CRONACA
L’inchiesta punta dritto al cuore degli affari: perquisizione nello studio Mantovano, prelevati i fascicoli di Tuma
LATINA – Dopo i 24 arresti nell’operazione Don’t Touch, gli investigatori si dedicano ora all’analisi dei documenti sequestrati. E il fascicolo più interessante per la squadra Mobile e per gli esperti dell’unità indagini patrimoniali dello Sco è quello sequestrato nella sede degli uffici in Via Flaminia a Roma dell’imprenditore di Latina Massimiliano Mantovano coinvolto lo scorso anno in un’inchiesta sugli appalti dell’Enac. Quelle carte infatti portano, già ad un primo esame, a uno degli arrestati eccellenti, Gianluca Tuma. Gli esperti di reati finanziari sono particolarmente concentrati sugli interessi per i supermercati e sugli affari “puliti” che attraverso un reticolo di società, lo stesso Tuma faceva riciclando i soldi dell’organizzazione criminale individuata nell’inchiesta dei Pm Spinelli e de Lazzaro. Alcuni Sigma già aperti e il progetto di entrare nella gestione di una nuova catena della grande distribuzione tra gli affari più in vista.
E’ proprio questo legame tra Tuma e Mantovano, emerso in un articolo pubblicato dal Messaggero alcuni mesi fa ad aver spinto il primo a minacciare il giornalista del Messaggero Vittorio Buongiorno. Era l’11 gennaio. Lo sottolinea anche l’ASR, l’associazione stampa romana, in una nota nella quale esprime solidarietà al collega. “Hai visto cosa succede in Francia a chi usa la penna scorrettamente?” Una frase con una carica minacciosa gravissima, visto che era da qualche giorno accaduta la strage nella redazione di Charlie Hebdo. Una minaccia in puro stile mafioso, pronunciata all’interno della cattedrale di Latina al termine della Messa domenicale da parte di Gianluca Tuma, boss emergente del capoluogo pontino, citato dal collega in alcuni articoli sulla criminalità e i suoi legami con la politica nella città – riferisce la nota di Asr – Una minaccia che emerge solo oggi, a distanza di qualche mese da quando venne pronunciata, perché la magistratura pregò allora il collega Buongiorno, che aveva subito sporto denuncia in questura, di non divulgare l’accaduto perché avrebbe potuto compromettere le indagini in corso. Indagini che hanno portato ieri all’arresto dello stesso Tuma e di altre 23 persone, tra cui due carabinieri e un poliziotto, implicati in una grossa organizzazione che gestiva traffici criminali a Latina e in via di espansione.
L’Associazione Stampa Romana, sezione di Latina – conclude la nota firmata da Lazzaro Pappagallo e Gaetano Coppola – esprimendo solidarietà al collega “chiede alle autorità una attenta vigilanza per garantire sicurezza a chi ogni giorno lavora per informare i lettori con serietà e professionalità e non deve, per questo, mettere a rischio la propria vita”.
Intanto oggi alle 9,30 nel carcere di Velletri cominceranno gli interrogatori di alcuni degli indagati. nella lunga lista di nomi che sfileranno davanti al gip Giuseppe Cario ci sono tra gli altri Costantino Di Silvio, detto Cha Cha e Nathan Altomare. Gli interrogatori proseguiranno domani e poi venerdì quando ascoltati gli altri indagati che si trovano nel carcere di Latina.
AUDIO
Ferragosto a Sabaudia, musica e spettacolo in piazza: Marco Ligabue conquista il pubblico
Una piazza gremita, la musica, la voglia di stare insieme e un grande spettacolo finale. Il Ferragosto a Sabaudia si conferma un appuntamento capace di richiamare cittadini, visitatori e turisti nel cuore della città, trasformando Piazza del Comune in un grande luogo di incontro e partecipazione.
A dare ritmo alla serata è stato Marco Ligabue, cantautore e chitarrista italiano, fratello minore di Luciano Ligabue.Nato a Correggio nel 1970, Marco Ligabue ha iniziato il proprio percorso musicale anche come chitarrista e autore dei Rio, prima di intraprendere dal 2012 la carriera da solista. Nel corso degli anni ha pubblicato diversi album e numerosi singoli, costruendo una solida esperienza dal vivo e portando la propria musica nelle piazze italiane durante i tour estivi.
