CRONACA
Morì a Ponza, la Procura chiede l’archiviazione per il caso di Gimmy Pozzi, la famiglia si oppone
PONZA – Morì ad agosto nel 2020 a Ponza, in circostanze mai del tutto chiarite: venne detto che era caduto nel vuoto da tre metri di altezza mentre alle tre di mattina faceva parkour, poi che si era suicidato, ma la famiglia, che nell’immediatezza fece cremare il corpo del 28enne determinando di fatto l’impossibilità di compiere ulteriori accertamenti, non crede alla ricostruzione di una morte volontaria. “Gimmy Pozzi – dicono – è stato ucciso”. E così genitori e sorelle hanno presentato opposizione all’archiviazione chiesta dalla Procura della Repubblica di Cassino. Grazie ad una cariola su cui sarebbe stato trasportato Gimmy prima del volo finale, il caso fu riaperto e una perizia stabilì che la posizione del corpo era incompatibile con un gesto volontario e che Pozzi era stato gettato dall’alto mentre non era cosciente (o era già morto). Quattro anni di misteri, di accuse e versioni senza arrivare alla verità.
Sul caso Pozzi interviene anche Michel Emi Maritato, criminologo, giornalista e docente. “A quattro anni dalla scomparsa del campione di kickboxing, che fece molto clamore mediatico, la Procura di Cassino ha richiesto l’archiviazione del caso ma la famiglia non intende arrendersi. E non a torto. Dopo un’attenta analisi delle circostanze e degli elementi emersi, infatti, – sottolinea Maritato – chi può escludere che si possa essere trattato di un omicidio, in particolare legato a dinamiche di malavita? Una domanda che richiede risposte concrete. Indizi e testimonianze potrebbero puntare verso un quadro inquietante di violenza premeditata e organizzata,” dichiara il criminologo. Che, poi, aggiunge: “A mio giudizio, insisterebbero anomalie difficili da spiegare nell’ottica di un incidente. Ad esempio, singolare è stato il rinvenimento negli slip di Gianmarco di una busta contenente filtri di sigaretta e lo scontrino di una farmacia. Difficile capire cosa si nascondesse dietro quel rinvenimento. Assurdo pensare che un ragazzo che si suicida si premuri di mettere nelle mutande una busta con tale contenuto. Che dietro quei mozziconi ci possa essere un messaggio, un significato rientrante nelle dinamiche o nei linguaggi in codice della malavita organizzata? Numerosi inoltre sono gli interrogativi sulla caduta del ragazzo”, si chiede ancora Michel Maritato. Che invita dunque gli inquirenti a non chiudere il caso prematuramente e a considerare piste alternative: “La famiglia di Gianmarco merita giustizia. La ricerca della verità non può non prescindere ancora una volta da un approfondimento di indagine, che prenda in considerazione il possibile coinvolgimento di terze persone”. Il criminologo, infine, ribadisce la propria vicinanza alla famiglia Pozzi, che da anni lotta per far emergere una verità che appare sempre più complessa e dolorosa. “Non possiamo permettere che il silenzio prevalga. Gianmarco non deve essere dimenticato. La giustizia deve andare oltre l’apparenza”.
Per richiamare l’attenzione sul caso e tornare a chiedere giustizia, la famiglia ha organizzato ora una manifestazione che si terrà l’11 gennaio dalle 15 alle 17 in Piazza Re di Roma a Roma. Alla manifestazione parteciperanno anche i familiari di altre vittime sui cui casi non è stata mai trovata la verità. Tra loro anche il fratello di Emanuela Orlandi.
CRONACA
La Guardia Costiera di Gaeta sequestra attrezzature e sanziona i responsabili a Sperlonga e a Fontania, a tutela della libertà delle spiagg
Controlli della Capitaneria di Porto di Gaeta a tutela del corretto utilizzo del demanio marittimo e del diritto della collettività al libero accesso e alla libera fruizione delle spiagge. Gli uomini della Guardia Costiera hanno operato su due distinti tratti di litorale, a Sperlonga e a Fontania, conseguendo significativi risultati. Il “preposizionamento” consiste nella pratica irregolare di occupare anticipatamente – sin dalle prime ore del mattino o addirittura prima dell’alba – i tratti di arenile libero mediante il posizionamento di ombrelloni, sdraio, lettini e altre attrezzature, al fine di riservarsi indebitamente porzioni di spiaggia destinate all’uso di tutti, sottraendole di fatto alla libera disponibilità della collettività.
