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Bandiere Blu, la provincia di Latina perde San Felice Circeo: vessillo a Latina, Sabaudia,  Terracina, Fondi, Sperlonga, Gaeta, Formia e Minturno

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LATINA – San Felice Circeo non ha ottenuto la Bandiera Blu 2026. I riconoscimenti sono stati assegnati questa mattina  dalla Fee, la Foundation for environmental education, a 257 comuni e 87 approdi turistici.

Il Lazio perde San Felice Circeo: premiate 9 località con la Bandiera Blu. Sono: Anzio in provincia di Roma e  Latina, Sabaudia,  Terracina, Fondi, Sperlonga, Gaeta, Formia e Minturno in provincia di Latina.

Entusiasmo in Comune a Latina che ha ricevuto la sua 13ª Bandiera Blu. Alla cerimonia di premiazione, coordinata dal Presidente di Fee Italia, Claudio Mazza, ha preso parte l’assessore all’Ambiente Michele Nasso, che ha ritirato il vessillo a nome dell’intera comunità. “La tredicesima Bandiera Blu non è solo un numero – ha dichiarato il sindaco Matilde Celentano – ma la testimonianza di una costanza amministrativa e di un amore profondo per il nostro territorio. Ricevere questo riconoscimento è un onore che premia il lavoro di squadra e la nostra visione di una città sempre più sostenibile, accogliente e inclusiva. Quest’anno avremo la spiaggia ‘Tutti al mare’ interamente dedicata alle persone con disabilità. Fondamentale è anche il contributo offerto dalle Eco-Schools, che nella nostra città costituiscono un modello a livello nazionale. La Bandiera Blu è un segnale forte per il turismo e per i nostri cittadini: Latina offre un mare eccellente e standard ambientali di primo livello. Continueremo a investire sulla tutela della nostra costa come asset strategico per lo sviluppo economico e sociale”.

“Ritirare questo premio a Roma – ha commentato commosso l’assessore Nasso – è stata una grande emozione. La Bandiera Blu è un marchio di qualità che non si ottiene per caso: dietro ci sono rigidi protocolli di analisi delle acque, gestione virtuosa di numerosi servizi e tutela della biodiversità. Questo vessillo appartiene a tutta la città e ci sprona a fare ancora meglio sul fronte ecologico, della cura del verde pubblico e delle nostre dune. Ringrazio il personale del dipartimento Ambiente, diretto da Gian Pietro De Biaggio, che si occupa delle complesse pratiche da portare avanti per il mantenimento della Bandiera Blu e che negli anni ha acquisito una preziosa esperienza. La costanza, l’impegno e la passione dell’amministrazione e della componente tecnica del Comune sono gli elementi indispensabili per la conferma della 13esima Bandiera Blu, assegnata consecutivamente a Latina”.

“Essere Bandiera Blu – ha aggiunto l’assessore alla Marina Gianluca Di Cocco – significa garantire servizi efficienti, sicurezza e accessibilità. Siamo già al lavoro per assicurare che la stagione estiva ormai alle porte rifletta gli standard richiesti dalla Fee. Questo traguardo è un volano fondamentale per le attività produttive del litorale e per il rilancio del brand Marina di Latina. Il nostro obiettivo è rendere il litorale sempre più fruibile, moderno e rispettoso dell’ambiente, creando un connubio perfetto tra ospitalità e natura. Proprio ieri, gli uffici comunali del Demanio Marittimo, che ringrazio insieme alla dirigente Alessandra Pacifico per tutti gli adempimenti necessari al riconoscimento Fee, hanno pubblicato un avviso per regolamentare il servizio di noleggio delle attrezzature balneari, con la finalità di garantire servizi di pulizia e salvamento nei tratti di spiaggia libera per tutti i fruitori. E’ una novità per il litorale di Latina, che farà la differenza”.

La Bandiera Blu 2026 sventolerà sulle spiagge di Latina per tutta l’estate, rappresentando una garanzia per i turisti e un vanto per gli operatori balneari. L’amministrazione comunale ribadisce l’impegno a mantenere alta l’attenzione sulla pulizia delle spiagge, il potenziamento della raccolta differenziata e le attività di educazione ambientale rivolte alle scuole e ai bagnanti.

