CRONACA
Novità per la Sma: nel Lazio test neonatale gratuito per l’atrofia muscolare spinale
Novità per i bambini che nasceranno nel Lazio. Un test, gratuito, infatti permetterà di sapere subito se si è affetti da una grave e rara malattia neuromuscolare: l’atrofia muscolare spinale (SMA), la prima causa genetica di mortalità infantile.
Grazie ad un progetto pilota coordinato dall’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma – realizzato in collaborazione con i centri dello screening neonatale regionali, i centri nascita di Lazio e Toscana, e le Istituzioni regionali, e al supporto non condizionato dell’azienda farmaceutica Biogen – circa 140 mila bambini in due anni, tanti sono i neonati stimati, verranno sottoposti a screening mediante un test genetico, che permetterà di fare con certezza la diagnosi di questa malattia quando ancora non ha fatto il suo esordio e quindi prima che produca danni gravi ed irreversibili. Questo naturalmente previo consenso dei loro genitori, che saranno adeguatamente informati durante il percorso nascita, e raggiunti anche attraverso una campagna di sensibilizzazione sui social organizzata in collaborazione con Famiglie SMA da Osservatorio Malattie Rare.
I bimbi così individuati potranno essere presi in carico in un vero e proprio percorso di assistenza: sebbene una ‘cura’ definitiva non esista ancora, oggi una terapia efficace è disponibile ed ha dimostrato di poter cambiare radicalmente l’evoluzione della malattia – si legge in una nota – Dal 2017 esiste, infatti, un trattamento efficace: Nusinersen, un farmaco riconosciuto come ‘innovativo’ che appartiene alla categoria degli oligonucleotidi antisenso (ASO). Altri trattamenti sono ormai prossimi alla registrazione e commercializzazione.
“Qui da oggi nel Lazio parte un segnale forte, un modello per l’intero Paese di cui siamo profondamente orgogliosi”: sottolinea per la Regione l’Assessore alla Sanità e all’Integrazione Sociosanitaria Alessio D’Amato (scarica qui la sua foto). “Un grande risultato raggiunto con l’aiuto di tutti, il mondo dell’associazione, i centri nasciti di Lazio e Toscana, e una decisa volontà politica. Siamo all’inizio di un percorso che ci auguriamo diventi quanto prima un esempio per tutto il territorio italiano”.
“La SMA è una grave malattia neuromuscolare che comporta la perdita dei motoneuroni, ovvero quei neuroni che trasportano i segnali dal sistema nervoso centrale ai muscoli, controllandone il movimento volontario. Dal punto di vista clinico -– ha spiegato il prof. Eugenio Mercuri Direttore dell’Unità operativa di Neuropsichiatria Infantile del Policlinico Universitario A. Gemelli IRCCS – è caratterizzata da debolezza e atrofia muscolari progressive. In base all’età di esordio e alla massima acquisizione motoria, la SMA viene classificata in tre forme. Nelle forme gravi, come la SMA I l’aspettativa di vita è fortemente ridotta, inferiore ai due anni, senza supporto respiratorio.” La diagnosi neonatale potrebbe migliorare notevolmente l’aspettativa e la qualità di vita dei bambini che ne sono affetti.
“È stato dimostrato – ha spiegato il responsabile del progetto italiano, Francesco Danilo Tiziano, professore associato presso l’Istituto di Medicina Genomica dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma – che l’inizio del trattamento in fase pre-sintomatica è più efficace di quello in fase avanzata di malattia. Inoltre i dati di questo studio consentiranno di definire l’esatta incidenza della SMA, di valutare la fattibilità dell’inclusione di questa condizione nell’elenco degli screening neonatali obbligatori a livello nazionale, oltre che di consentire ai parenti dei piccoli di effettuare scelte riproduttive informate.”
