CRONACA
Datore di lavoro indagato per lesioni colpose e omissione di soccorso, un rullo avvolgiplastica ha strappato l’arto al bracciante
LATINA – E’ indagato per lesioni colpose e omissione di soccorso il datore di lavoro del bracciante agricolo indiano scaricato davanti casa dopo che lunedì pomeriggio, mentre lavorava in campagna, è rimasto con il braccio incastrato in un macchinario avvolgiplastica a rullo, trainato da un trattore, che gli ha strappato l’arto destro. Il giovane, di 31 anni, residente a Cisterna, era stato abbandonato in piena emorragia e semincosciente davanti alla sua abitazione mentre la moglie che assisteva alla scena urlava e chiedeva aiuto. “credevo lo portassero in ospedale, invece lo hanno scaricato davanti casa”, ha poi raccontato ai carabinieri la donna. Unico gesto pietoso, anche se la scena è cruenta e racconta lo scarsissimo valore dato alla persona, il braccio era stato raccolto e messo in una cassetta per ortaggi scaricata anche quella con lui. E’ qui che un connazionale ha dato l’allarme al 112 attivando la catena dei soccorsi, altrimenti sarebbe morto. 
Arrivano ora i primi risultati dell’inchiesta dei carabinieri coordinata dalla Procura della Repubblica di Latina dopo i fatti avvenuti in un’azienda agricola al confine tra i comuni di Cisterna e Latina. Sul posto anche la Flai Cgil che per prima, nel pomeriggio di lunedì 17 giugno, ha dato notizia dell’orrore avvenuto e che ieri pomeriggio ha incontrato il prefetto Maurizio Falco. Hanno chiesto la cittadinanza italiana immediata per il bracciante agricolo e per sua moglie.
Mentre il giovane uomo resta ricoverato in prognosi riservata all’ospedale San Camillo di Roma dove è stato impossibile riattaccare il braccio, reazioni sono arrivate da ogni parte: orrore, condanna, richiesta di giustizia le parole più usate.
CRONACA
Sabaudia, la Ferrari prende fuoco dopo un fuoristrada: illeso il conducente, auto distrutta
SABAUDIA – Una Ferrari Portofino è andata completamente distrutta nella notte dopo essere uscita di strada all’altezza della rotatoria di Sabaudia. Secondo una prima ricostruzione, il conducente ha perso il controllo della sportiva in maniera autonoma, finendo fuori strada e ribaltandosi nello sterrato laterale. Il tempo di abbandonare l’abitacolo da solo e la vettura ha preso fuoco. Miracolosamente illeso un 50enne. Sul posto Vigili del Fuoco, 118 e carabinieri.
CRONACA
Trasporto pubblico, restano validi gli abbonamenti metrebus sulle linee ex Cotral oggi gestite dai nuovi operatori delle Unità di Rete
Buone notizie per i pendolari del Lazio: con una nota la Regione Lazio ufficializza che resteranno validi fino al 31 dicembre 2026 tutti gli abbonamenti Metrebus Lazio, ordinari e agevolati, sulle tratte prima gestite da Cotral e oggi passate alle nuove Unità di Rete (UdR). In pratica, il provvedimento consente ai titolari di un abbonamento di continuare a utilizzare i propri titoli di viaggio senza interruzioni e alle medesime condizioni economiche, sulle tratte (storicamente gestite da Cotral) oggi affidate ai nuovi operatori delle Unità di Rete.
STUDENTI – Restano invece esclusi dalla misura gli abbonamenti Metrebus Lazio Studenti: i servizi scolastici gestiti da Cotral proseguiranno infatti regolarmente per l’intero anno, senza subire il passaggio alle UdR previsto per le altre linee.
OVER 70 – A questa misura si affianca un ulteriore intervento dedicato alla mobilità dei cittadini residenti nel Lazio con più di settant’anni. La Regione ha previsto la libera circolazione gratuita per gli ultrasettantenni sulle linee regionali di trasporto pubblico su gomma, in analogia con quanto già attivo da tempo sui servizi Cotral.
«Con questi provvedimenti favoriamo da un lato la fase di transizione verso le nuove Unità di Rete, garantendo la continuità degli abbonamenti Metrebus e dall’altro adeguiamo per tutto il Tpl regionale la gratuità per gli ultrasettantenni che viaggiano su gomma», dichiara l’assessore ai Trasporti della Regione Lazio, Fabrizio Ghera.
CRONACA
Zalà attirato in trappola da un conoscente, poi gli spari in Viale XXIV Maggio a Latina
LATINA – Sarebbero almeno tre le persone coinvolte nell’omicidio del 27enne Ibrahim Dibba, detto Zalà, ucciso a Latina la sera di mercoledì. Gli agenti della squadra mobile, guidati dal vicequestore Giuseppe Lodeserto, hanno ascoltato nelle scorse ore la compagna del giovane gambiano: i due insieme aspettavano un figlio. La ragazza era con lui, sulle scalette del villaggio Trieste, la sera dell’omicidio e ha riferito che un suo vecchio conoscente, una persona che Zalà che non vedeva da tempo, lo ha attirato in viale XXIV Maggio ed è qui che sono spuntati gli assassini uno dei quali dalla Kia Picanto nera presa a noleggio ha sparato contro il ragazzo causandone la morte avvenuta poco dopo all’ospedale di Latina dove era arrivato in condizioni disperate dopo essere stato rianimato sul posto dagli operatori del 118. Sembrano ormai arrivate ad un punto decisivo e all’identificazione dei partecipanti all’agguato le indagini che si svolgono sotto il coordinamento della Procura della Repubblica.
E riprende corpo l’ipotesi, in un primo tempo smentita, che anche gli spari di Via Pionieri della Bonifica uditi la sera prima da testimoni che hanno chiamato il 112, fossero in realtà legati alla stessa vicenda. La vittima che – secondo quanto riferito dalla sua compagna – aveva svolto un lavoro per esponenti del clan Di Silvio, pretendeva di essere pagato. Una motivazione che appare insufficiente per un delitto tanto eclatante, con il quale probabilmente chi ha agito voleva dare una lezione al giovane gambiano e anche un messaggio più generale a tutto l’ambiente.
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