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CRONACA

OMICIDIO BUONAMANO
Il pm chiede 30 anni per Di Silvio, escluse le aggravanti

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la vittima, Fabio Buonamano

la vittima, Fabio Buonamano

LATINA- Penultimo atto davanti ai giudici della Corte d’Assise d’Appello del processo per l’omicidio di Fabio Buonamano, ucciso il 26 gennaio del 2010 in via Monte Lupone a Latina. Nei confronti di Giuseppe Romolo Di Silvio, il pm ha chiesto oggi al termine della sua requisitoria la condanna a 30 anni di reclusione, escludendo le aggravanti. In aula ha parlato uno dei difensori dell’imputato, nel corso della prossima udienza fissata per l’undici ottobre parleranno gli altri legali di Romolo e poi è fissata la sentenza. In Cassazione per l’omicidio di <Bistecca> era stato condannato già il nipote di <Romolo>.

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CRONACA

Sbancano un pezzo di Promontorio del Circeo per fare una piscina: sequestro e denuncia per distruzione di area protetta

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SAN FELICE CIRCEO – Ha sbancato, distruggendolo irrimediabilmente, un pezzo di Promontorio del Circeo per fare una piscina con vista mare. E’ stato denunciato il proprietario di una delle esclusive ville realizzate in uno degli ambienti più belli del Parco nazionale del Circeo, accusato di abusivismo edilizio in assenza di titoli autorizzativi e di distruzione o deterioramento di habitat in area protetta.

L’operazione è stata compiuta dai carabinieri Forestali del Nucleo Carabinieri Parco di Sabaudia che hanno posto sotto sequestro la vasca (assenti sia il nulla osta dell’Ente Parco, sia il permesso di costruire).

“Il Comprensorio Naturalistico del Promontorio del Circeo  – ricordano inoltre i militari – rientra nel Vincolo P.A.I. – Norme di Attuazione del Piano Stralcio per l’Assetto Idrogeologico – area sottoposta a tutela per pericolo di frana “Area a pericolo A”, in cui gli smottamenti si caratterizzano per elevati volumi e/o movimento da estremamente rapido a rapido. Inoltre è incluso tra gli elementi areali di rischio “R 4” in funzione della pericolosità e del valore esposto con effettivo stato di pericolo per la pubblica incolumità. Pertanto, la normativa vigente nell’area del Circeo prevede che devono essere garantite la conservazione e la inalterabilità dei luoghi con l’assoluta preclusione, anche irrilevante, di edificazione”.

Oltre alle attività di repressione dei reati che incidono negativamente sull’ambiente, l’Organizzazione Forestale dell’Arma dei Carabinieri, interviene anche sensibilizzando la comunità a porre in essere corrette pratiche in materia di urbanistica – edilizia e ambientali, per preservare il territorio e incoraggiano chiunque a segnalare alle Autorità – anche attraverso il numero verde gratuito di emergenza ambientale 1515 dei Carabinieri Forestali – eventuali comportamenti illeciti che possono anche solo potenzialmente causare un danno all’ecosistema e alla incolumità della cittadinanza.

 

 

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CRONACA

Brucia rifiuti speciali in un terreno alla periferia di Latina, denunciato

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LATINA – Rifiuti speciali in fiamme nel piazzale di una ditta alla periferia di Latina. Li hanno scoperti i militari del Nucleo Carabinieri Forestale di Latina nell’area di proprietà di una impresa individuale di Via Piscina Scura dove c’erano anche rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi, tra cui materiale di risulta edile, frigoriferi, lavatrici, televisori, forni e altri rifiuti ferrosi.

Accertato che l’impresa è autorizzata per il servizio di autotrasporto merci per conto terzi, movimento terra, raccolta e trasporto di rifiuti non pericolosi e speciali non pericolosi, ma non autorizzato alla gestione di rifiuti pericolosi come i RAEE rivenuti nel piazzale, i militari hanno sequestrato il materiale contestando al titolare della ditta la gestione illecita di rifiuti e il loro deposito in maniera incontrollata in quanto giacenti su nudo terreno, privo di elementi di impermeabilizzazione e soggetti al dilavamento delle acque di prima pioggia. Dovrà rispondere di  combustione illecita di rifiuti, gestione illecita di rifiuti e abbandono incontrollato di rifiuti ad opera di persona giuridica.

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CRONACA

Rifiuti accatastati illegalmente nell’area del porto di Terracina, scatta il sequestro

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TERRACINA – Rifiuti abbandonati nel piazzale del porto, riferibili principalmente all’attività di pesca, sono stati sequestrati dalla  Guardia Costiera di Terracina, nell’ambito dell’attività di controllo. Il materiale speciale, circa 50 metri cubi, era stato illecitamente accatastato su un’area demaniale marittima, conferito in violazione del Testo Unico in materia
ambientale.
Al termine dell’attività ricognitiva, i militari hanno proceduto al sequestro penale e preventivo delle aree interessate e dei rifiuti denunciando la persona responsabile dell’area data in concessione.
La natura e la validità dei provvedimenti amministrativi che disciplinano l’utilizzo dell’area restano attualmente al vaglio della polizia giudiziaria e dell’Autorità Giudiziaria per ulteriori approfondimenti investigativi.
La Guardia Costiera di Terracina, sotto l’indirizzo ed il coordinamento del Centro di Controllo Ambientale Marino (C.C.A.M.) della Direzione Marittima del Lazio, proseguiranno nelle attività finalizzate al contrasto dei reati in materia ambientale.

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