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Un premio, autori ed editori: uno scorcio di Latina al Salone del Libro di Torino
LATINA – C’era una folta rappresentanza di autori ed editori pontini al Salone Internazionale del Libro di Torino che si chiude oggi dopo cinque giorni di letterale ubriacatura per chi ama o pratica i libri per passione e per lavoro.
IL PREMIO – Nella giornata inaugurale della manifestazione, nella Sala Bronzo del Padiglione 2 del Lingotto Fiere, un momento è stato dedicato alla presentazione del Premio biennale istituito in ricordo di Teresa Buongiorno, esperta di letteratura per ragazzi scomparsa un anno fa, il 22 maggio del 2022, a Latina dove ha vissuto gli ultimi 20 anni della sua intesa e lunga vita spesa a sensibilizzare genitori e giovanissimi sull’importanza della lettura, autrice di 40 libri, tra romanzi storici e favole, del Dizionario della letteratura per ragazzi (Fabbri Editori) e del Dizionario della Fiaba (Salani), ma anche di pionieristici programmi tv dedicati proprio ai ragazzi. A lei oggi è intitolato il Premio Teresa Buongiorno al Romanzo Storico per ragazzi, riconoscimento all’impegno di una vita. La presentazione dell’iniziativa, voluta e curata da Grazia Gotti (la pedagogista co-fondatrice della Libreria per ragazzi Giannino Stoppani di Bologna e dell’Accademia Drosselmeier – Scuola per Librai e Centro studi di letteratura per ragazzi, che festeggia i primi 20 anni) segue quella che si era tenuta a Bologna in occasione della recente Fiera del Libro per Ragazzi. Il presidente di giuria sarà lo storico Franco Cardini.
GLI EDITORI – Vivacissimi gli editori pontini presenti al Salone. Allo stand del Castoro, nel Padiglione 2, Tunuè ha riservato agli appassionati di fumetti l’incontro con l’autore spagnolo Paco Roca, uno dei massimi esponenti della graphic novel, fresco di stampa con I solchi del destino.
Presente allo stand della casa editrice anche Alessandro Perugini, autore di Pera Toons, geniale inventore di una community di appassionati di battute e rompicapi a fumetti, che con l’ultimo libro Divertimenti e i precedenti ha raggiunto il mezzo milione di copie vendute in libreria e continua ad accrescere la platea da milioni di followers conquistata sui social.
Ospiti di Lab Dfg, invece importanti atlete italiane: Manù Benelli, la più titolata giocatrice di pallavolo della storia italiana, che ha presentato il suo Fuori dal Corpo. La voglia e la forza di essere unici, e Carlotta Gilli, nuotatrice paralimpica con all’attivo 300 medaglie che ha raccontato il suo Una luce nell’acqua.
Padrone di casa nella Sala Olimpica del Padiglione 1 del Salone, il direttore editoriale di Lab Dfg, Giovanni Di Giorgi
AUTRICI e AUTORI – Tra le autrici, erano presenti al Lingotto, Graziella Di Mambro che nello stand della Regione Lazio ha presentato il suo ultimo lavoro “Non è il mio tempo” e Angela Iantosca, che ha tenuto un incontro nella Sala Gialla per parlare agli studenti di “Ventuno. Le donne che hanno fatto la Costituzione” scritto a quattro mani con Romano Cappelletto.
“Scrivere questo libro è stata un’avventura bellissima, ma ho provato anche indignazione nel corso della stesura perché leggere parole e richieste che sono ancora oggi le stesse, a tratti mi ha fatto anche piangere. E’ una battaglia che dobbiamo portare avanti, è questo che mi piace raccontare ai ragazzi “, ha detto Iantosca
Tra le novità, la casa editrice Ensemble ha presentato “Amen – Miracoli, misteri e sacre vendette” di Roberto Campagna. Il libro dello scrittore pontino è una raccolta di racconti sul mondo religioso dedicati a credenti, miscredenti e agli indifferenti.
Al Salone c’era anche Giulia Biondi, la biologa nutrizionista di Latina con il suo libro No more diet. Il metodo Bilanciamo presentato in un incontro dal titolo Cibo ed Emozioni.
I VIGILI DEL FUOCO – Al Salone era presente anche l’ex Comandante dei Vigili del Fuoco di Latina, l’ingegner Cristina D’Angelo – oggi Dirigente dell’ Ufficio di raccordo con le strutture del CNVVF – Vice Direttore Centrale per la Difesa Civile e le Politiche di Protezione Civile – a Torino per la presentazione del libro L’Acqua sul fuoco. Cuciniamo in sicurezza con i Vigili del Fuoco (Trenta Editore) per evitare pericoli e infortuni tra i fornelli dovuti spesso al mancato rispetto di alcune regole base di utilizzo degli strumenti . Ai Vigili è stata quindi richiesta una ricetta di famiglia, di tradizione, di squadra e le ricette sono diventate consigli da mettere in pratica.
