ECONOMIA
Appello al voto della candidata a sindaco Annalisa Muzio
Con una lettera aperta alla città l’avv. Annalisa Muzio, candidato sindaco del movimento Fare Latina, propone un appello al voto a pochi giorni dalla tornata elettorale di domenica 4 settembre.
Latina, la seconda città del Lazio e capoluogo di provincia, a causa della mala gestio degli amministratori che nel passato ne hanno segnato le sorti, da destra a sinistra, vive uno dei periodi più bui della storia che passa dal profilo economico fino ad arrivare al tema del decoro che, nell’epoca in cui viviamo, con esempi di bellezza disseminati nel territorio italiano, dovrebbe essere un dato acquisito e che invece si mostra come il biglietto da visita e punta dell’iceberg di una incapacità amministrativa oramai tangibile e purtroppo anche visibile ad occhio nudo.
Tante le parole, tante le promesse di progetti faraonici, tutti mai realizzati, che ci hanno regalato l’appellativo di “città delle incompiute”. Eppure, sia Coletta che Zaccheo hanno governato questa città e il tempo per fare ne hanno avuto a sufficienza. Ho compreso, purtroppo, che la maggior parte di coloro che hanno ottenuto il consenso dell’elettorato negli anni, riproponendo la liturgia del già visto, all’indomani delle elezioni hanno mirato ad accrescere il loro “destino politico” piuttosto che a concentrarsi sullo sviluppo del territorio che promettevano di valorizzare. Invece, nelle città in cui i cittadini hanno avuto il coraggio di cambiare ed uscire fuori dagli schieramenti canonici, portando avanti progetti civici che non invocavano l’adesione ad ideologie completamente inutili in ambito amministrativo locale, ma scegliendo candidati competenti ed innamorati della propria città, ebbene, in questi posti le città hanno vissuto un vero e proprio risorgimento. A Latina tutto questo non è ancora avvenuto. Quello di domenica prossima, come ho detto e ripetuto a gran voce il giorno dopo la decisone del Tar che ha annullato il voto in 22 sezioni, sarà, purtroppo un voto solo parziale ma comunque importante. Il prossimo 4 settembre i cittadini di Latina avranno la possibilità di lanciare un chiaro segnale a chi li ha governati fino ad oggi dando il loro voto ad un movimento, come quello di Fare Latina, di cui mi onoro essere candidato sindaco, che in pochi mesi di consiliatura ha avuto la forza, nonostante un solo rappresentante in consiglio comunale, di fare atti, farli approvare e trovare fondi per alcuni progetti che erano tra le priorità del nostro programma elettorale. Ciò che è stato fatto non può essere negato da nessuno e questo, per noi, è la dimostrazione tangibile che le cose si possono fare. Amministrare significa impegno, presenza, programmazione e visione di una città nel breve e nel lungo periodo, comprenderne le potenzialità e mettere in campo progetti di ampio respiro che non siano focalizzati sul consenso per le prossime elezioni ma sullo sviluppo per le prossime generazioni. Il giorno dopo la mia elezione abbiamo deciso, insieme a tutte le forze politiche, le stesse che oggi si danno battaglia a suon di denunce, che dovevamo governare insieme per fare atti concreti. Centro destra e centro sinistra insieme. Noi abbiamo chiesto di lavorare, senza necessità di ottenere presidenze di commissioni o altro e abbiamo semplicemente lavorato per portare a casa gli unici risultati concreti che questa breve parte di consiliatura può vantare. Il nostro intento è quello di continuare in questa direzione ed essere proattivi nel condizionare le scelte della prossima amministrazione affinché siano orientate al benessere dei cittadini, in ogni ambito della loro vita, piuttosto che al benessere di chi li amministra. Questo è sempre stato il nostro primo impegno e per questo è necessario il vostro voto. Votare è un diritto ma anche un dovere civico: la disaffezione nei confronti della politica non può e non deve vincere sul diritto di ciascuno di noi di potere scegliere la propria guida istituzionale che determinerà regole, servizi e qualità della vita per i prossimi anni. Su questo punto mi preme ancora una volta evidenziare che quello di domenica non sarà, come molti vogliono fare credere, un ballottaggio tra Zaccheo e Coletta. Sarà, al contrario, un’occasione per dimostrare che il solito noto (in entrambi i casi) modus di amministrare la città non è più gradito ai cittadini. Latina ha voglia di rialzarsi e tutti noi abbiamo bisogno di una svolta, di un cambio di passo verso un governo che si lasci alle spalle l’immobilismo e risolva, finalmente, i problemi vecchi dell’ultimo ventennio. Affinché Latina non sia mai più la “città delle opere incompiute”. Perché votarci? Perché puntiamo a dare risposte concrete, quelle che mancano ormai da decenni in questa città: il vero voto utile nelle elezioni comunali, è quello dato a chi vi dimostra, vi ha dimostrato e vuole dimostrarvi di saper Fare, mediante il proprio impegno, senza risparmiare energie, dedicandosi a tempo pieno ai problemi della città, senza lacci ideologici, in modo libero da qualsiasi condizionamento. Fare Latina è la terza forza politica che, lo scorso ottobre, ha ottenuto più voti dopo Coletta e Zaccheo. Fare Latina è un movimento nato a Latina che vuole essere il partito della nostra città, che è indipendente da ogni condizionamento e che è stato anche capace di creare rapporti con altre città modello che sono da esempio in Italia per capacità amministrativa e sviluppo del proprio territorio. Faccio un appello a tutti voi come donna, come madre ma prima ancora come cittadina, figlia di Latina, affinché si dia, tutti insieme, un segnale forte, importante, determinato e determinante per il futuro nostro e delle generazioni che verranno. Io ho deciso di metterci la faccia un anno fa; ora tocca a voi farlo. Iniziamo da qui, insieme, per scegliere il futuro che meritiamo”.