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Cicloturismo, Latina e Ciociaria fanno rete: la visita di Mario Salati a Eco House San Michele

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Unire i territori di Latina e Frosinone attraverso il cicloturismo, creando nuove occasioni di collaborazione e promozione del Lazio meridionale. È questo l’obiettivo dell’incontro tra Mario Salati, presidente dell’associazione Come in Ciociaria, e Alberto Antonio Dandolo, project manager di Eco House San Michele, il primo bike hostel della provincia di Latina e realtà attiva nella promozione del territorio.

Al centro del confronto la possibilità di costruire una rete tra le due province partendo proprio dalla mobilità lenta e dal cicloturismo, settore che negli ultimi anni si è affermato come uno degli strumenti più interessanti per valorizzare borghi, aree naturali e percorsi meno conosciuti.

«Il nostro è anche un po’ un appello: quello di unire i nostri territori attraverso il cicloturismo», spiega Dandolo, sottolineando come Latina e Frosinone siano già collegate sotto il profilo istituzionale e camerale e come una collaborazione sul fronte turistico potrebbe rappresentare «un ulteriore segno di avvicinamento tra le due province».

Salati, alla guida di Come in Ciociaria, è impegnato nella promozione del cicloturismo attraverso escursioni in bicicletta e mountain bike alla scoperta di borghi, castelli, eremi e paesaggi della Ciociaria, collaborando con le realtà territoriali e le DMO locali.

Dall’altra parte, Dandolo porta l’esperienza di Eco House San Michele, struttura ricettiva specializzata nell’accoglienza dei cicloturisti, oltre alle competenze maturate nella narrazione e nella promozione territoriale e nel settore della produzione cinematografica. È inoltre board member del CDA della DMO Around Rome.

L’incontro ha portato a una prima intesa per sviluppare una collaborazione concreta nei prossimi mesi. Il calendario prevede già alcuni appuntamenti a settembre e ottobre, con attività che proseguiranno fino alla fine dell’anno. L’obiettivo sarà mettere in comune competenze, esperienze e strumenti di promozione per costruire iniziative legate al cicloturismo e favorire una maggiore connessione tra i territori pontino e ciociaro. L’idea è quindi quella di superare i confini provinciali e costruire un’offerta turistica integrata, nella quale la bicicletta possa diventare uno strumento per collegare percorsi, borghi e attrazioni del Lazio meridionale, intercettando un pubblico sempre più interessato a forme di viaggio sostenibili e alla scoperta del territorio.

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Ferragosto al mare, l’appello del Parco Riviera di Ulisse: «Divertiamoci, ma senza dimenticare sicurezza e ambiente»

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Alla vigilia di Ferragosto arriva l’appello dell’Ente Parco Regionale Riviera di Ulisse a vivere le feste in spiaggia con maggiore attenzione alla sicurezza e alla tutela dell’ambiente. A rivolgerlo è il presidente Massimo Giovanchelli, in vista di una delle serate più attese dell’estate, tradizionalmente caratterizzata da feste e iniziative lungo la costa.

«Stasera è una di quelle sere in cui tutti vogliono festeggiare e, visto il clima e le bellezze del nostro territorio, siamo ben felici che molti scelgano di farlo al mare – sottolinea Giovanchelli –. Ma dobbiamo ricordare che non tutti i comportamenti sono consoni, sia per la sicurezza personale sia per la salvaguardia dell’ambiente e della fauna del territorio».

Il richiamo arriva in un momento particolarmente delicato per gli ecosistemi costieri, anche alla luce delle prime schiuse di tartarughe marine Caretta caretta registrate tra Formia e Gaeta. La presenza dei nidi e delle nuove tartarughe rende ancora più importante evitare comportamenti che possano danneggiare l’ambiente o mettere a rischio la fauna.

Tra le principali raccomandazioni dell’Ente Parco c’è quella di evitare l’utilizzo della plastica e, soprattutto, di non disperdere materiali nell’ambiente. «La plastica rappresenta una delle principali minacce per la fauna marina e, se ingerita, può avere conseguenze anche letali soprattutto per le tartarughe marine», ricorda Giovanchelli.

