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CRONACA

CRISI ALLA FINDUS, CANILE SENZA CIBO
Allarme lanciato dagli Amici del Cane
Attesa la visita di Sidecar Smilla

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Il canile di Latina

Il canile di Latina

LATINA – Ci sono mille cani abbandonati in questo momento nel canile comunale della Chiesuolaa Latina. E ora si rischia l’emergenza cibo. “La situazione si è aggravata da quando, a inizio luglio, sono venuti a mancare gli scarti delle lavorazioni che il vicino stabilimento Findus, investito da una grave crisi occupazionale, e che forniva al canile una tonnellata ogni due giorni, permettendo di sfamare gli ospiti. E a mancare sono anche i fondi per acquistare dell’altro cibo”. L’allarme arriva dai volontari dell’Associazione Amici del Cane di Latina, che gestiscono il canile anche autotassandosi,  e che hanno fatto appello alle istituzioni e ai singoli cittadini. “La situazione, però,  resta difficile”, spiegano.

Anche per questa ragione,  Sidecar Smilla farà tappa a Latina. In sella alla moto, c’è Paolo, cinquantenne in prima linea nella difesa degli animali abbandonati, che porta con sé Smilla, la cagnolina adottata. I due sono partiti da Gorizia con il loro sidecar “Ronzinante” il 26 luglio e sono in viaggio per raccontare la situazione dei canili e l’impegno dei volontari, diffondendo il loro messaggio contro abbandono e randagismo. A Latina arriveranno domenica prossima 18 agosto, per l’undicesima di 20 tappe.

“Una tappa obbligatoria  – spiegano – perché nella città laziale c’è uno dei canili più sovraffollati d’Italia, ed ora in emergenza per la carenza di cibo”.

La situazione è simile in tutta Italia: canili strapieni e senza soldi, così come i gattili e i rifugi per animali abbandonati. Nei primi tre mesi del 2013, secondo le stime relative a 100 canili italiani monitorati da Aidaa – Associazione italiana difesa animali e ambiente – complessivamente i cani abbandonati ed entrati nei canili sono stati circa 15 mila. Rispetto al 2012 l’incremento di abbandoni di cani e gatti supera il 40%, un trend pericoloso in vista dei mesi estivi, quando ogni anno si registra un’impennata. I dati ufficiali del Ministero della Salute, invece, stimano un numero di cani randagi oscillante tra i 500 mila e 700 mila animali.

NEL LAZIO – Nei canili (20 canili sanitari e 40 rifugi) del Lazio sono ospitati circa 14 mila i cani (è la terza regione italiana per popolosità nelle strutture) e 60.000 circa i cani randagi stimati, quinta regione dopo Puglia, Campania, Sicilia e Calabria (dati Ministero della Salute 2012 ripresi dall’Organizzazione Internazionale Protezione Animali – OIPA Italia Onlus). Il Lazio è inoltre la regione dove vi è il più alto numero di gatti liberi: 450 mila.

“Il nostro – spiegano Paolo e Smilla  – E’ un viaggio per la libertà di tutti i viventi e per monitorare la situazione dei tanti rifugi sparsi per il Paese, spesso gestiti da associazioni di volontari che si prodigano oltre le loro forze per alleviare la triste vita dei cani reclusi a causa dell’egoismo dell’uomo”, spiega Paolo Susana. Il viaggio si concluderà a Gorizia il 1° settembre: nella città sarà in corso la quarta edizione del Festival Vegetariano (30-31 agosto e 1° settembre), il principale appuntamento dedicato al vegetarismo in Italia. Il Festival, promosso dall’azienda goriziana Biolab – produttrice di specialità vegetariane – ha creduto infatti fin dal primo giorno al progetto “Sidecar Smilla”.

CHI SONO GLI AMICI DEL CANE –  L’associazione di volontari senza fini di lucro è nata nel 1981, è attiva presso il Canile Sanitario di Latina che gestisce. Oltre alle cure, al mantenimento, i volontari sono impegnati nella ricerca continua di persone che sappiano amorevolmente prendersi cura dei quattro-zampe abbandonati. Nel sito dell’associazione e anche sul nostro sito nella sezione Amici a Quattro Zampe ci sono foto e descrizione di tantissimi cani, di qualsiasi taglia, colore ed età in adozione.

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CRONACA

Aprilia, operazione antidroga in una struttura ricettiva: arrestati un uomo di 50 anni e un giovane di 21

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Due arresti per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti ad Aprilia. L’operazione è stata condotta nella mattinata di ieri dai Carabinieri della Stazione locale, insieme ai militari del Nucleo Operativo e Radiomobile, all’interno di una struttura ricettiva del territorio.

L’attività investigativa, coordinata dalla Procura della Repubblica di Latina, ha portato all’esecuzione di un decreto di perquisizione nei confronti di un uomo di 50 anni, residente ad Aprilia e titolare della struttura, dove dimorava abitualmente. Secondo quanto ricostruito dai militari, le indagini avevano documentato diversi episodi riconducibili allo spaccio di stupefacenti all’interno della struttura.

Durante la perquisizione nella camera in uso al cinquantenne, i Carabinieri hanno trovato quasi 60 grammi di marijuana suddivisa in dosi, una modica quantità di hashish, anch’essa ripartita in dosi, e un grammo di crack. Sequestrati anche circa 400 euro in contanti, in banconote di vario taglio, materiale per il confezionamento delle sostanze e un bilancino di precisione.

