IL RIS PER L’ENOLOGO UCCISO A ITRI
Vertice dai carabinieri

Il colonnello Giovanni De Chiara

Il colonnello Giovanni De Chiara

LATINA – Si è svolto nella sede del Comando Provinciale dei Carabinieri di Latina un vertice coordinato dal colonnello Giovanni De Chiara per fare il punto sull’omicidio dell’enologo Ulrico Cappia, il cui cadavere carbonizzato è stato ritrovato nella tenuta Schettino a Itri, la notte di mercoledì. I carabinieri hanno compiuto nelle scorse ore un accurato sopralluogo nell’abitazione romana dell’esperto di vini, in Via Isole Pelagie, alla ricerca di tracce utili alle indagini, mentre proseguono l’esame dei tabulati telefonici per capire con chi Cappia avesse avuto contatti negli ultimi giorni e nelle ore precedenti il delitto.

Quello che appare chiaro, è che l’omicidio è stato pianificato nei minimi particolari, studiato da qualcuno che conosceva bene le abitudini della vittima e che era in grado di muoversi altrettanto bene nei terreni dell’azienda agricola. I militari coordinati dalla Procura hanno raccolto tra le varie testimonianze anche quella del titolare della tenuta, il notaio Marciano Schettino, che fu tra i primi a dare l’allarme vedendo le fiamme nel vigneto. L’uomo avrebbe riferito alcuni particolari notati la sera del delitto.

In queste ore, nell’area in località Porcignano, ci sono gli specialisti di tracce del Ris dei Carabinieri per compiere ulteriori rilievi, poi lo stesso lavoro sarà eseguito sull’auto dell’enologo, la 500L che l’assassino o gli assassini hanno incendiato dopo aver ucciso Cappia con un colpo di pistola alla nuca.

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