CRONACA
Operazione anticamorra, scacco al clan Bidognetti. Le figlie e il genero del boss arrestati a Formia
FORMIA – All’alba di oggi i finanzieri del Comando Provinciale di Latina hanno arrestato a Formia Katia Bidognetti, 35 anni, terzogenita di Francesco Bidognetti soprannominato Cicciotto e’ mezzanotte, capo dell’omonimo clan, nell’ambito di un’operazione anticamorra coordinata dalla Dda di Napoli. In manette anche la sorella Teresa, 27 anni, ai domiciliari perché in gravidanza. Agli arresti domiciliari nella sua abitazione di Formia è stato condotto, invece, perché accusato di partecipazione ad associazione camorristica ed estorsione aggravata, dai militari del Gruppo, Giovanni Lubello, ex marito di Katia Bidognetti.
I militari del Gruppo della Guardia di Finanza di Formia con il Centro Operativo della DIA di Napoli, la Squadra Mobile della Questura di Caserta e la Compagnia Carabinieri di Casal di Principe hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal G.I.P. del Tribunale di Napoli confronti di 31 persone ritenute appartenenti al clan dei casalesi, e in particolare, all’agguerrita fazione Bidognetti, tutti accusati a vario titolo, di associazione per delinquere di tipo mafioso, ricettazione ed estorsione, aggravati dal metodo mafioso. le operazioni sono state eseguite oltre che a Formia, a Casal di Principe, Parete e l’Aquila.
Fondamentali per le indagini, le dichiarazioni rese da numerosi collaboratori di giustizia oltre che dalle vittime, e le intercettazioni telefoniche, ambientali e telematiche. I finanzieri di Formia in particolare hanno potuto raccogliere pesanti prove sulle due figlie e la nuora di Francesco Bidognetti, Orietta Verso, moglie di Raffaele Bidognetti.
Le tre donne, stipendiate dal clan, sono accusate di aver assunto incarichi nell’ambito dell’organizzazione mafiosa occupandosi di distribuire stipendi ai componenti della famiglia; dell’assistenza economica e legale ai familiari in carcere; di veicolazione direttive e comunicazioni , di sostenere anche economicamente o trovando posti di lavoro ai familiari di associati al clan.
CRONACA
Carenze nel servizio di salvataggio, Sabaudia perde la Bandiera Blu dopo 25 anni
Dopo venticinque anni consecutivi, Sabaudia perde la Bandiera Blu. La Foundation for Environmental Education (FEE) ha deciso di sospendere il riconoscimento assegnato al Comune a seguito dei controlli effettuati sulle spiagge libere, dove sarebbero state riscontrate carenze nel servizio di assistenza ai bagnanti.
La decisione è stata comunicata dal presidente della FEE Italia, Claudio P. Mazza, attraverso una lettera inviata al sindaco Alberto Mosca. Nel documento viene evidenziato come sulle spiagge Bandiera Blu del Comune non sarebbe garantito un servizio di salvataggio ritenuto adeguato, requisito fondamentale per il mantenimento del vessillo.
La FEE ricorda la necessità di assicurare la sicurezza dei bagnanti attraverso un numero adeguato di assistenti bagnanti e nel rispetto delle distanze previste. L’organizzazione sottolinea inoltre che la presenza di cartelli informativi non può sostituire il servizio di salvataggio e non è sufficiente a garantire il rispetto dei criteri richiesti dal programma Bandiera Blu.
La sospensione interrompe così una lunga storia iniziata 25 anni fa, durante i quali Sabaudia aveva mantenuto il riconoscimento internazionale riservato alle località balneari che rispettano determinati standard ambientali, di qualità dei servizi e sicurezza.
Sulla vicenda è intervenuta anche l’opposizione consiliare, che ha definito la decisione “un durissimo colpo” per la città e per il settore turistico. Secondo i consiglieri di minoranza, la mancata copertura del servizio di salvataggio rappresenterebbe una grave criticità con possibili conseguenze sull’immagine della località e sulle attività economiche legate alla stagione estiva. Al termine della nota diffusa sulla vicenda, la minoranza ha chiesto le dimissioni del sindaco Alberto Mosca, attribuendo alla gestione amministrativa la responsabilità della sospensione del riconoscimento.
CRONACA
Furto ai danni di un’anziana a Gaeta, arrestati quattro cittadini stranieri sulla Pontina
La Polizia di Stato ha arrestato quattro cittadini stranieri, tre di nazionalità cubana e uno peruviana, ritenuti gravemente indiziati dei reati di furto aggravato in concorso e indebito utilizzo di strumenti di pagamento. L’intervento è scattato dopo un furto ai danni di un’anziana donna avvenuto nel territorio di Gaeta. Il veicolo utilizzato dai presunti autori del reato è stato segnalato agli operatori e successivamente intercettato lungo la Strada Regionale 148 Pontina dagli agenti della Squadra Volante della Questura di Latina, con la collaborazione dei Commissariati di Cisterna di Latina e Gaeta. L’autovettura è stata individuata nei pressi dell’area di servizio “Autogrill Latina Pontina”. Gli occupanti sono stati controllati e accompagnati negli uffici della Questura per gli accertamenti di rito.
Le successive verifiche, anche attraverso l’analisi delle immagini di videosorveglianza e il riconoscimento della refurtiva da parte della vittima, avrebbero consentito di raccogliere elementi a carico dei quattro indagati. Durante le perquisizioni personali e del veicolo sono stati recuperati parte degli oggetti sottratti alla donna e denaro ritenuto provento dell’attività illecita. Secondo la ricostruzione degli investigatori, il gruppo avrebbe agito con una tecnica organizzata: alcuni componenti avrebbero distratto la vittima mentre un complice si impossessava della borsa contenente effetti personali, denaro e carte di pagamento. L’auto utilizzata, presa a noleggio pochi giorni prima dei fatti, è stata sequestrata. I quattro arrestati sono stati messi a disposizione dell’autorità giudiziaria in attesa dell’udienza di convalida. Dagli accertamenti è inoltre emerso che gli arrestati risultano gravati da numerosi precedenti di polizia, in particolare per reati contro il patrimonio.
CRONACA
Bullismo, tre studentesse minorenni ammonite dal Questore di Latina
Tre studentesse minorenni di un istituto superiore della provincia di Latina sono state raggiunte da altrettanti ammonimenti emessi dal Questore di Latina per presunti episodi di bullismo nei confronti di una compagna di classe. Il provvedimento è scaturito da un’attività istruttoria avviata dopo la segnalazione di ripetuti comportamenti intimidatori avvenuti nel corso dell’anno scolastico. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, le ragazze avrebbero messo in atto minacce, pressioni psicologiche, tentativi di isolamento e altri comportamenti aggressivi per costringere la vittima ad assumersi la responsabilità di un episodio disciplinare che non la riguardava. Gli accertamenti hanno inoltre evidenziato l’invio di messaggi minacciosi, il coinvolgimento di altri studenti nelle condotte vessatorie e l’accesso non autorizzato al telefono cellulare della giovane, con il controllo dei contenuti e dei profili social. Nonostante gli interventi educativi promossi dalla scuola, i comportamenti sarebbero proseguiti, provocando nella vittima un forte stato di ansia e disagio psicologico. Per questo il Questore ha disposto nei confronti delle tre studentesse la misura di prevenzione dell’ammonimento, prevista dalla normativa sul contrasto al bullismo, con l’obiettivo di interrompere le condotte e prevenire ulteriori episodi.
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