CRONACA
DETENUTO IN GUINEA, FIACCOLATA PER BERARDI
Stasera il caso dell’imprenditore a Chi l’ha visto
LATINA – Una fiaccolata a Latina mercoledì prossimo con partenza da Piazza San Marco percorrendo Corso della Repubblica per arrivare sotto la sede della Prefettura: è una delle prossime iniziative messe in campo da familiari e amici di Roberto Berardi per coinvolgere la città e tenere alta l’attenzione sul caso dell’imprenditore di Latina detenuto nel carcere di Bata, nella Guinea Equatoriale. Il nutrito gruppo,che si è mobilitato (anche su Facebook), ha avuto contatti con la Farnesina che ha promesso il suo interessamento; un incontro è stato sollecitato al sindaco di Latina, Giovanni Di Giorgi per chiedere sostegno, mentre stasera il caso sarà trattato dalla trasmissione televisiva condotta da Federica Sciarelli “Chi l’ha visto”.
“Non c’è più tempo”, dice la mamma di Berardi, Silvana Malafronte. Le condizioni di salute dell’uomo che ha cinquant’anni e vive in prigione da nove mesi in condizioni pessime, sono al limite. A riferirlo è stato anche l’ambasciatore del Mali, l’ultimo a vederlo in cella, che poi ha inviato una lettera ai familiari. Dalle notizie pervenute a Latina, Berardi è denutrito, soffre di malaria, è prostrato psicologicamente, e avrebbe subito di recente una nuova incursione in cella. La mamma, anche a nome della moglie e dei figli, chiede che il Governo Italiano ne ottenga la scarcerazione e lo faccia rientrare in patria.
I guai per l’imprenditore pontino, che si trova in Africa da vent’anni, sono cominciati quando lui stesso ha denunciato alcuni ammanchi sul conto della società che gestiva con Theodorine Obiang figlio del dittatore locale. Poi l’arresto e la condanna al termine di un processo-farsa.
CRONACA
Latina, aggredisce due ciclisti e danneggia una bici: denunciato
Aggredisce due ciclisti, li minaccia e danneggia una bicicletta: un uomo è stato denunciato dalla Polizia di Stato a Latina con l’accusa di lesioni personali, minacce e danneggiamento. L’episodio si è verificato nella zona di Capoportiere, dove gli agenti della squadra volante sono intervenuti dopo la segnalazione di un’aggressione. Secondo quanto ricostruito, le due vittime stavano percorrendo la strada in bicicletta quando sono state affiancate da un’auto. Il conducente, con atteggiamento aggressivo, avrebbe rivolto loro minacce, per poi bloccarne la marcia. L’uomo sarebbe quindi sceso dal veicolo, aggredendo uno dei ciclisti con pugni e calci e facendolo cadere a terra. Dopo essersi allontanato, sarebbe tornato poco dopo sul posto, reiterando le minacce e danneggiando una delle biciclette, prima di fuggire definitivamente. Al termine degli accertamenti, l’uomo è stato denunciato all’Autorità giudiziaria. Il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e, come previsto dalla legge, per l’indagato vale il principio di presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva.
CRONACA
Cori, lavoratori in nero nei campi di kiwi: denunciato il titolare, attività sospesa
Impiegava lavoratori in nero nei campi di kiwi: per questo un uomo di 54 anni è stato denunciato dai Carabinieri a Cori e l’attività agricola è stata sospesa. Il controllo, effettuato dai militari della Stazione locale insieme al Nucleo Ispettorato del Lavoro di Latina, rientra nelle operazioni di contrasto al caporalato e alle irregolarità nel settore agricolo. Durante l’ispezione sono stati identificati sei lavoratori, tutti regolarmente presenti sul territorio nazionale, ma nessuno risultava assunto secondo le procedure previste. Tra loro anche cittadini di nazionalità indiana e bangladese. Oltre al lavoro nero, sono emerse ulteriori violazioni: mancata sorveglianza sanitaria e assenza dei corsi di formazione obbligatori. Per il titolare sono scattate ammende per circa 3.270 euro e sanzioni amministrative per oltre 18mila euro, oltre alla maxi sanzione per ciascun lavoratore irregolare e alla sospensione immediata dell’attività.
CRONACA
Terracina, impianto abusivo di rifiuti su un terreno privato: area sequestrata e due denunce
Avevano trasformato un terreno in un impianto abusivo per il trattamento di rifiuti speciali, anche pericolosi: per questo i Carabinieri Forestali hanno sequestrato un’area di circa mille metri quadrati a Terracina e denunciato due persone. L’operazione è scattata dopo un controllo in un lotto situato lungo la Pontina, dove i militari hanno trovato una vera e propria discarica a cielo aperto, attrezzata con mezzi e operai impiegati nella gestione illegale dei rifiuti. Secondo quanto accertato, il sito veniva utilizzato per il recupero di materiali, in particolare rifiuti elettronici e ferrosi, dai quali venivano estratti metalli di valore come rame, zinco e ottone, destinati al mercato nero. I rifiuti erano accumulati direttamente sul terreno, senza alcuna protezione ambientale, ed è stata rilevata anche la presenza di residui riconducibili alla combustione illecita. Il sequestro ha riguardato, oltre all’area, circa 100 metri cubi di rifiuti non pericolosi e oltre 30 quintali di rifiuti pericolosi, tra cui batterie esauste al piombo e olio esausto. Bloccati anche i mezzi utilizzati per l’attività, tra cui caricatori, carrelli elevatori e attrezzature varie. Al termine degli accertamenti sono stati denunciati il titolare dell’attività e il proprietario del terreno per gestione illecita di rifiuti, discarica abusiva, combustione illecita e violazioni ambientali legate alla mancata raccolta delle acque.
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