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CRONACA

Scarichi fuorilegge nei cantieri navali del Golfo, i controlli della Guardia Costiera

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Guardia CostieraGAETA – Dopo le strutture sanitarie è toccato ai cantieri navali. La Capitaneria di porto di Gaeta e la Polizia Provinciale di Latina su delega della Procura della Repubblica di Cassino proseguono i controlli a caccia di fonti di inquinamento del Golfo.

I militari hanno fatto visita a tutte le attività cantieristiche presenti nell’area dei comuni di Gaeta e Formia, controllando scarichi di reflui inquinanti e verificando la corretta gestione dei rifiuti speciali prodotti dalle lavorazioni dei cantieri navali. “In base a quanto riscontrato dai sopralluoghi effettuati – è il bilancio della Guardia costiera –  in 13 cantieri navali operanti sul territorio sono emersi diversi profili che hanno richiesto approfondimenti più dettagliati. Un primo screening ha riguardato lo smaltimento sia delle acque meteoriche di prima pioggia che di quelle relative alle lavorazioni industriali che, secondo le norme in materia ambientale, devono essere immesse all’interno di impianti di trattamento prima dell’immissione in mare. Diverse strutture, pur in presenza dei previsti impianti, in qualche caso non in funzione al momento dei sopralluoghi, sono risultate prive dei necessari provvedimenti amministrativi di autorizzazione allo scarico in mare. In alcuni casi è stata accertato anche lo scarico diretto, non autorizzato, nella pubblica fognatura di reflui provenienti da lavorazioni industriali. Particolare attenzione è stata prestata alle modalità di trattamento, e quindi alle fasi di stoccaggio e smaltimento, dei rifiuti speciali prodotti nei siti industriali. In qualche caso è stato riscontrato lo sversamento, in modo incontrollato, di rifiuti pericolosi e non, riconducibili ad attività di lavorazione cantieristica, direttamente sul nudo terreno”. Si tratta di fonti di potenziale inquinamento del mare.

L’attività è stata condotta su delega del Procuratore della Repubblica di Cassino, dott. Mario Mercone, e mira ad individuare tutti i potenziali fattori di inquinamento che finiscono per danneggiare la salute umana e l’ecosistema in genere.

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CRONACA

Fugge all’alt dei Carabinieri e provoca un incidente a Scauri: denunciato un ventenne

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Notte movimentata a Scauri di Minturno, dove un giovane di 20 anni è stato denunciato dai Carabinieri dopo non essersi fermato all’alt e aver tentato la fuga. L’episodio è avvenuto durante un servizio di controllo del territorio: alla richiesta di fermarsi da parte dei militari, il conducente di un’auto ha accelerato dandosi alla fuga e mettendo in atto manovre pericolose per la circolazione. Ne è nato un inseguimento che si è concluso con un incidente stradale, causato dalla guida imprudente del giovane. Nel sinistro sono rimaste coinvolte anche l’auto di servizio dei Carabinieri e un altro veicolo in transito. A seguito dell’impatto, i militari hanno riportato lievi lesioni, mentre i mezzi hanno subito danni. Le successive indagini, supportate anche dalle immagini dei sistemi di videosorveglianza, hanno permesso di identificare il responsabile, che è stato denunciato in stato di libertà per fuga a seguito di posto di controllo.

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CRONACA

Abuso edilizio e gestione illecita di rifiuti sull’Isola di Santo Stefano

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Controlli ambientali sull’Isola di Santo Stefano: i Carabinieri Forestali hanno sequestrato un immobile e denunciato due persone per reati legati al danneggiamento del patrimonio paesaggistico, abuso edilizio e gestione illecita di rifiuti. L’operazione, condotta dal Nucleo Carabinieri Forestale di Latina insieme al NIPAAF, ha permesso di accertare la realizzazione di lavori edilizi non autorizzati su un manufatto di circa 370 metri quadrati, situato nel territorio del Comune di Ventotene. Dalle verifiche è emersa l’assenza della valutazione di incidenza ambientale, necessaria in quanto l’area ricade in una Zona di Protezione Speciale, oltre alla mancata comunicazione agli enti competenti, considerando che l’isola rientra nell’Area Marina Protetta Isola di Santo Stefano e Ventotene. Nel cantiere è stata inoltre riscontrata la presenza di materiali contenenti eternit, in parte frantumati al suolo, senza alcun piano autorizzato per la rimozione e lo smaltimento, in violazione delle normative ambientali. Alla luce delle irregolarità accertate, i militari hanno proceduto al sequestro dell’intera struttura, composta da un piano interrato e uno fuori terra, e alla denuncia in stato di libertà del committente dei lavori e proprietario dell’immobile.

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CRONACA

A 50 anni dal terremoto in Friuli, Cori ricorda i suoi soccorritori. De Lillis: “Il valore della collaborazione e cooperazione”

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CORI – Il 6 maggio 2026 cade il 50esimo anniversario del terribile terremoto che si abbatté sul Friuli, uno degli eventi sismici più devastanti avvenuti in Italia. In quelle tragiche circostanze, Cori si attivò tempestivamente per portare aiuti umanitari alla popolazione. In particolare, l’Amministrazione comunale organizzò una raccolta viveri e abbigliamento e inviò una squadra di uomini, composta da dipendenti e volontari, che raggiunse il Comune di Buja (Udine), tra i più duramente colpiti con 49 vittime, decine di feriti e migliaia di senzatetto, noto anche perché da una delle sue frazioni, Ursinins Grande, il radioamatore Italo Candusso riuscì a informare il mondo della tragedia.

Il gruppo che partì da Cori il 10 maggio 1976 nel giorno della  festa della Madonna del Soccorso, con il paese ancora immerso nei festeggiamenti per la sua Protettrice, era composto da Claudio Porcari, Sisto Cappelli, Vincenzo Milonni, Angelo Martelloni, Tommaso Agnoni, Augusto Tora, Augusto Palombelli e Adolfo Rossini.

“All’epoca non esisteva ancora la Protezione Civile – ricorda il sindaco di Cori, Mauro Primio De Lillis – in occasione delle calamità naturali si muovevano vigili del fuoco ed esercito, allora composto per lo più da ragazzi di leva. Quindi, la solidarietà ricevuta dai volontari giunti da ogni parte fu importantissima. Anche la comunità di Cori diede il suo contributo, mettendosi subito in moto come poteva. Facciamo memoria di un evento così tragico, sottolineando il valore della collaborazione e della cooperazione ai vari livelli della società”.

Nella foto uno degli attestati conferiti dalla frazione di Tomba, Comune di Buja, per “l’aiuto generosamente prestato, a suo grande conforto e certezza di rinascita”.

 

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