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Daspo urbano per i senzatetto, Mulè (FdI): “Distorsione su natura e finalità “

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LATINA –  “In merito alla revisione del Regolamento di Polizia Urbana, con particolare riferimento alla misura del Daspo Urbano, è necessario fare chiarezza sia sulla ratio della misura, sia sulla sua natura giuridica, affinché si evitino letture fuorvianti che confondono strumenti di prevenzione con provvedimenti di repressione”. Lo dichiara in una nota la consigliera comunale Simona Mulè di Fratelli D’Italia dopo gli interventi delle capogruppo Maria Grazia Ciolfi del M5S e del Pd, Valeria Campagna, che secondo Mulè “distorcono la natura e le finalità”.

“Il Daspo Urbano  – spiega – nasce come strumento volto a preservare il decoro e la sicurezza nelle aree pubbliche, garantendo la vivibilità degli spazi cittadini e la tutela dei cittadini stessi. La sua introduzione in Italia è avvenuta con il Decreto Minniti-Orlando (D.L. 14/2017) – ricordo Governo di sinistra – che trae origine dalla Convenzione di Strasburgo del 1985 sulla violenza negli stadi. L’obiettivo non è mai stato quello di criminalizzare chi si trova in situazioni di disagio, bensì di prevenire fenomeni di degrado e disordine pubblico, impedendo comportamenti che possano compromettere la sicurezza collettiva. La consigliera Ciolfi, nel suo intervento, confonde piani distinti, parlando del Daspo come una forma di repressione indiscriminata nei confronti dei senzatetto. Inoltre, non vi è alcuna nuova introduzione normativa nel regolamento comunale, che già prevedeva tale misura – amministrativa – su indicazione del Commissario prefettizio. L’unica modifica riguarda la definizione delle “zone calde”, emerse dalle istanze di tutte le forze politiche come luoghi soggetti a fenomeni di degrado e disagio sociale, e dal Tavolo sicurezza ed ordine pubblico. A differenza di quanto insinuato dall’opposizione, non mi risulta che il Daspo sia mai stato applicato nei confronti dei senza fissa dimora, né potrebbe esserlo in assenza di situazioni di effettivo pericolo o turbativa dell’ordine pubblico. La discriminazione, quindi, sta negli occhi di chi la vuole vedere: non si tratta di un provvedimento rivolto a categorie di persone, ma di una sanzione applicata a determinati comportamenti che ledono il decoro e la sicurezza urbana, a chi quindi, si rende responsabile del disordine pubblico”.

Mulè aggiunge che “per quanto riguarda il tema del disagio giovanile e del bullismo, il Daspo urbano assume una funzione correttiva per prevenire comportamenti pericolosi che potrebbero degenerare in atti illeciti, specialmente in alcune aree critiche, come abbiamo assistito per gli episodi di zona pub. È paradossale che la consigliera Ciolfi contesti l’utilizzo del Daspo come strumento preventivo, quando lo stesso principio è alla base di qualsiasi politica di sicurezza volta a intervenire prima che il problema si aggravi. Non riconoscere l’utilità di un provvedimento del genere significa disconoscere il lavoro delle forze dell’ordine, che ogni giorno operano con impegno per garantire la sicurezza e il rispetto delle regole. È facile fare propaganda e alimentare polemiche sterili, ma chi ricopre ruoli istituzionali dovrebbe informarsi prima di prendere posizioni ideologiche. Prima di strumentalizzare un provvedimento, sarebbe opportuno studiarlo e comprenderne l’effettiva portata, evitando di diffondere allarmismi infondati”.

Infine la promessa: “Se il testo del provvedimento dovesse risultare poco chiaro in alcuni punti, sarà nostra premura intervenire per evitare ogni qualsivoglia interpretazione ambigua, garantendo che venga applicato con equilibrio e nel rispetto della legalità. Tuttavia, respingiamo con fermezza ogni tentativo di strumentalizzazione, ribadendo che l’obiettivo di questa misura è e resta la tutela della sicurezza urbana e del decoro cittadino. La serietà impone di affrontare il tema con cognizione di causa e non con proclami propagandistici privi di fondamento giuridico e amministrativo”.

 

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Elezioni amministrative: oggi e domani Fondi chiamata alle urne

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A Fondi oggi e domani il voto per la scelta del sindaco e del consiglio comunale. Sono chiamati alle urne 32.737 elettori distribuiti in 33 sezioni con seggi aperti dalle 7 alla 23 e domani dalle 7 alle 15. In corsa ci sono 5 candidati sindaco sostenuti da diverse coalizioni civiche e partitiche. L’eventuale ballottaggio si terrà il 7 e l’8 giugno.

