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La Top Volley batte l’Itas Trentino 3-2 nel ricordo di Anna

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CISTERNA – La Top Volley Cisterna vince per 3-2 al palasport di Via delle Province la quarta giornata del girone di ritorno del campionato di Superlega contro l’Itas Trentino con i parziali di  25-21; 25-22; 24-26; 35-37; 15-13. Un match giocato punto su punto, iniziato con il ricordo della giovane Anna Maione la pallavolista dell’Aprilia, tifosa della Top Volley scomparsa prematuramente. Lacrime sui volti delle compagne di squadra e amiche della giovane sportiva salutata per l’ultima volta lunedì a Campoleone dove viveva con la famiglia, e grande commozione tra gli atleti della Superlega nel momento del ricordo quando sono apparsi con la scritta Anna sulle  maglie.

IL MATCH –  Inizio primo set in perfetto equilibrio, le due squadre si affrontano senza paura e i padroni di casa riescono a tenere sempre un punto di vantaggio, 8-7. Doppio ace di Zingel, Lorenzetti chiama time out, Cisterna trova il massimo vantaggio di più tre, 14-11. Trento in confusione Bayram ne approfitta e mette palla a terra con un pallonetto che spiazza la difesa avversaria, 20-17. Sedlacek piega le mani del muro avversario, quattro palle set, Dirlic in battuta, ottima ricezione di Laurenzano, poi Lisinac spara a rete, 25-21. Inizio secondo set fotocopia del primo Trento e Cisterna giocano punto a punto con i padroni di casa avanti 8-7. Ace di Baranowicz, 16-14. Sedlacek continua a macinare punti e concretizza una pipe perfettamente servita da Baranowicz, poi Dirlic sbatte la porta in faccia a Kaziyski, 18-16. Trento prova una timida reazione con Michieletto, ma la difesa di Catania permette ai padroni di casa mantenere il vantaggio ancora grazie a Dirlic che si inventa un pallonetto imprendibile, 22-18. Serata di pallonetti, ci prova e va a segno anche Bayram, 24-19. Muro fuori di Trento Bayram trova il mani fuori di Dzavoronok, 25-22. Anche il terzo set parte in perfetto equilibrio, nonostante i toni accesi, ammoniti Baranowiz e Laurenzano per proteste, 6-6. Trento trova il sorpasso con l’ace di Sbertoli, 10-11, Bayram in pipe ristabilisce l’equilibrio, 11-11. La Top Volley continua a dare continuità al proprio gioco, ace di Bayram, 17-15. Dzavoronok trova un varco nel muro avversario, aggancio Trento, 19-19, Lavia mura l’attacco centrale di Rossi, 19-20. Ci pensa Dirlic da posto due, 20-20. Cisterna torna avanti, trento in confusione, Lorenzetti chiama time out, 22-21. Un set lunghissimo, Dzavoronok mura Bayram, 23-24. Pareggio di Dirlic, 24-24, poi chiude Michieletto, 24-26. Quarto set vantaggio più tre Itas, Cisterna in confusione, 3-6. Ace di Sedlacek e attacco vincente da posto quattro a posto uno di Bayram, 6-7. Cisterna aggancia Trento grazie al muro di Zingel, 10-10. Pallonetto di Sedlacek poi Dirlic mura Podrascanin, 12-10. Dirlic spinge forte da posto due mettendo a segno tre punti consecutivi, 16-15. Trento ritrova il vantaggio con Michieletto da posto quattro, 19-21. Nuovo ace per Baranowic ed è vantaggio Cisterna, 22-21. Pipe di Lisinac, 23-24. Petar Dirlic piega il muro avversario, 24-24, poi ace di Zingel, 25-24. Vantaggi interminabili con continui cambio palla, Michieletto tira sulla rete, 34-33. Ace di Podrascanin, 35-37, tutto da rifare. Tie break Cisterna più ordinata Trento in confusione e i laziali sono avanti 8-6. Cambio campo favorevole a Baranowicz e compagni, ace di Bayram per il massimo vantaggio nel set di più tre, 10-7. Gli ospiti provano a recuperare ma poi Dirlic da posto due ristabilisce il distacco, 14-11. In battuta Michieletto, è ace, 14-13. Dirlic chiude l’incontro sparando un bolide su Lisinac che rimane immobile, 15-13.

IL TABELLINO

Top Volley Cisterna – Itas Trentino: 3-2 (25-21; 25-22; 24-26; 35-37; 15-13)

Top Volley Cisterna: Zingel 8, Catania (L), Kaliberda, Sedlacek 13, Zanni (ne), Mattei 2, Dirlic 37, Rossi 3, Staforini (L), Baranowicz 3, Bayram 16, Guiterrez. All.: Soli.

Itas Trentino: Kaziyski 7, Nelli 1, D’Heer, Dzavoronok 12, Michieletto 27, Sbertoli 3, Cavuto (ne), Pace (L), Berger (ne), Depalma (ne), Laurenzano (L), Lavia 8, Podrascanin 13, Lisinac 14. All.: Lorenzetti

ARBITRI: Canessa – Liuciani.