ECONOMIA
Vinitaly 2026, il Lazio c’è con 61 realtà enologiche
LATINA – Con l’inaugurazione domenica del Padiglione Lazio a Vinitaly 2026, la Regione ha dato il via alla sua partecipazione della Regione alla 58ª edizione della manifestazione.
A tagliare il simbolo nastro inaugurale sono stati il presidente della Regione Lazio Francesco Rocca, l’assessore all’Agricoltura, Giancarlo Righini, il presidente di Arsial, Massimiliano Raffa e autorevoli esponenti istituzionali come il vicepresidente del Consiglio e ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale Antonio Tajani, il ministro della Cultura, Alessandro Giuli e la vicepresidente del Parlamento Europeo, Antonella Sberna e il presidente del Consiglio regionale, Antonello Aurigemma. Presenti, inoltre, alcune parlamentari e consiglieri regionali del Lazio.
Sono 61 le realtà enologiche protagoniste, tra aziende e consorzi, all’interno di un Padiglione Lazio di oltre 2.000 metri quadrati, situato all’ingresso Cangrande e concepito come spazio di incontro, degustazione e-business, progettato da Westway Architects per offrire un ambiente moderno, evocativo e funzionale. Il concept “Scopri la Dolce Vita: benvenuto nel Lazio” guida l’intera partecipazione regionale. Non uno slogan, ma una chiave narrativa che interpreta il vino come espressione di uno stile di vita, di un patrimonio culturale e di un territorio che tiene insieme paesaggio, tradizioni e accoglienza. Un racconto che inserisce il Lazio nel più ampio percorso di valorizzazione della cultura enogastronomica italiana, riconosciuta patrimonio immateriale dell’UNESCO, e che trova nel vino uno dei suoi linguaggi più rappresentativi.
Il Lazio del vino si presenta a Vinitaly come un sistema solido e in evoluzione: circa 18.000 ettari di vigneto, oltre 350 cantine attive e una produzione annua di circa 730.000 ettolitri, con una forte prevalenza di vini bianchi. Un patrimonio arricchito da 94 varietà di uve, di cui 37 autoctone, e da 36 denominazioni tra DOCG, DOC e IGT, che testimoniano la biodiversità e la qualità delle produzioni regionali.
Il programma di attività si sviluppa tra degustazioni, incontri tecnici e momenti di approfondimento, con un calendario articolato che affianca esperienze di degustazione a contenuti professionali, formativi e culturali.
Accanto alle masterclass “blind tasting” realizzate con la Fondazione Italiana Sommelier, il palinsesto valorizza un ampio sistema di competenze e rappresentanze del territorio: dalle masterclass tematiche promosse dai consorzi e dalle associazioni di settore – tra cui Consorzio Roma DOC, Donne del Vino Lazio, Consorzio dei Vignaioli del Lazio, Consorzio Atina DOP e Consorzio Olio di Roma IGP – agli incontri tecnici, workshop e convegni dedicati a innovazione, sostenibilità e sviluppo delle filiere.
Completano il programma presentazioni, focus sui territori e appuntamenti di approfondimento culturale, in un percorso che unisce promozione, formazione e confronto, rafforzando il racconto del Lazio come sistema vitivinicolo strutturato e competitivo.
APPUNTAMENTI
Confagricoltura Latina a Vinitaly 2026 con 14 cantine e prodotti tipici di dieci aziende del territorio
LATINA – Confagricoltura Latina sarà protagonista anche quest’anno a Vinitaly 2026, il principale salone internazionale dedicato al vino in programma a Verona, con un calendario di iniziative presso lo stand di Confagricoltura nazionale (Hall Area D 4.2), con 14 cantine associate protagoniste e degustazioni arricchite da prodotti tipici del territorio presentati da 10 aziende associate. La partecipazione si inserisce nel percorso di celebrazioni per i 70 anni di Confagricoltura Latina e rappresenta un’occasione per raccontare, attraverso il vino, il valore produttivo, culturale e identitario della provincia di Latina.
