CRONACA
Criminalità minorile, controlli a tappeto: sequestrati due chili di droga, un arresto e una denuncia
LATINA – Si è conclusa nella notte una vasta operazione della Polizia di Stato, coordinata dal Servizio Centrale Operativo, finalizzata al contrasto della criminalità giovanile: 142 giovani sono stati denunciati in stato di libertà per ricettazione, possesso di armi e strumenti atti ad offendere e detenzione di sostanza stupefacente ai fini di spaccio, tra loro 29 minorenni.
Nel corso dell’operazione sono state tratti in arresto in flagranza di reato o sottoposti a fermo di indiziato di delitto 60 maggiorenni e 13 minorenni per reati contro la persona, il patrimonio e in materia di sostanze stupefacenti.
Nell’ambito dei servizi programmati su tutto il territorio della provincia sono stati controllati più di 300 giovani, 100 dei quali minorenni e oltre 50 veicoli con elevazione di contravvenzioni al codice della strada.
Durante le attività gli agenti della Squadra Amministrativa hanno accertato la vendita di alcolici a minorenni da parte di un locale della zona della movida, in un caso la vendita ha riguardato soggetti minori di 14 anni e il titolare, oltre alle sanzioni amministrative previste, è stato denunciato all’Autorità Giudiziaria.
ma c’è stato anche un cospicuo sequestro di droga: lo scorso 20 febbraio due maggiorenni, uno tratto in arresto e l’altro denunciato in stato di libertà, sono stati trovati in possesso di hashish e cocaina per un peso complessivo di più di 2 chili. Sequestrati quasi 2000 euro in denaro contante e nell’ambito di un’altra perquisizione personale, sono stati sequestrati 0.45 gr di cocaina.
Nell’attività di contrasto sono stati impiegati oltre 1000 poliziotti, interessate le province oltre che di Latina, di Alessandria, Ancona, Arezzo, Bari, Bergamo, Biella, Bologna, Caltanissetta, Campobasso, Caserta, Catania, Chieti, Cremona, Fermo, Firenze, Forlì Cesena, Frosinone, Genova, Imperia, L’aquila, Lecco, Livorno, Lucca, Messina, Milano, Napoli, Novara, Oristano, Palermo, Perugia, Pesaro-Urbino, Piacenza, Pisa, Prato, Roma, Reggio Calabria, Reggio Emilia, Rovigo, Teramo, Torino, Treviso, Verbano Cusio Ossola e Verona.
Gli agenti delle Squadre Mobili, dei Reparti Prevenzione crimine e di altri uffici della Polizia di Stato hanno controllato, soprattutto in aree di spaccio e c.d. “movida”, circa 13.000 giovani, di cui 3000 minorenni.
CRONACA
Terracina, divieto di avvicinamento per un 60enne: indagini dopo la denuncia dell’ex compagna
I Carabinieri della Stazione di Terracina hanno eseguito un’ordinanza applicativa della misura cautelare del divieto di avvicinamento alla persona offesa, con contestuale applicazione del braccialetto elettronico, nei confronti di un uomo di 60 anni del posto.
Il provvedimento è stato emesso dal Tribunale di Latina, su richiesta della Procura della Repubblica, nell’ambito di un’indagine per maltrattamenti in famiglia. La misura nasce dalla denuncia presentata dall’ex compagna dell’uomo, con cui aveva avuto una relazione durata circa quattro anni.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, dopo la fine del rapporto l’uomo avrebbe messo in atto, in diverse occasioni, comportamenti persecutori nei confronti della donna, tra cui pedinamenti, appostamenti e minacce, alcune delle quali ritenute gravi.
Le condotte contestate avrebbero avuto conseguenze sulle abitudini di vita della donna, che, secondo la ricostruzione investigativa, sarebbe stata costretta a modificarle ripetutamente, vivendo in uno stato di ansia e timore per la propria incolumità.
I successivi accertamenti dei Carabinieri avrebbero consentito di raccogliere un quadro indiziario ritenuto sufficientemente grave dalla Procura, che ha quindi richiesto al giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Latina l’applicazione della misura cautelare.
Il 60enne dovrà ora rispettare il divieto di avvicinamento alla persona offesa e sarà sottoposto al controllo attraverso il dispositivo elettronico. Il provvedimento, come ogni misura cautelare, interviene nella fase delle indagini e non equivale a una dichiarazione di responsabilità definitiva.