AMBIENTE
Nasce “Casa Ninfa”, la foresteria di Pantanello affidata alla Lipu per ricerca e educazione ambientale
NEL PARCO DI PANTANELLO alle porte del Giardino di Ninfa, nasce “CASA NINFA”. Lo ha annunciato la Fondazione Roffredo Caetani che ha ristrutturato l’immobile, già utilizzato per i progetti del Monumento Naturale e lo ha messo a disposizione della Lipu con l’obiettivo di implementare le attività di ricerca scientifica, volontariato e educazione ambientale. La consegna ufficiale della foresteria è stata effettuata dal presidente della Fondazione Roffredo Caetani, Massimo Amodio, al presidente nazionale della Lipu-BirdLife Italia, Alessandro Polinori che a Gr Latina ha spiegato le potenzialità nel nuovo progetto
“Con ‘Casa Ninfa’ – dichiara il presidente della Lipu-BirdLife Italia, Alessandro Polinori – la nostra Associazione consolida le attività gestionali dell’Oasi Lipu Parco Pantanello e soprattutto la collaborazione con la Fondazione Roffredo Caetani. Un ulteriore segno di fiducia e di apprezzamento del nostro operato e di questo ringrazio la Fondazione per il riconoscimento. Alle iniziative proprie dell’Oasi quali il monitoraggio della fauna, l’educazione e sensibilizzazione ambientale, la promozione e valorizzazione dell’area si aggiungono adesso quelle rivolte nello specifico ad un corretto e rispettoso utilizzo di parte dell’Oasi attraverso ‘Casa Ninfa’. Nei prossimi mesi, inizieremo con l’organizzazione di giornate tematiche e poi in giugno e luglio, alla fine della scuola, con i ‘Campi estivi’ per bambini e ragazzi del territorio”.

“La riqualificazione dell’immobile e la nascita di ‘Casa Ninfa’ rappresentano un ulteriore passo nel percorso di valorizzazione del Parco Pantanello e delle attività che qui si svolgono – afferma il presidente della Fondazione Roffredo Caetani, Massimo Amodio –. Questo casale è sempre stato un punto di riferimento per il lavoro scientifico e per la presenza dei volontari all’interno dell’area. Oggi, grazie a questo intervento, potrà svolgere ancora meglio la sua funzione di supporto alla ricerca e alle attività educative. Desidero ringraziare la Lipu e tutti i volontari che con grande passione contribuiscono ogni giorno alla tutela e allo studio della biodiversità del Parco Pantanello. Un impegno che, voglio ricordarlo, lo scorso anno ha fatto registrare quasi 5mila visitatori, venuti a conoscere e apprezzare questo straordinario patrimonio naturale”.
Erano presenti alla consegna anche il responsabile nazionale delle Oasi e Riserve della Lipu Ugo Faralli, del responsabile dell’Oasi Lipu Parco Pantanello Gastone Gaiba e di numerosi volontari dell’Associazione.
L’IMMOBILE – “Casa Ninfa” è un antico casale della bonifica di Gelasio Caetani, successivamente riadattato per le attività dell’azienda agricola e poi utilizzato, dalla nascita del Parco Pantanello oltre venti anni fa, come struttura di supporto alle attività di studio e monitoraggio naturalistico.
CHE COSA DIVENTERA’ – Con l’intervento di riqualificazione realizzato dalla Fondazione Roffredo Caetani, l’edificio amplia oggi in modo significativo le proprie funzioni. La struttura dispone di quattordici posti letto, spazi comuni e di un’ampia sala destinata a momenti di confronto, lavoro e formazione. Il casale potrà ospitare ricercatori, volontari e studiosi impegnati nei progetti scientifici e nelle attività di monitoraggio della biodiversità che si svolgono all’interno dell’area del Monumento Naturale Giardino di Ninfa.
Accanto alla funzione di foresteria per le attività di ricerca, “Casa Ninfa” diventerà anche un punto di riferimento per iniziative dedicate alla comunità e al mondo della scuola. Grazie al lavoro dei collaboratori e volontari della Lipu, la struttura potrà infatti accogliere campi estivi, attività didattiche e programmi educativi.
