POLITICA
Ristori Nucleare, Celentano: “Sentenza non definitiva, ma se arriveranno i 27 milioni faremo opere per migliorare la qualità della vita”
LATINA – “Se arriveranno nelle classe comunali, i 27 milioni di euro di ristoro per la servitù nucleare riconosciuti dal Tribunale di Roma (seconda sezione civile) alla città di Latina, la somma sarà comunque benvenuta, ma per sgomberare il campo da qualche inopportuno trionfalismo e da improprie paternità dell’ultima ora, ritengo doverosa una ricostruzione puntuale di questa vicenda iniziata nel 2007 su impulso dell’allora sindaco Vincenzo Zaccheo, se non altro perché la mia amministrazione, che potrebbe finalmente beneficiare del ristoro, è per forza di cose estranea al complicato iter che ha preceduto la sentenza recentemente pubblicata”. E’ quanto dichiara la sindaca di Latina Matilde Celentano, dopo la notizia della sentenza, resa pubblica dall’ex sindaco di Latina Damiano Coletta la cui giunta nel novembre 2020, deliberò di promuovere il giudizio contro la Presidenza del Consiglio, il Mef e il Cipe per ottenere i ristori ai sensi del cosiddetto Decreto Scanzano del 2003.
La Celentano ritiene ora utile ripercorrere l’intero iter procedurale. “Nel 2007 – spiega – all’esito di un incontro tenuto nella sala De Pasquale del Comune di Latina tra i sindaci dei comuni italiani che ospitano centrali nucleari, venne costituita l’Ancin, Associazione Nazionale dei Comuni Italiani Nuclearizzati, che come prima iniziativa formale si era data il compito di rivendicare il diritto a percepire il 100% dei ristori, in luogo del 30% stabilito nel 2003 da un decreto legge del Governo Prodi, che trasferiva al bilancio dello Stato il 70 per cento degli importi dovuti per le servitù nucleari. L’azione legale contro la Presidenza del Consiglio di Ministri – Ministero dell’Economia e Finanze e Cipe venne promossa dall’Ancin attraverso l’avvocato Xavier Santiapichi, ma al momento della costituzione in giudizio l’allora Commissario straordinario Guido Nardone ritenne di essere incompetente per assumere quel tipo di iniziativa, scelta che determinò l’esclusione del Comune di Latina dalla rosa dei ricorrenti che di lì a poco si sarebbero visti riconoscere, con sentenza di primo grado e poi anche di appello, il loro diritto a percepire il 100% delle somme dovute a titolo di ristoro per la servitù nucleare.
L’allora sindaco di Lbc provò ad inviare alla Presidenza del Consiglio dei Ministri una lettera di diffida e messa in mora, ma senza ottenere alcun risultato. Nel giugno 2020 la Corte di Appello di Roma dispose che i Comuni nuclearizzati che avevano intrapreso il giudizio contro il CdM, Mef e Cipe (Latina non era tra questi) avevano diritto a percepire il 100% dei ristori per la servitù nucleare. La circostanza avrebbe provocato una dura reazione anche da parte di un consigliere comunale, ex esponente di Lbc poi transitato nel Gruppo misto, che accusò Lbc e il sindaco di aver determinato con la loro inerzia la perdita di una importante occasione per il Comune. Cinque mesi più tardi, nel novembre 2020, la Giunta Coletta deliberò di promuovere il giudizio contro la Presidenza del Consiglio, il Mef e il Cipe per ottenere i ristori ai sensi del cosiddetto Decreto Scanzano del 2003. Nel marzo 2021 il Comune di Latina si costituisce con una domanda di accertamento e condanna in materia di contributi in favore degli enti locali ex art.4 del D.L. 314/2003. La sentenza pubblicata il 28 ottobre 2023 ha accertato il diritto del Comune di Latina all’erogazione del contributo annuo senza alcuna detrazione, per tutto il periodo dal 2005 al 2018 e per le annualità maturate. Ma la partita è ancora aperta, perché la sentenza non è definitiva e l’Avvocatura dello Stato potrebbe decidere di impugnarla“.
“Qualora il verdetto della Corte di Appello di Roma dovesse passare in giudicato, cosa che mi auguro per la città – conclude la prima cittadina di Latina – faremo in modo che una quota importante di quel ristoro venga destinata ad opere capaci di migliorare la qualità della vita alla presenza della centrale nucleare. Inoltre, mi attiverò da subito affinché la quota di ristoro che la legge destina in favore della Provincia, venga utilizzata per interventi sul territorio comunale di Latina e non altrove, come già in passato era accaduto grazie all’impegno del Sindaco Zaccheo e grazie alla sensibilità e alla correttezza dell’allora presidente della Provincia Armando Cusani”.
AUDIO
Latina Bene Comune al debutto nazionale di Progetto Civico Italia di Alessandro Onorato
- LATINA BENE COMUNE SI UNISCE A PROGETTO CIVICO ITALIA
- LATINA BENE COMUNE CON ALESSANDRO ONORATO PROGETTO CIVICO ITALIA
LATINA – Un gruppo di aderenti a Latina Bene Comune, guidato dall’ex sindaco Damiano Coletta e dalla segretaria del movimento Elettra Ortu La Barbera, ha raggiunto venerdì il Palazzo dei Congressi dell’Eur a Roma per essere presente al debutto nazionale di Progetto Civico Italia, la realtà politica nata dal lavoro dell’assessore al turismo e ai grandi eventi di Roma Capitale Alessandro Onorato, che raggruppa 400 comitati e 685 amministratori.
I civici di Latina, del 2016 al 2021 maggioranza assoluta, oggi rappresentati da tre consiglieri (con l’ex primo cittadino siedono nel Consiglio Comunale di Latina, Dario Bellini e Floriana Coletta), avevano annunciato la loro adesione al progetto nei giorni scorsi con una nota ufficiale, spiegando: “L’adesione rappresenta un passaggio importante nel percorso di crescita di Latina Bene Comune, che dopo oltre dieci anni di esperienza amministrativa e politica maturata sul territorio con il sindaco Damiano Coletta, ritiene necessario contribuire alla costruzione di uno spazio nazionale capace di mettere in rete le migliori esperienze civiche italiane”.
Il leader Alessandro Onorato dal palco dell’Eur ha ringraziato il suo esercito pacifico: “Noi vogliamo aggiungere e non togliere. Noi siamo abituati a unire”.
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Ciclabile in strada Casilina-Sud, via libera dalla giunta all’indirizzo di progettazione
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Mezzo milione per le telecamere a Latina, Tripodi: “Pubblicato il provvedimento, sicurezza urbana priorità”
LATINA – E’ stato pubblicato il provvedimento regionale che dà attuazione al contributo straordinario destinato al Comune di Latina per l’installazione e il potenziamento dei sistemi di videosorveglianza. La notizia è stata sottolineata con una nota dal consigliere regionale pontino, Angelo Tripodi di FI: “Rappresenta una risposta concreta alle esigenze di sicurezza del territorio e dei cittadini”, dichiara l’esponente politico, ringraziando l’assessore regionale Luisa Regimenti “per l’attenzione dimostrata verso la città di Latina e per aver sostenuto con determinazione questo importante intervento. La sicurezza urbana è una priorità e questo finanziamento consentirà di rafforzare gli strumenti di prevenzione e controllo del territorio, contribuendo a contrastare fenomeni di criminalità, vandalismo e degrado”, conclude.
Il contributo regionale ammonta a 500 mila euro ed è finalizzato all’installazione e all’implementazione dei sistemi di sicurezza e videosorveglianza del Comune di Latina.
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