Note:

Top Volley Cisterna: ace 10, err.batt. 21, ric.prf. 12%, att. 49%, muri 5.

Itas Trentino: ace 10, err.batt 25, ric.prf. 19%, att. 44%, muri 12.

Mvp: Petar Dirlic (Top Volley Cisterna)

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AMBIENTE

Promozione del territorio, associazioni pontine in prima linea alla Fiera del Cicloturismo di Padova

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C’è anche la provincia di Latina tra i protagonisti della Fiera del Cicloturismo di Padova, il principale appuntamento nazionale dedicato al turismo su due ruote, in corso dal 27 al 29 marzo.

All’interno dello stand di ANCI Lazio, una rappresentanza di associazioni pontine sta portando all’attenzione di tutti progetti, itinerari e proposte legate al cicloturismo e alla fruizione sostenibile del territorio pontino.

In particolare, quella di MIMESI’S A.P.S. con il progetto di rigenerazione urbana Eco House San Michele, e della DMO dai Monti Lepini al Mare è un’attività di promozione diretta a operatori del settore, appassionati e potenziali turisti. Al centro, il racconto di percorsi ciclabili, borghi e paesaggi dell’Agro Pontino ancora poco inseriti nei grandi circuiti turistici, ma sempre più interessanti per chi cerca destinazioni alternative.

Il contesto è quello di un settore in crescita come il cicloturismo, che continua a registrare numeri in aumento a livello nazionale, diventando uno degli strumenti più efficaci per promuovere lo sviluppo dei territori. Ed è proprio su questo aspetto che si concentra anche la riflessione del Segretario Generale di ANCI Lazio, Luca Masi, secondo cui il Lazio ha oggi la necessità di mettere a sistema le sue risorse, dai percorsi ai borghi, fino alle esperienze locali:

Un percorso che passa anche da eventi come quello della Fiera del Cicloturismo dove, come sottolineato dallo stesso Masi, “emergono perle ancora poco conosciute ma con un potenziale enorme”. Tra queste, la provincia di Latina, con la sua varietà di paesaggi che spaziano dalla costa all’entroterra, passando per tracciati storici come la Via Appia:

È questa la ricchezza che le associazioni stanno raccontando in questi giorni: un territorio capace di offrire esperienze autentiche, itinerari accessibili e un patrimonio diffuso fatto di natura, storia e tradizioni. La Fiera del Cicloturismo diventa così uno spazio strategico per posizionare il territorio pontino tra le destinazioni emergenti del turismo in bicicletta.

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Successo a Prossedi per le visite con il FAI: centinaia di visitatori nel borgo


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PROSSEDI – Un fine settimana da ricordare. Le Giornate FAI di Primavera si sono concluse con un bilancio decisamente positivo per Prossedi, che ha accolto nel corso delle due giornate un flusso continuo di visitatori, arrivati anche da diverse parti del Lazio per scoprire le bellezze del territorio. Sono state centinaia, nell’arco del weekend, le persone che hanno scelto di visitare il borgo lepino, confermando l’interesse crescente verso una realtà che negli anni ha saputo costruire un percorso credibile di valorizzazione culturale e turistica.
«Siamo stati molto soddisfatti di questo appuntamento con il FAI, che ci ha dato l’opportunità di aprire luoghi solitamente non accessibili, come il palazzo baronale, insieme alle nostre chiese e agli spazi più rappresentativi del borgo – ha dichiarato il sindaco di Prossedi, Angelo Pincivero, affiancato dal vicesindaco Danilo Torella – Abbiamo mostrato un paese accogliente, attento ai visitatori e pronto a farsi conoscere. È stato anche un invito a tornare a Prossedi durante tutto l’anno, dall’inverno all’estate».

 

Tra i luoghi più apprezzati c’è stato il Palazzo della famiglia Del Gallo, aperto eccezionalmente al pubblico grazie alla disponibilità dei proprietari, che hanno consentito l’accesso ad alcune stanze normalmente non visitabili. Grande interesse anche per l’ex chiesa della Strammetta, per la chiesa di San Nicola e per la chiesa di Sant’Agata, oltre naturalmente ai celebri Vicoli del centro storico, che hanno accompagnato i visitatori lungo un percorso ricco di scorci, storia e suggestioni. Tutti i visitatori sono stati accompagnati dagli apprendisti Ciceroni del Liceo Alessandro Manzoni, del Liceo Dante Alighieri e dell’Istituto Ettore Majorana di Latina, e dagli studenti del Liceo Ramadù di Cisterna.

Soddisfazione anche da parte del FAI – Fondo Ambiente Italiano, attraverso la capo delegazione di Latina Gilda Iadicicco: «È stato un grande successo e abbiamo registrato una partecipazione importante e diffusa – ha aggiunto la Iadicicco – Prossedi ha richiamato visitatori da diverse zone del Lazio e in molti hanno scoperto per la prima volta questo Borgo. Siamo felici di aver contribuito a valorizzare un luogo meno conosciuto ma di grande fascino. L’apertura del palazzo baronale è stata un momento davvero significativo: si tratta di una dimora privata, ricca di storia e con ambienti affrescati di grande valore, resa visitabile grazie alla disponibilità della proprietà: un segnale importante di collaborazione e fiducia che ha contribuito alla riuscita dell’iniziativa».