“Questo progetto arricchisce ulteriormente il panel di screening neonatali che il nostro centro screening già offre ai suoi neonati. Infatti la Regione Toscana ha aggiunto al pannello obbligatorio per legge altre 3 malattie da accumulo lisosomiale, come premessa per l’inserimento nel pannello nazionale obbligatorio” ha aggiunto la dr.ssa Maria Alice Donati, Responsabile della Struttura Operativa Complessa di Malattie Metaboliche e Muscolari Ereditarie, del Centro di Eccellenza di Neuroscienze dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Meyer di Firenze.
Grande soddisfazione dell’Associazione Famiglie SMA che ha contribuito fortemente al risultato. “L’avvento del farmaco commerciale, lo stato avanzato e positivo dei trials in corso e l’approvazione americana della terapia genica rendono indispensabile e imprescindibile arrivare ad identificare i bambini prima del manifestarsi dei sintomi della malattia, per assicurare un futuro di serenità a loro e alle loro famiglie. Ci auguriamo che il progetto pilota faccia da apripista per agevolare lo screening esteso a livello nazionale” – sostiene Daniela Lauro, Presidente Famiglie SMA.
“L’emendamento alla legge di bilancio del 2019, che modifica la legge 197/2016 sullo screening neonatale prevede che anche malattie come questa possano essere inserite nell’elenco degli screening obbligatori”: ha spiegato Teresa Petrangolini, Direttore Patient Advocacy LAB, ALTEMS, Università Cattolica del Sacro Cuore. “Mi auguro che questo innovativo progetto regionale, e i dati che ne proverranno, siano da stimolo affinché il Ministero della Salute provveda poi ad una estensione nazionale, così che tutti i bimbi possano avere le stesse opportunità”.
Lo studio è coordinato dall’Istituto di Medicina Genomica dell’Università Cattolica del Sacro Cuore e realizzato grazie alla collaborazione con la Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS di Roma, l’Ospedale Pediatrico “Bambino Gesù” di Roma, l’Università Sapienza di Roma, l’Azienda Ospedaliera Universitaria “Anna Meyer” di Firenze, i Governi Regionali di Lazio e Toscana, i Centri Nascita di Lazio e Toscana, l’associazione di pazienti Famiglie SMA ed è reso possibile grazie al contributo non condizionato di Biogen Italia srl.
In Europa, al momento, sono tre i progetti pilota di screening neonatale per l’atrofia muscolare spinale in corso: oltre al progetto di Lazio e Toscana ce n’è uno in Germania e uno in Belgio.
CRONACA
Emergenza ABC Latina, RSU valuta l’eposto alla Corte dei Conti
La Rappresentanza Sindacale Unitaria di ABC Latina attacca l’amministrazione comunale e la gestione operativa dell’azienda che si occupa dei servizi pubblici in città. In un comunicato diffuso il 25 febbraio, la RSU parla di “tre anni di stallo amministrativo” e di un “fallimento gestionale” che metterebbe a rischio non solo i diritti dei lavoratori ma la stessa tenuta dei servizi essenziali per Latina. Secondo i rappresentanti sindacali, i servizi sarebbero “allo sbando” a causa di una pianificazione ritenuta carente e di carichi di lavoro non omogenei, più volte segnalati senza esito. La RSU denuncia un clima organizzativo pesante e un disallineamento sui livelli professionali, con il mancato riconoscimento delle competenze interne e delle progressioni maturate nel tempo. Se da un lato viene riconosciuto l’impegno del consiglio di amministrazione e della direzione generale in un contesto definito complesso, dall’altro si chiede ai dirigenti operativi un cambio di passo, con maggiore equità e attenzione alle carriere dei dipendenti.
Al centro della denuncia anche la questione della salute e sicurezza. La carenza di personale, secondo la RSU, avrebbe prodotto ritmi di lavoro insostenibili e un aumento di malattie professionali e limitazioni funzionali. Una situazione che il sindacato attribuisce all’inerzia della politica e che, si legge nella nota, non può ricadere ancora una volta sui lavoratori.