AUDIO
Chi sono i vincitori di Viviamo d’Arte Festival: Mino Randelli e Francesco Fiorentini, uno disegnatore, l’altro pasticcere. L’intervista
LATINA – E’ stata una performance originale e intensa quella che ha trionfato al Viviamo d’Arte Festival 2026: il canto e la pole dance. A conquistare il pubblico e la giuria sono stati Mino Randelli e Francesco Fiorentini, protagonisti di un’esibizione che ha saputo sorprendere ed emozionare.
Ospite ai microfoni di Radio Immagine, Mino Randelli ha raccontato l’esperienza vissuta durante il festival, sottolineando quanto il percorso sia stato entusiasmante sin dalle prime audizioni.
«È stato un bellissimo percorso che ci ha dato grandi soddisfazioni – ha spiegato –. Essendo della zona, è stato ancora più emozionante fare le audizioni al centro commerciale Latina Fiori, un luogo che conosciamo bene. Portare lì qualcosa di così artistico per noi è stato motivo di grande orgoglio». La serata finale ha rappresentato il culmine di un cammino intenso: «La finale è stata una gioia immensa. L’atmosfera in sala era incredibile ed è stato il modo migliore per coronare tutto il percorso».
Nonostante la vittoria, per entrambi l’arte resta una grande passione da coltivare parallelamente al lavoro quotidiano. Mino, infatti, nella vita è disegnatore, mentre Francesco è pasticcere. Due professioni lontane dal palcoscenico, ma unite da una forte passione artistica che li ha portati a collaborare.
«Sul palco è stata la prima volta insieme – racconta Randelli – ma era un’idea che avevamo da tempo. Il festival è stata l’occasione giusta per realizzarla. Fortunatamente è piaciuta molto anche al pubblico».
Il duo nasce dall’unione di competenze diverse: Mino studia canto da anni, mentre Francesco pratica pole dance da molto tempo e ha iniziato recentemente anche a insegnarla. Una disciplina spesso associata principalmente al mondo femminile, ma che in realtà richiede grande preparazione atletica e può essere praticata da chiunque.
La partecipazione al festival è nata soprattutto dal desiderio di vivere un’esperienza artistica importante, anche se la determinazione non è mai mancata: «Abbiamo partecipato per il gusto di fare un’esperienza, ma quando facciamo qualcosa cerchiamo sempre di metterci impegno e passione. Arrivare in finale era un obiettivo che avevamo comunque in mente».
Entrambi trentatreenni, Randelli e Fiorentini dimostrano una maturità artistica già evidente. Il futuro? Continuare a formarsi e crescere. Francesco proseguirà nel suo percorso di insegnamento della pole dance, mentre Mino continuerà a studiare canto e performance.
E chissà che questa vittoria al Viviamo d’Arte Festival non sia solo l’inizio di nuove collaborazioni artistiche: «Sicuramente continueremo a formarci e magari in futuro riusciremo a fare ancora qualcosa insieme».
Una vittoria che racconta come passione, impegno e creatività possano trasformare un’idea in uno spettacolo capace di conquistare pubblico e giuria.
ATTUALITA'
Una poltrona operatoria tecnologica per la sala operatoria di oculistica del Goretti, In Ricordo di Daniele
LATINA – E’ stata donata all’ospedale Santa Maria Goretti di Latina una poltrona operatoria di ultima generazione, assegnata alla sala operatoria di oculistica. Grazie alla tecnologia, questo strumento, il primo del genere nel presidio del capoluogo, si trasforma in un letto operatorio con benefici sia per il paziente che per gli operatori sanitari. La consegna, martedì mattina, nelle mani del primario Massimiliano Sepe e della sua equipe.
“E’ stata un’enorme gioia – racconta soddisfatta Antonietta Parisi, la mamma di Daniele che presiede l’associazione In ricordo di Daniele Odv -. Una Poltrona all’avanguardia in quanto il paziente per essere operato non dovrà più salire direttamente sul lettino con l’aiuto del personale della sala operatoria, ma semplicemente sedere sulla poltrona che attraverso pedali meccanici si trasformerà in un lettino. Il peso che questo lettino potrà sostenere è fino a 250 kg. Che dire, sono soddisfatta per tutto quello che abbiamo fatto in questi 27 anni dalla scomparsa di mio figlio. Sono stati donati tanti macchinari utili e colorati. In un ospedale ci deve stare colore e calore per renderlo meno triste. Ringrazio l’equipe medica e infermieristica, Maria Helena e Mario Montagner per la loro presenza, Roberta Colazingari, socia fondatrice della mia associazione e Serena Parlapiano per essermi sempre accanto in ogni mia donazione. Ma soprattutto ringrazio sempre le persone che ci sostengono”.
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