L’ottimo risultato conferma la bontà del lavoro portato avanti negli ultimi anni dall’amministrazione e dalla comunità locale, capace di valorizzare il patrimonio storico e architettonico senza perdere il legame con le proprie tradizioni. Accanto all’offerta culturale c’è stata da segnalare anche una positiva ricaduta sulle attività di un territorio, quello compreso tra Prossedi, Pisterzo e La Torre, che continua a saper attrarre turisti e appassionati di cultura. La partecipazione di Prossedi alle Giornate FAI di Primavera rappresenta così non solo un riconoscimento, ma anche un’ulteriore conferma di un percorso di crescita che mette al centro cultura, tradizione e identità del territorio.

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Un Meridiano per Antonio Pennacchi, il figlio Gianni: “Riconoscimento anche per la comunità di Latina”

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LATINA – Un omaggio sentito quello dei tanti che oggi pomeriggio si sono ritrovati nel foyer del teatro D’Annunzio di Latina per la presentazione del Meridiano Mondadori Opere Scelte di Antonio Pennacchi dedicato all’opera dello scrittore di Latina. Il volume, curato da Giuseppe Iannaccone, consacra l’autore e non solo: trascina Latina per sempre nei luoghi iconici della narrazione.

Dissacrante, volutamente anticonformista, voleva a tutti i costi l’immagine dell’uomo controcorrente, eppure, al riconoscimento dell’Accademia teneva molto. Lo ha raccontato in apertura il figlio, Gianni Pennacchi, presente con la madre Ivana e la sorella Marta, spiegando che lo scrittore aveva a cuore anche a un’altra cosa: il riconoscimento da parte della  sua comunità, Latina.

Introdotta da Maria Antonietta Garullo, ha raccontato il “suo” Pennacchi, il Pennacchi paziente da redarguire, anche la sindaca di Latina Matilde Celentano: è stata per anni la sua fisiatra e lui non la ascoltava mai. Le regalò però tutti i suoi libri e in uno di questi scrisse una dedica speciale: “Alla futura sindaca di Latina”. Oggi, lei promette di farlo conoscere nelle scuole della città con un progetto a lui dedicato in occasione del Centenario della città.

Ad accogliere la platea, il saluto del presidente dell‘Associazione Amici di Antonio Pennacchi, Roberto Cerisano, mentre si prepara il prossimo evento letterario, una nuova Maratona di Lettura che accompagnerà le celebrazioni per il quinto anniversario dalla scomparsa, il prossimo 3 agosto.

“Latina e l’Agro Pontino diventano un luogo letterario a tutti gli effetti. Antonio entra dentro la tradizione letteraria italiana, ma insieme con lui entrano tutte le comunità che lui ha conosciuto, ha raccontato, ha attraversato e che hanno contribuito alla costruzione dell’opera pennacchiana, perché ovviamente, come diceva lui, se non avesse conosciuto quelle persone, ne avesse conosciute altre, sarebbero nati altri romanzi e quindi un’intera comunità entra dentro la tradizione letteraria, questa è la più grande cosa che ci ha regalato”, ha sottolineato Graziano Lanidei, tra i fondatori dell’Associazione Amici di Antonio Pennacchi.

“Abbiamo provato a mettere in evidenza, pur nella compattezza e nella coerenza dell’ispirazione dello scrittore, la sua capacità di cimentarsi con contesti e anche con generi diversi,  partendo dal romanzo di fabbrica, arrivando al romanzo di formazione, fino al romanzo storico, al racconto, proprio per mostrare una caratteristica di Antonio, peculiare, la capacità di raccontare – ci ha spiegato Iannaccone – . Antonio è uno scrittore, in primo luogo, tutte le polemiche, le riduzioni semplicistiche, quelle oramai sono conservate e, diciamo, come dire, sono un po’ destinate all’oblio, quello che rimane è il suo ruolo di classico nella letteratura italiana. Ed è per questo che ha avuto accesso a una collana così prestigiosa: il fatto che ci sia Antonio Pennacchi, credo che sia un premio alla sua, come dire, non solo capacità, ma alla sua strenua volontà di essere riconosciuto all’interno della tradizione italiana, un aspetto a cui lui teneva molto. Nonostante il suo anticonformismo che è uno dei tanti aspetti, se vogliamo, un po’ paradossali e anche un po’ ossimorici della sua personalità. A prima vista un istrione, a prima vista un intemperante istintivo, e invece un intellettuale, uno scrittore capace di lavorare, di correggere, di rivedere, con una ossessione quasi maniacale per la forma. Questo è un aspetto importante che non tutti sono in grado di cogliere alla prima lettura”.

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