I controlli sono poi proseguiti in un’altra camera dello stesso complesso, occupata da un ragazzo di 21 anni, la cui presenza nella struttura non risultava registrata. Il giovane, anche lui con precedenti di polizia per reati specifici, è stato trovato in possesso di circa 15 grammi di cocaina e denaro contante, ritenuti presumibilmente riconducibili all’attività di spaccio.

Tutto il materiale rinvenuto, le sostanze stupefacenti e il denaro sono stati sottoposti a sequestro. Al termine delle operazioni, entrambi gli uomini sono stati arrestati in flagranza di reato per detenzione ai fini di spaccio. Il cinquantenne è stato inoltre segnalato all’autorità giudiziaria per aver agevolato l’uso di sostanze stupefacenti.

Parallelamente, è stata avviata la procedura per sottoporre alla Questura di Latina una proposta di sospensione della licenza della struttura ricettiva.

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Caccia con richiami vietati e abbattimento di un pettirosso: due denunce a Santi Cosma e Damiano

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Due persone denunciate a Santi Cosma e Damiano per attività venatoria con mezzi vietati. Uno dei due è accusato anche di abbattimento di fauna selvatica protetta e porto illegale di armi comuni da sparo. L’intervento dei Carabinieri Forestali è avvenuto nei giorni scorsi in località Selva Cimino, nell’ambito dei controlli contro gli illeciti in materia di caccia.

I militari del Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale Agroalimentare e Forestale del Gruppo Carabinieri Forestale di Latina, durante una perlustrazione del territorio, hanno sorpreso i due soggetti mentre utilizzavano richiami elettroacustici per attirare gli uccelli, una strumentazione espressamente vietata dalla normativa sulla caccia.

Al termine degli accertamenti, entrambi sono stati denunciati in stato di libertà alla Procura della Repubblica di Cassino per esercizio venatorio con mezzi non consentiti. A uno dei due vengono contestati anche il porto illegale di armi comuni da sparo e l’abbattimento di un esemplare di avifauna protetta, nello specifico un pettirosso.

Nel corso dell’operazione sono stati sequestrati tre fucili, 87 munizioni, un richiamo elettroacustico completo di batteria e altoparlante e 14 esemplari di avifauna selvatica abbattuti: 12 tordi bottacci, un merlo e un pettirosso.

Le contestazioni, in caso di condanna, prevedono sanzioni che variano dall’ammenda alla reclusione, in base alle singole violazioni accertate. Proseguono intanto i controlli dei Carabinieri Forestali per prevenire e reprimere gli illeciti venatori e tutelare la fauna e l’ecosistema.

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Maltempo a Latina, il Comune annuncia un fondo di solidarietà per gli alluvionati

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Una delegazione dei cittadini che hanno partecipato alla manifestazione pacifica in piazza del Popolo per chiedere risposte dopo l’alluvione del 20 e 21 ottobre è stata ricevuta negli uffici del Comune di Latina. All’incontro hanno preso parte il vicesindaco Massimiliano Carnevale, l’assessore alla Protezione Civile Gianluca Di Cocco e il capo di gabinetto Agostino Marcheselli.

Al centro del confronto i danni provocati dal maltempo, gli interventi già avviati e le misure necessarie per prevenire nuove emergenze. L’amministrazione ha confermato di aver trasmesso alla Regione Lazio la richiesta di riconoscimento dello stato di calamità naturale, accompagnata da una relazione che stima in 40 milioni di euro i danni subiti dal territorio.

La novità annunciata durante l’incontro riguarda l’istituzione di un fondo di solidarietà destinato a chi è stato colpito dall’alluvione, con particolare attenzione ai danni riportati dai veicoli. Come spiegato dal vicesindaco Carnevale, al primo Consiglio comunale utile sarà presentata una mozione per avviare il percorso. Successivamente dovranno essere predisposti gli atti necessari a stanziare risorse dal bilancio comunale, cercando anche ulteriori finanziamenti da Provincia e Regione.

«Comprendiamo il disagio di chi in una notte ha perso tutto. È nostro dovere dare delle risposte», ha dichiarato Carnevale, sottolineando che dietro la stima di 40 milioni di euro ci sono abitazioni, arredi e automobili distrutti. Il vicesindaco ha inoltre riferito che l’iniziativa del fondo è stata avviata su impulso della sindaca Matilde Celentano, assente in questi giorni per motivi personali.

Sul fronte degli interventi, l’assessore Di Cocco ha annunciato che dal 2 novembre partirà un servizio mirato di pulizia delle caditoie nelle zone che hanno evidenziato maggiori criticità. Sarà inoltre effettuata una perlustrazione ottica delle condotte in prossimità dei canali, per individuare eventuali ostruzioni interne.

Proseguono anche le attività di rimozione dei rifiuti ingombranti e degli arredi danneggiati dagli allagamenti, svolte con ABC. Per le problematiche che esulano dalle competenze comunali, l’amministrazione ha assicurato di mantenere aperto il confronto con gli enti interessati. Il tavolo interistituzionale convocato nei giorni scorsi dalla sindaca proseguirà con nuovi incontri, con l’obiettivo di individuare soluzioni strutturali per la prevenzione del rischio idrogeologico.

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