L’operazione rientra nell’attività della Procura di Latina e dell’Arma dei Carabinieri per il contrasto alla violenza domestica e alle condotte riconducibili al cosiddetto Codice Rosso, con particolare attenzione alla tutela delle vittime vulnerabili.
CRONACA
Giornata degli internati, a Latina consegnate nove Medaglie d’Onore alla memoria
Circa 200 persone hanno partecipato questa mattina, nella Sala Conferenze del Polo Pontino della Sapienza Università di Roma, alla cerimonia per la “Giornata degli internati italiani nei campi di concentramento tedeschi durante la seconda Guerra mondiale”, istituita con la legge 23 gennaio 2025, numero 6.
La manifestazione è stata organizzata dalla Prefettura di Latina in collaborazione con l’ANMI provinciale e ha riunito autorità civili e militari, rappresentanti delle associazioni combattentistiche e d’Arma e numerosi studenti.
Nel corso della cerimonia sono stati ricordati alcuni degli internati attraverso la lettura di frammenti delle loro storie e la proiezione di filmati dedicati a quel periodo. Al centro dell’iniziativa la consegna delle Medaglie d’Onore alla memoria, concesse dal Presidente della Repubblica ai familiari di nove cittadini pontini deportati e internati nei lager nazisti e destinati al lavoro coatto per l’economia di guerra.
Un momento dedicato quindi alla memoria di uomini che furono deportati durante la Seconda guerra mondiale e costretti al lavoro nei campi e nei territori controllati dalla Germania nazista.
Nel suo intervento, il prefetto di Latina Vittoria Ciaramella si è rivolto in particolare ai giovani, richiamando il valore della memoria e mettendo in guardia dall’indifferenza. Nel suo discorso ha sottolineato che la democrazia è un bene che richiede attenzione, studio, formazione e partecipazione alla vita civile.
A conclusione della cerimonia, il prefetto ha ringraziato i familiari dei nove decorati presenti in sala, sottolineando il loro ruolo nel mantenere viva la memoria delle persone che hanno vissuto la deportazione e che, nella ricostruzione istituzionale, sono state ricordate come parte della storia che ha preceduto la conquista della libertà e della democrazia.
CRONACA
Scauri, ricercato in Brasile: eseguito mandato di cattura internazionale
È stato localizzato e arrestato a Scauri di Minturno un cittadino brasiliano ricercato dalle autorità del suo Paese. L’operazione è stata condotta il 22 settembre dai Carabinieri del ROS e del Comando Provinciale di Latina nell’ambito di un’attività di cooperazione internazionale di polizia.
Nei confronti dell’uomo era stato emesso il 25 agosto scorso un mandato di cattura internazionale dal Tribunale penale dello Stato di Rio Grande do Norte, in Brasile, per il reato di partecipazione a un’organizzazione criminale. La ricerca internazionale era stata attivata attraverso una Red Notice di Interpol, su richiesta dell’Ufficio Interpol di Brasilia, con l’obiettivo di procedere all’arresto provvisorio in vista di una possibile estradizione in Brasile.
Il cittadino brasiliano, conosciuto con lo pseudonimo di “Italiano”, era ricercato nell’ambito dell’Operazione Leviathan condotta dalle autorità brasiliane. Secondo quanto riferito dagli investigatori, sarebbe ritenuto appartenente al Comando Vermelho, organizzazione criminale radicata nella città di Mossoró, nello Stato di Rio Grande do Norte, alla quale le autorità brasiliane contestano attività legate al traffico internazionale di droga e armi e altri illeciti.
La possibile presenza dell’uomo in Italia ha fatto scattare le ricerche dei Carabinieri. Dopo le prime informazioni, i militari hanno avviato un’attività investigativa che, anche attraverso strumenti tecnologici, ha consentito di localizzare il ricercato nel territorio di Scauri di Minturno.
L’uomo è stato quindi arrestato sulla base del mandato internazionale. Le attività sono state condotte sotto il coordinamento della Direzione Nazionale Antimafia e Antiterrorismo e nell’ambito della cooperazione con Interpol e con il Servizio per la cooperazione internazionale di polizia.
L’arresto in Italia è finalizzato alla procedura prevista dalla richiesta delle autorità brasiliane: la posizione dell’uomo dovrà quindi essere esaminata nell’ambito del procedimento di estradizione. Le contestazioni formulate dalle autorità brasiliane dovranno essere valutate nelle sedi competenti.
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