CRONACA
RIVELAZIONI SCHIAVONE, APPELLO LEGAMBIENTE:
“Occorre trasparenza nelle amministrazioni”
Parlati: “Riaprire inchiesta su omicidio Don Boschin”
LATINA – “Le recenti dichiarazioni del pentito del clan dei casalesi Carmine Schiavone sono la drammatica conferma del livello di compromissione ambientale e istituzionale operata da decenni di dominio della malavita anche nella provincia pontina. Occorre un’opera di trasparenza nelle amministrazioni per fermare la commistione fra criminalità organizzata e pezzi deviati dello Stato e ristabilire una situazione di legalità a beneficio dei cittadini e dell’ambiente, ormai al centro nelle mire del sistema criminale delle mafie”. Lo afferma in una nota Legambiente Lazio, sottolineando che ” già nel 1996 l’ex esponente del clan dei casalesi dichiarò in via ufficiale che la discarica di Borgo Montello sarebbe stata utilizzata per interrare rifiuti tossico-nocivi provenienti probabilmente dalle note “navi dei veleni” in maniera illegale. La proprietà degli stessi terreni adiacenti la discarica di Montello e relativi fabbricati, riconducibili ad esponenti del clan dei casalesi sono l’ennesima dimostrazione dell’interessamento delle mafie per il business dei rifiuti e del loro capillare controllo del territorio. Tali proprietà terriere e fabbricati, peraltro, sono oggetto di sospetti giri di compravendite immobiliari sui quali è urgente indagare, nonostante risultino ancora oggi registrati al Catasto come semplici terreni e fabbricati agricoli”.
“Il ciclo dei rifiuti è da tempo uno dei più importanti business della malavita organizzata, bisogna ripartire da una gestione efficiente basata su riduzione, riutilizzo e riciclo per ristabilire il giusto regime di legalità- ha dichiarato Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio-. Torniamo a chiedere provvedimenti urgenti a partire da adeguati investimenti in termini di mezzi e uomini alle Forze dell’Ordine anche per poter svolgere indagini patrimoniali sempre più penetranti su tutto il territorio provinciale, il sostegno alla Magistratura e l’apertura degli uffici giudiziari della Dia e Dda.”
Legambiente si unisce alla richiesta già avanzata da Don Ciotti, presidente di Libera, e chiede la riapertura delle indagini relative all’uccisione di Don Cesare Boschin, che aveva più volte denunciato un traffico notturno di rifiuti tossici e freddato in modo barbaro e chiaramente mafioso.
“Le ormai numerose inchieste giudiziarie, i processi e le condanne emanate da Procure e tribunali dimostrano senza dubbio la drammatica pervasività delle mafie in provincia di Latina su cui le istituzioni devono intervenire ponendo fine alla strategica ignavia che ha dominato finora – ha dichiarato Marco Omizzolo, coordinatore provinciale Legambiente Latina-. In provincia di Latina il ciclo illegale del cemento, dei rifiuti e le agromafie sono da decenni la via preferenziale attraverso la quale tutte le mafie si sono insediate e radicate, spesso con conseguenze drammatiche per l’ambiente e la salute di migliaia di cittadini. Occorre un’assunzione di responsabilità comune ed atti conseguenti da parte di tutte le istituzioni interessate, a partire dalla Regione Lazio sino al Comune di Latina.”
ATTUALITA'
Sicurezza nelle strutture per l’infanzia: i Nas sospendono un asilo privo di autorizzazioni
E’ una strategia operativa denominata “Mense Scolastiche”, quella messa in atto dal Comando Carabinieri per la Tutela della Salute di Roma, in cui i militari del NAS di Latina hanno intensificato i controlli alle strutture presenti sul territorio provinciale, dedite all’educazione dei bambini nella fascia di età pre-scolare. I Carabinieri hanno ispezionato, tra le altre, una scuola dell’infanzia del territorio e l’accesso ispettivo ha permesso di constatare che la struttura scolastica era completamente sprovvista del titolo autorizzativo idoneo e obbligatorio per l’esercizio dell’attività educativa. Al momento dell’accesso dei militari, all’interno dei locali erano presenti diversi bambini di età compresa tra 0 e 6 anni, intenti a svolgere attività, affidati alle cure di due educatrici. Sono emerse inoltre irregolarità nella gestione interna degli iscritti, in violazione dello statuto dell’ente stesso. Inoltre, per alcuni tra i minori ospitati, non è stata rinvenuta alcuna formale domanda di adesione redatta dai genitori. A fronte delle difformità amministrative riscontrate, e in particolare dell’assenza dei requisiti autorizzativi di base, il Dirigente del Settore Politiche Sociali e Scolastiche del Comune competente, recependo la tempestiva segnalazione inoltrata dal NAS, ha emanato un’ordinanza che dispone la sospensione immediata dell’attività educativa della struttura. Al legale rappresentante è stata contestata una sanzione amministrativa pecuniaria di importo pari a circa 3500 Euro.