Sul piano economico viene chiesta chiarezza sui servizi supplementari svolti nel periodo natalizio e durante il Carnevale, e sui cosiddetti servizi a chiamata. La RSU domanda se tali prestazioni siano state regolarmente saldate dal Comune all’azienda e sollecita risposte formali. Il mancato via libera ai bilanci, prosegue il comunicato, starebbe inoltre bloccando i passaggi di livello e il riconoscimento delle mansioni superiori, con il rischio di un contenzioso diffuso. Per questo la RSU annuncia di valutare l’invio di un esposto alla Corte dei Conti per accertare eventuali responsabilità per danno erariale.
Infine, i rappresentanti dei lavoratori avvertono che non saranno tollerate ripercussioni personali nei confronti dei dipendenti o dei delegati sindacali a seguito della presa di posizione, annunciando che eventuali comportamenti ritorsivi verrebbero segnalati alle autorità competenti e all’Ispettorato del Lavoro.
CRONACA
Minturno, alleanza tra Comune e Slow Food Golfo di Gaeta e Monti Aurunci per la valorizzazione delle tradizioni enogastronomiche
Accordo tra il Comune di Minturno e Slow Food Golfo di Gaeta e Monti Aurunci APS per la valorizzazione dei produttori e delle tradizioni enogastronomiche locali. Il protocollo d’intesa è stato firmato ieri mattina, 25 febbraio, nella Casa comunale, dall’assessore al Commercio Giuseppe Pensiero, dal presidente dell’associazione Fabrizio Pellegrino e dal delegato territoriale Roberto Passaretta. L’accordo consolida una collaborazione già avviata e punta a inserire stabilmente nella programmazione amministrativa la tutela dei produttori, delle tradizioni agroalimentari e del patrimonio di sapori del territorio.
L’obiettivo dichiarato è rafforzare l’identità enogastronomica di Minturno e sostenere il sistema produttivo locale, attraverso iniziative dedicate alla sostenibilità alimentare e all’innovazione nei settori dell’allevamento, della pesca e dell’agricoltura. L’intesa prevede l’organizzazione di eventi, workshop e laboratori didattici sulle produzioni di qualità, con l’intento di integrare il sapere tradizionale con modelli di gestione moderni e sostenibili, capaci di accrescere la competitività delle imprese locali.
La collaborazione si inserisce nel solco di esperienze già realizzate insieme, come gli appuntamenti de “I Borghi del Gusto” a Pulcherini e le iniziative legate a “Natale a Minturno Scauri”, e guarda a una programmazione più ampia orientata allo sviluppo economico, al turismo di qualità e al sostegno dei giovani imprenditori. Per l’amministrazione comunale si tratta di un passo strategico per trasformare le potenzialità del territorio in opportunità concrete di crescita economica, sociale e turistica per l’intera comunità.
CRONACA
Boom di veicoli senza assicurazione a Sabaudia: 45 sequestri dall’inizio dell’anno
Boom di veicoli senza assicurazione a Sabaudia. Dall’inizio dell’anno gli agenti della Polizia Locale di Sabaudia hanno effettuato 45 sequestri tra auto, moto e altri mezzi privi di copertura assicurativa. Un dato che accende i riflettori su un fenomeno tutt’altro che marginale. A rischiare di più sono gli automobilisti in regola che, in caso di incidente con un veicolo sprovvisto di Rc auto, potrebbero trovarsi senza risarcimento o costretti a percorsi complessi per ottenere quanto dovuto. Dai controlli emerge un quadro che smentisce alcuni luoghi comuni. La maggior parte dei trasgressori è composta da cittadini italiani e, in diversi casi, si tratta di professionisti senza apparenti difficoltà economiche. Non una necessità, dunque, ma una scelta irresponsabile che espone a conseguenze pesanti sotto il profilo civile e amministrativo. La Polizia Locale prosegue l’attività di vigilanza con controlli mirati, sottolineando come ogni veicolo non assicurato rappresenti un potenziale pericolo per la collettività. Garantire la copertura assicurativa non è soltanto un obbligo di legge, ma una forma di tutela per sé e per gli altri utenti della strada. Il fenomeno dei mezzi non assicurati resta un campanello d’allarme per il territorio, sul quale l’amministrazione e il comando di Polizia Locale assicurano massima attenzione.
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