L’appello arriva anche dopo alcune segnalazioni relative a feste organizzate nei giorni scorsi lungo la Riviera di Ulisse, durante le quali sarebbero stati adottati comportamenti poco rispettosi dell’ambiente. In particolare, in occasione di una festa su una spiaggia, sarebbero stati rilasciati materiali plastici, con il conseguente rischio di dispersione nell’ambiente e di finire in mare.

«Sono proprio questi i comportamenti che dobbiamo evitare, anche quando non esistono divieti espliciti – ribadisce il presidente del Parco – perché non tutto ciò che non è espressamente vietato è necessariamente compatibile con la tutela dell’ambiente».

Il messaggio dell’Ente Parco non è quindi un invito a rinunciare ai festeggiamenti, ma a viverli con maggiore consapevolezza. «Possiamo festeggiare, stare insieme, vivere il mare e le nostre spiagge – conclude Giovanchelli – ma dobbiamo farlo ricordandoci che ogni nostro gesto ha una conseguenza. In questo siamo tutti corresponsabili».

L’invito, alla vigilia di Ferragosto, è dunque semplice: divertirsi e vivere il mare, lasciando sulle spiagge soltanto i ricordi della serata e non rifiuti.

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Il Parco Regionale Riviera D’Ulisse libera due aquile. Giovanchelli: “La tutela dell’ambiente passa anche da gesti come questo”

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FORMIA   – Sono state liberate questa mattina lungo la strada che conduce al Santuario della Madonna della Civita, due aquile. Si tratta di Bianconi – detti anche aquile dei serpenti –, entrambi maschi adulti, tornati finalmente in libertà dopo un lungo percorso di recupero e riabilitazione. I due rapaci  – raccontano dal Parco Riviera d’Ulisse – erano stati recuperati in provincia di Frosinone: il primo nell’ottobre del 2025, il secondo a marzo 2026. Dopo mesi di cure e assistenza presso il Centro Recupero Animali Selvatici (CRAS), è arrivato il momento più atteso: quello della restituzione alla natura per Laerte e Telemaco – questi i nomi scelti per i due esemplari.

«Abbiamo voluto chiamare il più anziano Laerte e il più giovane Telemaco – spiega il presidente del Parco Regionale Riviera di Ulisse, Massimo Giovanchelli –. Sono due nomi che richiamano direttamente il mondo dell’Odissea e il rapporto tra padre e figlio, ma soprattutto raccontano due esemplari che oggi, dopo il loro percorso di recupero, abbiamo avuto l’emozione di vedere tornare dove devono stare: in natura. È stato un momento semplice, ma profondamente emozionante. La tutela dell’ambiente passa anche da gesti come questo».

I GPS – La liberazione non rappresenta però il punto conclusivo dell’attività. Al contrario, da oggi prende il via una nuova fase di osservazione e monitoraggio. Grazie ai sistemi GPS installati sugli animali sarà infatti possibile seguirne gli spostamenti, studiarne i comportamenti e raccogliere informazioni utili sulla frequentazione del territorio e sugli habitat scelti anche perché la migrazione dei Bianconi è molto particolare poiché arriva sulle coste dell’Africa ma dopo aver risalito quelle della penisola italiana, francese e anche spagnola.

Il lavoro si inserisce nell’attività di assistenza ai rapaci locali portata avanti dal CRAS, in collaborazione con il servizio naturalistico dell’Ente Parco e con gli organismi impegnati nella ricerca e nella conservazione della fauna selvatica, tra cui ISPRA – Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale.

«Quella di oggi è una fotografia particolarmente bella di una stagione che, per il nostro territorio, sta regalando importanti segnali dal punto di vista naturalistico – sottolinea il direttore del Parco, Fabio Refini –. Penso ai numerosi nidi di tartaruga marina che abbiamo seguito lungo la costa e alle prime schiuse che stanno già restituendo al mare nuove piccole vite. La liberazione delle due aquile si inserisce nello stesso racconto: quello di un territorio vivo, che dobbiamo conoscere, proteggere e continuare a tutelare».

La presenza dei due Bianconi, e soprattutto il loro ritorno in libertà, rappresenta così anche un’occasione per ricordare il valore della biodiversità che caratterizza l’area della Riviera di Ulisse e i territori circostanti.

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