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CRONACA

La foto di un privernese riapre il caso di Ettore Majorana

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Checchino Fasani con Ettore Majorana in Venezula

Checchino Fasani con Ettore Majorana in Venezula

PRIVERNO – E’ stata la foto-ricordo di un privernese, Francesco Fasani meccanico scomparso alcuni anni fa (per gli amici Checchino) scattata nel 1955 a Valencia (Venezuela) a determinare la riapertura delle indagini sulla morte di Ettore Majorana, il fisico italiano scomparso nel 1938 all’età di 34 anni nel corso di un viaggio che lo doveva portare a Napoli. La Procura di Roma che aveva riaperto il fascicolo nel 2008 dopo una puntata di `Chi l’ha visto?´nel corso della quale fu intervistato proprio Fasani, è giunta a queste conclusioni: lo scienziato si trasferì all’estero, «permanendo in Venezuela, almeno, nel periodo tra il 1955 e il 1959». La prova regina sarebbe proprio la foto scattata nel 1955 dal pontino Fasani e analizzata dai carabinieri del Ris.

Fasani conobbe il fisico catanese in Venezuela dove si era trasferito lasciando Priverno, lo conosceva con il nome di Bini, non erano intimi, ma il meccanico gli teneva in ordine l’auto. Fino a quando, una persona di spicco della comunità italiana, gli riferì che Bini in realtà era Majorana. Il privernate ottenne la preziosa foto in cambio di un prestito in danaro di cui lo scienziato aveva urgentemente bisogno.

A ricordare le origini di Fasani è stato in questio giorni il giornalista Romano Forte che lo ricorda così: “Che dire. Ho un bel ricordo di Checchino, compagno di gioventù. Ragazzo esuberante, volitivo, generoso, intraprendente. Saperlo amico di Majorana mi inorgoglisce come pipernese”.

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CRONACA

Suio, tragedia alle terme: bambino di 7 anni muore annegato

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Tragedia nel pomeriggio a Suio Terme, frazione del comune di Castelforte, dove un bambino di sette anni ha perso la vita all’interno della piscina di uno stabilimento termale. Secondo una prima ricostruzione, ancora al vaglio degli inquirenti, il piccolo sarebbe rimasto intrappolato sott’acqua a causa di un bocchettone dell’impianto, che ne avrebbe impedito la risalita in superficie. Immediato l’intervento dei soccorsi: sul posto sono giunti i sanitari del 118 e i Carabinieri. È stata inoltre allertata l’eliambulanza, ma nonostante i tentativi di rianimazione, per il bambino non c’è stato nulla da fare. La salma è stata posta sotto sequestro ed è ora a disposizione dell’autorità giudiziaria, che dovrà chiarire la dinamica dell’accaduto e accertare eventuali responsabilità.

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CRONACA

L’Esercito Italiano protagonista a Run4Hope 2026 con una tappa a Sabaudia

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L’Esercito Italiano protagonista a Run4Hope 2026 con una tappa nel territorio di Sabaudia, all’insegna dello sport e della solidarietà. I militari del Comando Artiglieria Controaerei, insieme al 17° Reggimento “Sforzesca” e al Reggimento Addestrativo, hanno partecipato alla sesta edizione del Giro d’Italia podistico solidale, articolato in venti staffette regionali. L’iniziativa, partita il 18 aprile, è finalizzata alla raccolta fondi per la Fondazione per la Ricerca sulla Fibrosi Cistica. Nel Lazio, la staffetta ha preso il via dalla caserma Santa Barbara, attraversando il territorio fino alla località Bufalara per un percorso di circa 10 chilometri. Qui il testimone è stato affidato ai podisti della Federazione Italiana di Atletica Leggera, che hanno proseguito lungo la provincia di Latina. La partecipazione dell’Esercito conferma il sostegno a iniziative con finalità sociali, trasformando ogni tappa in un’occasione per sensibilizzare le comunità sull’importanza della ricerca scientifica e del contributo collettivo.

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CRONACA

Cisterna, denunciata impresa per abbandono di rifiuti speciali

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Controlli in materia ambientale a Cisterna di Latina, dove i Carabinieri Forestali hanno denunciato il legale rappresentante di un’impresa per gestione non autorizzata di rifiuti e acque reflue.

L’attività ispettiva, condotta nei giorni scorsi in un’azienda di produzione e confezionamento di detergenti in località via Grotte di Nottola, ha evidenziato irregolarità nella gestione delle acque di scarico. In particolare, parte delle acque reflue veniva trattata come acque di prima pioggia e convogliata in un impianto di raccolta e depurazione in assenza delle necessarie autorizzazioni.

Nel corso dei controlli, i militari hanno inoltre rinvenuto nel piazzale dell’azienda rifiuti classificati come RAEE (Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche), considerati pericolosi. Il titolare, pur autorizzato alla gestione di rifiuti non pericolosi, non risultava abilitato al trattamento di questa tipologia.

Alla luce degli accertamenti, l’uomo è stato deferito all’Autorità Giudiziaria.

L’operazione si inserisce nell’ambito delle attività di prevenzione e repressione dei reati ambientali portate avanti dall’Arma, con particolare attenzione alla corretta gestione dei rifiuti e delle acque reflue, elemento centrale per la tutela dell’ecosistema e della salute pubblica.

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