enne che stava visitando, l’Ugl  chiede interventi. “E’ l’ennesimo campanello d’allarme su una situazione che non può più essere considerata emergenziale soltanto quando si verifica un’aggressione. Il medico ha riportato un trauma facciale con cinque giorni di prognosi. Anche un addetto alla sicurezza intervenuto per fermare l’aggressore è stato colpito. Per riportare la situazione sotto controllo è stato necessario l’intervento delle forze dell’ordine e la sedazione dell’uomo”.

“Siamo di fronte all’ennesimo episodio di violenza che colpisce chi ogni giorno entra in ospedale per curare e assistere i cittadini – dichiarano i segretari nazionale e provinciale di UGL,  Gianluca Giuliano e Fabiola Del Gais–. Esprimiamo la nostra piena solidarietà al medico aggredito e all’addetto alla sicurezza coinvolto. A loro va la vicinanza dell’intera organizzazione sindacale”.

“Non possiamo continuare ad assistere a una sequenza di aggressioni, minacce e intimidazioni come se fossero episodi inevitabili della professione sanitaria. Un Pronto Soccorso non può trasformarsi in una zona franca dove medici, infermieri, operatori sociosanitari e personale di supporto sono esposti quotidianamente alla violenza. Chi lavora per garantire il diritto alla salute deve poterlo fare in condizioni di sicurezza e dignità”.

“Il caso del Goretti dimostra ancora una volta che non basta intervenire dopo che l’aggressione è avvenuta – proseguono Giuliano e Del Gais –. Occorre una strategia preventiva seria, strutturale e permanente. Chiediamo che vengano rafforzati i sistemi di sicurezza nei Pronto Soccorso, assicurando una presenza adeguata delle forze dell’ordine, un servizio di vigilanza efficace, sistemi di videosorveglianza e protocolli di intervento immediato nelle situazioni di rischio.È necessario inoltre che le aziende sanitarie coinvolgano concretamente le organizzazioni sindacali nella valutazione dei rischi e nella definizione delle misure di prevenzione. La sicurezza degli operatori non può essere affidata all’improvvisazione o alla buona volontà del singolo professionista. Quello che chiediamo – conclude Gianluca Giuliano – non sono privilegi, ma condizioni minime per poter lavorare. La sicurezza di chi cura è parte integrante della qualità del Servizio sanitario. Chi aggredisce un operatore sanitario aggredisce un presidio fondamentale dello Stato e della collettività. Per questo servono prevenzione, presenza dello Stato e certezza delle conseguenze. La tolleranza deve essere zero”.

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