Gli eventi prenderanno il via domenica 12 aprile alle ore 12.00 con il talk “Vini, territorio e identità. Settant’anni di Confagricoltura Latina”, dedicato al rapporto tra viticoltura, paesaggio e comunità. Dopo i saluti istituzionali del presidente Luigi Niccolini, interverranno il direttore Mauro D’Arcangeli e i rappresentanti delle cantine Carpineti, Casale del Giglio, Cincinnato e Villa Gianna, con la moderazione di Fabrizio Giona e una degustazione guidata da Umberto Trombelli, migliore sommelier Ais del Lazio 2024. Nel pomeriggio, alle ore 15.00 presso la Galleria delle Regioni, si terrà la masterclass “Essenze della terra. Specialità dell’Agro Pontino” durante la quale il sommelier Umberto Trombelli racconterà le bollicine e i vini speciali dell’Agro Pontino.
Gli appuntamenti proseguiranno lunedì 13 aprile alle ore 11.30 con il talk “Vino, clima e innovazione: la sfida sostenibile delle cantine pontine”, che vedrà gli interventi dei rappresentanti delle cantine Casale del Giglio, Giorgio Pecora Vini, La Petricia, Pietra Pinta e Villa Gianna, con la moderazione di Umberto Trombelli. A chiudere il calendario delle iniziative organizzate da Confagricoltura Latina, lunedì 13 aprile alle ore 16.00, sarà la masterclass “Tre terre, una rotta. Il racconto dei territori attraverso il vino”, che metterà a confronto le esperienze di Campania, Lazio e Friuli Venezia Giulia.
“La partecipazione a Vinitaly – afferma il presidente di Confagricoltura Latina, Luigi Niccolini – rappresenta per la nostra organizzazione un appuntamento ormai consolidato, un momento importante di presenza e confronto in uno dei principali contesti del settore a livello nazionale e internazionale. Quest’anno, però, assume un significato ancora più rilevante perché si inserisce nel percorso dei settant’anni di Confagricoltura Latina, avviato a Fruit Logistica di Berlino e sviluppato attraverso una serie di iniziative che vogliono raccontare il ruolo dell’agricoltura nel nostro territorio. La scelta dei temi e della modalità con cui siamo presenti a Vinitaly va proprio in questa direzione: non solo promozione, ma un racconto consapevole che mette al centro le imprese, il valore del territorio, l’innovazione e la capacità del sistema agricolo pontino di stare nei mercati e nei processi di cambiamento. Il comparto vitivinicolo, in questo quadro, rappresenta una componente strategica, capace di esprimere qualità, identità e prospettiva”.
“Con gli eventi a Vinitaly – aggiunge il direttore di Confagricoltura Latina, Mauro D’Arcangeli – abbiamo costruito un percorso concreto che mette in relazione le aziende, valorizza le produzioni e crea occasioni di confronto diretto con operatori e mercato. I momenti di degustazione e gli incontri con le cantine sono strumenti operativi per presentare in modo organizzato il lavoro delle imprese e rafforzarne la presenza in un contesto altamente competitivo. In questo senso, il percorso dei settant’anni dell’associazione rappresenta anche l’occasione per dare continuità e maggiore forza a questa attività, mettendo a sistema esperienze, relazioni e progettualità”.
Saranno 14 le cantine associate coinvolte negli eventi organizzati da Confagricoltura Latina: Carpineti, Casale del Giglio, Cincinnato, Villa Gianna, Donato Giangirolami, Pietra Pinta, Tenute Filippi, I Lori, Donne del Vico, La Petricia, Giorgio Pecora Vini, Podere I Caratelli, M di Trama, Monti Cecubi. Spazio, inoltre, ai prodotti tipici che verranno presentati durante le degustazioni da 10 aziende associate a Confagricoltura Latina: Caseificio Macchiusi, Marasca, Asbuc, Nonno Nicola, Di Meo Remo, Diamante Verde, Agresti, Nardi Organic Food, Carlo Subiaco, Lucarelli Alferino.
ECONOMIA
Eletta la nuova giunta della Camera di Commercio Frosinone -Latina
LATINA – Il Consiglio della Camera di Commercio Frosinone Latina ha eletto a scrutinio segreto la nuova Giunta che accompagnerà l’Ente camerale nei prossimi cinque anni di governance del Presidente Giovanni Acampora, rieletto per acclamazione nelle scorse settimane. Fanno parte della nuova Giunta: Guido D’Amico, Salvatore Di Cecca, Loreto Pantano, Cosimo Peduto, Daniele Pili, Giovanni Turriziani, Tiziana Vona.
Con l’elezione della Giunta si è così completata la procedura di costituzione degli organi della Camera di Commercio, che resteranno in carica per il quinquennio 2026-2031.
A margine dell’elezione, il Presidente Acampora ha dichiarato: “Con l’elezione della Giunta chiudiamo un passaggio fondamentale per garantire continuità all’azione avviata oltre cinque anni fa dalla nuova governance. Oggi prende ufficialmente il via il lavoro di una squadra altamente qualificata e rappresentativa di tutte le anime dei settori produttivi, costruita nella più ampia condivisione con il sistema associativo. Ci metteremo subito al lavoro, consapevoli dell’eccezionalità del momento storico che impone scelte rapide ed incisive per contribuire alla costruzione di una nuova fase di sviluppo”, parlando di “un modello dello di governance inclusivo, innovativo e partecipativo”.
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