Sul litorale di Sperlonga l’attività si è conclusa con l’esecuzione di due sequestri amministrativi e l’elevazione di due verbali di accertamento di violazione amministrativa, per l’inosservanza dell’articolo 5, comma 8, del Regolamento Regionale del 19 settembre 2016.
Le attrezzature abusivamente collocate occupavano complessivamente circa 300 metri quadrati di arenile, di fatto sottratti al libero godimento dei cittadini.
Analoga attività è stata condotta questa mattina sull’arenile di Fontania, ove sono stati elevati ulteriori due verbali di accertamento di violazione amministrativa, per un importo complessivo di 2.064 euro, con il contestuale sequestro di altre attrezzature balneari indebitamente preposizionate.
“Il preposizionamento non è una semplice scorrettezza, ma una subdola forma di appropriazione indebita di uno spazio pubblico a danno della collettività e della leale concorrenza tra gli stessi operatori commerciali” ha sottolineato il Comandante della Capitaneria di Porto di Gaeta, Capitano di Fregata (CP) Felice MONETTI. “Continueremo a vigilare con fermezza e determinazione, affinché questi comportamenti siano ricondotti alla legalità e al rispetto delle norme che regolamentano l’utilizzo delle spiagge, garantendo il diritto della collettività a fruire del pubblico demanio marittimo.” Le operazioni odierne confermano l’impegno costante della Guardia Costiera di Gaeta nel reprimere le condotte che mirano ad appropriarsi indebitamente di spazi pubblici. Pertanto, i controlli proseguiranno per l’intera stagione estiva, attraverso l’impiego coordinato di pattuglie in mare e a terra, lungo l’intero litorale di competenza.

CRONACA
Primo servizio di vigilanza nautica per la Polizia Locale di Latina
Proseguono le attività di vigilanza e controllo al lido di Latina con la stagione balneare ormai definitivamente avviata, l’intensificazione dei controlli in zona Lido disposta nelle scorse settimane è stata integrata con l’impiego del battello in dotazione al Corpo. Il Nucleo di Vigilanza Marittima è impegnato nella vigilanza demaniale con la rilevazione delle occupazioni dell’arenile ad opera degli esercenti e la corretta applicazione delle Ordinanze in materia, oltre a costituire ulteriore presidio di sicurezza e soccorso in mare sotto il coordinamento della locale Capitaneria di Porto. L’obiettivo è quello di assicurare una disciplinata fruizione dei servizi balneari e nell’assistere i numerosi avventori che nel fine settimana raggiungono il lido di Latina.

CRONACA
Guasto alla rete idrica a Latina, intervento dei tecnici di Acqualatina: acqua sospesa fino alle 22
Intervento nel primo pomeriggio di oggi a Latina nei pressi della torre idrica di via Aspromonte, dove i tecnici di Acqualatina sono entrati in azione per riparare una consistente perdita sulla rete idrica.
Le operazioni si sono rivelate particolarmente complesse. Per raggiungere il punto del guasto è stato necessario utilizzare due pompe di sollevamento per svuotare il tombino completamente allagato, all’interno del quale la pressione dell’acqua rendeva difficoltoso l’accesso alla tubazione danneggiata.
Contemporaneamente all’intervento, Acqualatina ha comunicato l’interruzione del servizio idrico, causata da un guasto improvviso sulla rete comunale.
L’erogazione dell’acqua resterà sospesa fino alle ore 22 di oggi, salvo imprevisti, nell’intero comune di Latina, con l’esclusione delle zone di Latina Scalo, Borgo Bainsizza, Borgo Sabotino, Borgo Montello, Le Ferriere, Borgo Santa Maria, Borgo Carso e Podgora.
Per limitare i disagi, Acqualatina ha attivato un servizio sostitutivo con autobotti posizionate in piazza Angelo Celli e nel quartiere Q5, in largo Francesco Cavalli.
La società fa sapere che eventuali aggiornamenti sull’evoluzione dell’intervento saranno comunicati tempestivamente.
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