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I NOSTRI LIBRI

Torna la rubrica I Nostri Libri

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LATINA – Torna a partire da sabato 6 aprile su Lunanotizie.it, la rubrica I nostri Libri a cura di Licia Pastore. Al centro dell’attenzione della giornalista, la produzione letteraria locale, la storia e le storie della provincia di Latina e dei fatti che in qualche modo l’hanno attraversata, narrate da autori locali e non.

Uno sguardo sarà rivolto anche ai librai e agli editori del territorio che, spesso per pura passione, queste storie raccolgono e pubblicano, permettendoci di conoscerle e di indagare meglio sulle nostre radici, per capire chi ha contribuito alla formazione della nostra identità.

Per la prima uscita i lettori torneranno a Ventotene, 80 anni fa, con una storia appassionante che gli isolani ricordano, ma che molti pontini non conoscono affatto.

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I Nostri Libri. Ada Rossi, la ragazza del ’99

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Licia Pastore conduce I Nostri Libri

LATINA – “Dico di non disperare mai, di avere sempre la coscienza tranquilla secondo quello che è il proprio ideale, di credere nella democrazia, nella libertà e nella giustizia”. E’ questa Ada Rossi, donna indipendente, controcorrente, capace di scelte difficili, partigiana, antifascista, moglie di uno dei padri europeisti, Ernesto Rossi. Lo sposò quando era già stato condannato a vent’anni di carcere dal Tribunale Speciale.

Durante il confino di Ventotene faceva da tramite con la terraferma, riuscì a trafugare gli scritti dei confinati e pubblicò anche clandestinamente parte dell’opuscolo Per un’Europa libera e unita.

Una figura femminile attualissima tratteggiata nel volume Ada Rossi da Antonella Braga e Rodolfo Vittori (ed Unicopli) nella Collana Novecentodonne.

Al microfono di  Licia Pastore ce la racconta Antonella Braga

 

IL PODCAST – 

 

 

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I Nostri Libri. Venti storie di chi “Non voleva morire così”

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Licia Pastore conduce I Nostri Libri

LATINA – “Ho ricostruito la vita di persone richiuse nel carcere di Santo Stefano che non volevano morire così, lontano da tutti. Una ventina di storie di cui sono riuscito a trovare tracce consistenti. Molti sono sconosciuti, altri meno”. Come Gaetano Bresci, l’uomo che uccise Umberto I e che morì ufficialmente impiccato a Santo Stefano, ma che molto più probabilmente fu ucciso dalle guardie carcerarie.

Pier Vittorio Buffa, giornalista e scrittore, racconta in questa intervista il suo ultimo lavoro (ed Nutrimento)  una raccolta di storie di vita e di morte che arrivano da Santo Stefano e da Ventotene. “A Santo Stefano gli ergastolani morti nel carcere e in parte sepolti sull’isola. A Ventotene i confinati che hanno lottato contro il fascismo, per la libertà, per la nascita di un’Italia libera e democratica, ma che non hanno potuto vedere il frutto del loro sacrificio”.

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Daniele Nardi e la Via Perfetta che lo aveva stregato. La vita e l’ultima discesa di notte nel racconto di Alessandra Carati

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LATINA – In un rifugio a forma di botte in Val Ferret, fu la prima volta da capospedizione per Daniele Nardi. Ragazzino di scuola media, nemmeno adolescente, era il maggiore di tre fratelli e dunque il più esperto, e il bivacco spoglio trovato in alta montagna, l’occasione perfetta per “un’avventura estrema di sopravvivenza”. Il papà acconsentì; la mamma si sentì quasi svenire al pensiero; Daniele con Luigi di dieci anni e Claudio di otto ci trascorsero la notte da soli. Il resto è storia. Anzi, è la storia del primo alpinista nato sotto la linea del Po ad essere riuscito a scalare l’Everest, il K2, e alcuni altri Ottomila, raccontata oggi da Alessandra Carati in La via Perfetta. Nanga Parbat: Sperone Mummery  (ed  Einaudi Stile Libero, 265 pagine, 17,50 euro).

IL TESTAMENTO – ”Se non dovessi tornare dalla spedizione desidero che Alessandra continui a scrivere questo libro perché voglio che il mondo conosca la mia storia” era stato il testamento. “Ma quando Daniele ha scritto quella e-mail davanti a me, nessuno dei due pensava  che ne avremmo davvero avuto bisogno. Quando poi mi sono trovata  ad affrontare il fatto che questo mandato c’era e che invece Daniele non c’era più, mi sono chiesta quale poteva essere il modo per avvicinarmi alla sua vita ora che le premesse erano completamente ribaltate, perché questo progetto nasce quando Daniele era in vita”, racconta oggi l’autrice.

NON UN SUPEREROE – L’esaltazione e la paura, il dolore per gli amici rimasti per sempre in montagna, il grande amore per Daniela, la famiglia, suo figlio Mattia che gli appare in sogno, l’impresa che doveva consacrare  il suo nome nella storia dell’alpinismo, fare di lui un esploratore dei nostri giorni, l’incidente che ha interrotto tutto. “Non volevamo fare un libro che fosse idilliaco, edulcorato. Volevamo raccontare che cosa muove una persona che si appresta ad affrontare una montagna come il Nanga Parbat in inverno. Non volevamo costruire l’immagine di un supereroe, ma quella di un uomo con le sue paure, le sue debolezze, i suoi punti di forza. Daniele conosceva il rischio ed è andato avanti con consapevolezza”.

L’INCIDENTE DI NOTTE – “Questo libro è anche un viaggio di formazione, il ragazzo che diventa uomo attraverso la montagna”, spiega l’autrice che nelle ultime pagine ha provato a ricostruire l’incidente che ha fermato per sempre Nardi e Tom Ballard. “Dal momento che i corpi, come ha ufficializzato la famiglia, non saranno recuperati, non sapremo mai davvero che cosa è accaduto . Sappiamo che alle 8 di sera ora pakistana, Daniele chiama il campo base e avverte che hanno deciso di scendere. Di notte. E ogni alpinista sa che nessuno lascia la tenda di notte a meno che non sia a rischio della vita”. Durante la discesa nessuna valanga, nessun seracco, forse un incidente in parete fermano per sempre Daniele Nardi e il suo compagno di scalata. L’ultimo pensiero è per Daniela e Mattia.

Il volume La via Perfetta sarà presentato a Sezze il prossimo 6 dicembre dall’autrice. Per Latina non c’è ancora una data, ma  si lavora ad un evento.

 

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