CRONACA
Maltempo, disagi alla circolazione a Latina e sulla Pontina
- Allagamenti a Latina
- Maltempo Latina
- Allagamenti Viale XXI Aprile
LATINA – Durerà per 24-30 ore l’allerta meteo gialla per il Lazio diramata dalla Protezione Civile con inizio da mercoledì sera 7 ottobre. Nella notte un forte temporale si è abbattuto su Latina causando allagamenti e difficoltà alla circolazione, si è registrata la caduta di rami e alberi che in alcuni casi hanno invaso la sede stradale (come nel tratto tra tra Sermoneta Scalo e Borgata Carrara). Blackout a macchia di leopardo hanno mandato in tilt alcuni impianti semaforici in città.
Le forti piogge di questa mattina hanno causato difficoltà soprattutto alla circolazione. La Pontina a lungo rallentata da un incidente, è allagata a tratti, come via Laurentina, chiusa per allagamenti via Pratica di Mare.
La protezione civile Passo Genovese di Latina è intervenuta in ausilio dei vigili del fuoco alla rotatoria dell’Aviatore nella zona di Latina Fiori dove si sono registrati pesanti allagamenti ora risolti. Le auto si sono ritrovare con l’acqua agli sportelli e per una, andata in panne, è stato necessario l’intervento del carroattrezzi. In corso intervento di disostruzione anche sulla Circonvallazione di Latina, in Viale XXI Aprile dove anche i marciapiedi sono stati completamente sommersi dall’acqua e nel primo tratto di Viale Michelangelo a pochi metri dall’ospedale di Latina.
Tra le emergenze risolte grazie alla tregua maltempo anche quello nel sottopasso della Pontina.
CRONACA
Chiuso H&M di Corso della Repubblica, Cosentino: “Il Comune lavora per una riapertura rapida e in sicurezza”
LATINA – Il punto vendita di H&M di Latina in Corso della Repubblica, all’interno dell’isola pedonale, è temporaneamente chiuso dopo la segnalazione arrivata dal Comando provinciale dei Vigili del Fuoco al Comune, di alcune carenze in materia di prevenzione incendi.
IL Comune in un nota spiega che “il dipartimento Attività Produttive, anche a seguito di apposita sollecitazione da parte della Prefettura, ha, quindi, avviato il procedimento amministrativo che segue questo tipo di segnalazioni. È un atto dovuto. Ad oggi l’autorizzazione commerciale non è stata sospesa. Il negozio è chiuso per decisione cautelativa della stessa società”.
Secondo quanto comunicato da H&M ai Vigili del Fuoco e, per conoscenza, al Comune, la documentazione tecnica è stata già trasmessa e sono stati eseguiti interventi di manutenzione sugli impianti; la società ha presentato ai Vigili del Fuoco un progetto di adeguamento complessivo del punto vendita a seguito della cui valutazione da parte del Comando e della successiva produzione di Scia antincendio, il Comune chiuderà il procedimento.
“La sicurezza di clienti e lavoratori viene prima di tutto – dichiara l’assessore alle Attività produttive Antonio Cosentino – H&M è una presenza importante per il centro storico e vogliamo che il negozio riapra presto. Lavoriamo con la società, i Vigili del Fuoco e la Prefettura perché accada in tempi brevi e nel rispetto delle regole. Si tratta di una questione tecnica legata a questo singolo esercizio”.
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