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Tripodi:”L’annuncio dell’Anas sulla riapertura della galleria di Terracina svolta per l’intero territorio pontino”

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TERRACINA – La seduta della commissione regionale Lavori pubblici, Infrastrutture e Trasporti è culminata con un importante annuncio per Terracina e per l’intero territorio pontino. Dall’intervento in audizione del responsabile per il Lazio di Anas Spa, Marco Moladori, si è appreso infatti che la canna Nord della galleria “Tempio di Giove” sarà aperta a giugno: il tunnel sarà dunque accessibile in entrambe le direzioni e non più sul solo ingresso sud con doppio senso di marcia e limite di velocità. Entro ottobre, inoltre, la canna Nord sarà nuovamente chiusa per i lavori di adeguamento e messa in sicurezza, della durata prevista di due anni.
La notizia è stata appresa con entusiasmo dal consigliere regionale Orlando Angelo Tripodi, membro della commissione: “Ringrazio l’amico e collega Cosmo Mitrano per aver sollecitato questa audizione, indispensabile per conoscere la tempistica relativa all’intervento. L’annuncio dell’Anas sulla riapertura contemporanea delle due canne, unita all’accelerazione nei lavori programmati in autunno, segna una svolta per l’intero territorio: il tunnel “Tempio di Giove” riveste un ruolo fondamentale per l’Appia e per tutta la rete stradale, perché alleggerisce il traffico locale e valorizza le potenzialità di autentici patrimoni della provincia di Latina. La parziale chiusura ha inciso pesantemente sulle potenzialità turistiche del Sud Pontino ma anche sulle numerose attività economiche della zona: l’estate ormai imminente potrà essere vissuta dunque con minori disagi e senza l’incubo di lunghe code per accedere alle meravigliose spiagge del territorio. La riapertura estiva non deve comunque farci cullare sugli allori, perché è necessario restituire quanto prima a Terracina un’infrastruttura completata e sicura. A tal proposito, nel corso della seduta, ho richiesto ad Anas un dettagliato cronoprogramma degli interventi e un quadro ben definito delle progettazioni”.

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Il ritorno di Tiero in aula: “Esperienza che non auguro a nessuno. Io sono e resterò Fratò”

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LATINA – E’ tornato in aula questa mattina Enrico Tiero dopo la lunga sospensione dalla carica di consigliere regionale causata dall’arresto nell’ambito di un’inchiesta della Procura della Repubblica di Latina che ipotizza nei suoi confronti il reato di corruzione. L’esponente politico di Fratelli D’Italia dal suo seggio nell’aula della Pisana ha parlato di una esperienza dura e ha dato la sua personale lettura dei fatti.

“È un’esperienza che non auguro a nessuno, sia esso un amico che non, invito solo a riflettere e attenzione a non fare al lupo al lupo, probabilmente nelle istituzioni c’è chi ancora fa confusione tra l’esercizio dell’attività politica e presunte ipotesi di reato, che un consigliere regionale raccolga le istanze del proprio territorio e le porti alla legittima attenzione della Regione e di altri enti deputati a tutelare gli interessi dei cittadini è un dovere e non solo un diritto. Se così non fosse, non avrebbe alcun senso la ripartizione dei seggi in collegi provinciali, che sono stati istituiti per legge dal nostro legislatore, per consentire ai cittadini dei vari territori di avere rappresentanti politici a cui poter fare riferimento per vedere e tutelare i loro diritti. Io sono rimasto coinvolto in una vicenda paradossale, nella quale sono stato accusato di aver svolto il mio ruolo politico, per aver raccolto le istanze riguardanti il mio territorio. Questo  – ha detto il consigliere – è stato visto addirittura come una sorta di corruzione, per aver piegato la mia funzione di consigliere regionale all’ascolto delle varie istanze del territorio, che di volta in volta mi pervenivano, come del resto credo che anche ognuno di noi, quale rappresentante del territorio faccia, provenienti dai semplici cittadini, da associazioni, da enti locali e perché no, da imprenditori che danno tanto e tanto lavoro ai cittadini nei nostri territori. Cari colleghi, sono stato intercettato per due anni, ascoltato ovunque, con l’installazione del cosiddetto Trojan sul mio telefono. Sono stato seguito, osservato, controllato in ogni movimento della mia giornata.  Io e i miei familiari abbiamo subito verifiche di qualunque conto corrente, intestato riconducibile. Stessa sorte è successa anche ai miei collaboratori.  Ebbene, a testa alta, e con orgoglio vi posso dire senza possibilità di essere smentito da qualcuno, che mai ho ricevuto utilità economica personale o familiare. Sono una persona onesta, come sono sicuro in questa assista e tutti lo siamo, e facciamo la nostra attività con passione ed impegno per i nostri territori e i nostri concittadini. Se così non fosse, e questo lo dico con il cuore, oggi non sarei venuto in quest’Aula, perché per me le istituzioni sono la prima tutela da dover fare. Sono sicuramente pienamente fiducioso nell’operato della Magistratura e sono convinto che accerterà la verità, come sono convinto, e questo è stato tanto un incidente di percorso, un momento di disguido”, ha concluso aggiungendo: “Cari amici, io sono Fratò – riferendosi al suo soprannome –   e resterò Fratò”.

A Tiero è andato il bentornato di tutti i capigruppo, arrivato nel corso della lunga e animata discussione sulla bocciatura, avvenuta una settimana fa, della delibera di incompatibilità del doppio incarico della ormai decaduta consigliera Emanuela Zappone (presidente dell’Ente Parco Nazionale del Circeo e consigliera regionale subentrata a Tiero nel periodo di sospensione).

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