Sul palco di Sabaudia, Ligabue è stato accompagnato da una band composta da Johnny alla chitarra, Jack al basso e Leo alla batteria, musicisti che hanno contribuito a dare al concerto un’impronta decisamente rock.
Il concerto ha proposto un repertorio capace di attraversare diverse generazioni della musica italiana. Brani di Fabrizio De André, Gianluca Grignani e Rino Gaetano si sono alternati ai successi di Luciano Ligabue e ad alcuni brani dello stesso Marco Ligabue.
Ancora una volta Sabaudia ha risposto con una partecipazione, il pubblico ha cantato, applaudito e accompagnato la band per tutta la serata, in un’atmosfera di festa che ha coinvolto l’intera piazza.
Tra un brano e l’altro, Marco Ligabue ha anche affrontato temi sociali importanti. Nel corso della serata ha parlato di femminicidio e violenza contro le donne, spiegando la scelta di affrontare questo argomento durante ogni suo concerto.
Un momento particolarmente significativo è stato quello dedicato alla Lingua dei Segni Italiana (LIS). Ligabue ha coinvolto direttamente il pubblico, insegnando i segni del ritornello di una delle sue canzoni, molto apprezzata anche dalla comunità sorda.
A conclusione dei festeggiamenti, la musica ha lasciato spazio alle luci del cielo. Lo spettacolo piromusicale a basso impatto acustico ha chiuso la serata accompagnando le immagini dei fuochi con la musica e regalando al pubblico un finale particolarmente suggestivo.



CRONACA
Abusivismo commerciale in spiaggia, nuovo sequestro della Polizia Locale di Terracina
Anche nella giornata di oggi il personale del Nucleo di Polizia Amministrativa del Comando di Polizia Locale di Terracina, ha effettuato una nuova operazione di controllo finalizzata al contrasto dell’abusivismo commerciale. Questa volta il servizio, che è intensificato durante la stagione estiva, si è spostato sulla spiaggia dopo le precedenti operazioni dei giorni scorsi nelle zone del centro storico cittadino. Nella zona di Badino questa mattina gli agenti di Polizia Locale hanno proceduto al sequestro di circa 200 chili di merce tra accessori per capelli, borsellini, bracciali, giochi per la spiaggia potenzialmente pericolosi in quanto privi di marchio CE, e alcune decine di borse. Sequestrati anche carretti adibiti al trasporto ambulante di merci in quanto pericolosi per la sicurezza dei bagnanti.
I controlli, in città e sulla battigia, proseguiranno intensificati anche nel mese di settembre.
CRONACA
Gaeta, due giovani arrestati per spaccio: sequestrati 63 grammi di droga e oltre 2.800 euro
Due giovani cittadini albanesi, classe 2004 e 2005, sono stati arrestati dalla Polizia di Stato a Gaeta nell’ambito di un’operazione antidroga condotta dagli agenti del Commissariato di Pubblica Sicurezza.
L’attività investigativa è partita dall’osservazione di uno dei due giovani, notato dai poliziotti mentre incontrava un uomo nei pressi di via Rimini, nella zona di Serapo. Gli agenti hanno assistito a uno scambio durante il quale il giovane avrebbe consegnato un involucro ricevendo in cambio del denaro.
L’uomo che aveva acquistato la sostanza è stato fermato poco dopo e trovato in possesso di una dose di cocaina. A quel punto gli investigatori hanno deciso di approfondire gli accertamenti, raggiungendo la struttura ricettiva nella quale alloggiavano i due giovani.
La perquisizione ha portato al ritrovamento di altra cocaina, sia già suddivisa in dosi sia contenuta in involucri di maggiori dimensioni. Complessivamente sono stati sequestrati circa 63 grammi di sostanza stupefacente, oltre a un bilancino elettronico di precisione e materiale ritenuto utile per il confezionamento delle dosi.
Nel corso della stessa operazione sono stati inoltre trovati 2.830 euro in contanti, in banconote di diverso taglio. Il denaro è stato sequestrato in quanto ritenuto dagli investigatori possibile provento dell’attività di spaccio.
I due giovani sono stati quindi arrestati e, su disposizione della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cassino, trasferiti nel carcere di Cassino in attesa dell’udienza di convalida.
Il Gip del Tribunale di Cassino ha successivamente convalidato gli arresti, accogliendo le richieste della Procura, e ha disposto per entrambi la misura cautelare dell’obbligo di dimora nel Comune di residenza.
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