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IN CUCINA CON LE STELLE
Roy Salomon Caceres al Carrefour

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Ray Caceres

Ray Caceres

LATINA – Secondo appuntamento della nuova stagione di In Cucina con le Stelle e stavolta l’evento avrà un taglio ancora più internazionale: ospite d’eccezione sabato prossimo 30 novembre dalle ore 17.30 a ingresso gratuito sarà Roy Salomon Caceres. Lo scenario sarà sempre quello del Carrefour Market di Latina (via Capograssa – rotonda Piccarello) dove, come avvenuto per gli altri incontri, sarà allestita un’area per accogliere i maestri dell’arte culinaria e il pubblico.

 Roy Salomon Caceres noto come il Colombiano che ha conquistato Roma, nasce a Bogotà 36 anni fa ma la sua famiglia è di origine Siriane. Terzo di cinque figli, rimane molto legato  a suo nonno paterno Salomon che con i suoi racconti  ed esperienze fa scaturire in lui grande curiosità e voglia di conoscere; al nonno  Salomon  piace molto la cucina e si cimenta a cucinare piatti provati in giro per il mondo soprattutto in Siria che piacciono molto a Roy e lasciano un bellissimo ricordo gustativo con sapori che nel suo paese non erano molto conosciuti. Oggi Roy Caceres è chef del ristorante capitolino di alta cucina “Metamorfosi”, nel quartiere Parioli. Ha lavorato a Cortina, Forte dei Marmi, è passato per il Pellicano di Porto Ercole e poi per la Locanda Solarola, dove ha ottenuto il riconoscimento della Stella Michelin. Grande amante del cibo, si definisce obiettivo e tenace. Ama cucinare praticamente tutto e non può fare a meno di una materia prima di assoluta qualità. La sua visione di cucina non si ferma ai fornelli ma parte dall’ospite. Nella sua mente c’è il pensiero costante su come provocare emozioni nelle persone che degustano i suoi piatti ed è cosi che scaturiscono idee, concetti e ricordi che si trasformano in emozioni attraverso il cibo con un coinvolgimento dei sensi totale. Roy Salomon Caceres, attraverso i suoi piatti, racconta emozioni.

L’evento, come sempre ad ingresso totalmente gratuito, avrà come partner l’Ais, l’associazione italiana sommelier che offrirà i giusti calici di vino da abbinare alla degustazione, e l’associazione di cuochi e studenti “Latina in cucina”.

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A rischio il Sabaudia Sunser Jazz Festival

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Il Sabaudia Sunset Jazz Festival rischia di fermarsi: per il quarto anno consecutivo, l’evento si scontra con ostacoli burocratici e organizzativi che ne mettono in dubbio lo svolgimento. Un paradosso per una manifestazione che, in dieci anni di storia (con tre stop dovuti al Covid), ha portato sul territorio circa 120 concerti, 600 musicisti e oltre 100mila spettatori.

Alla base delle criticità c’è un intreccio di fattori che negli ultimi anni ha complicato sempre di più l’organizzazione. Già nel 2023 erano emerse incongruenze normative tra musica dal vivo e DJ set negli stabilimenti balneari. Nel 2024 è stato necessario ottenere la Valutazione di Incidenza Ambientale (VINCA), arrivata solo a ridosso dell’evento. Nel 2025, invece, il festival ha rischiato lo stop per problemi legati alla viabilità sul lungomare, con la richiesta – arrivata a ridosso dell’inizio – di spostare gli eventi nei giorni feriali.

Il nodo principale resta proprio quello del traffico, aggravato negli ultimi anni dal successo degli aperitivi al tramonto negli stabilimenti balneari, che tra le 18 e le 21 generano un forte afflusso di auto. Una situazione che ha portato a interventi emergenziali, come l’istituzione del senso unico e, in alcuni casi, alla sospensione delle attività.

A questo si aggiungono le nuove disposizioni in materia di sicurezza: per eventi musicali con DJ o musica dal vivo è ora necessaria la SCIA, una procedura tecnica complessa che certifica il rispetto di norme su sicurezza, acustica e antincendio. Un ulteriore passaggio burocratico che molti operatori stanno evitando, rinunciando di fatto all’organizzazione di eventi.

In questo contesto, nonostante mesi di confronto con Comune e Polizia Locale e la proposta di soluzioni concrete per la gestione della viabilità, gli organizzatori del festival parlano apertamente di una situazione di stallo. La concomitanza di criticità amministrative, cambiamenti interni all’amministrazione comunale e nuove regole ha reso difficile individuare una soluzione condivisa.

Il destino del festival resta quindi incerto. Una decisione definitiva è attesa nei prossimi giorni

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Trail di San Martino, il 3 maggio si corre a Priverno

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Domenica 3 maggio si svolgerà la terza edizione del “Trail di San Martino”, un evento di sport, storia e natura organizzato dalla Podistica Priverno, con il patrocinio del Comune e in collaborazione con l’UISP,  con l’Asd Monti Lepini e con la Protezione Civile. La manifestazione sarà abbinata come sempre al Memorial dedicato ad Andrea Zuccaro, indimenticato podista del luogo tra i fondatori della società. Questa nuova tappa del Grande Slam “Natalino Nocera” riserverà ai podisti un percorso impegnativo e allo stesso tempo affascinante: alle 9,30 si partirà dal suggestivo Castello di San Martino e si percorreranno 13 km con un dislivello positivo di 258 metri, lanciandosi verso scorci che sanno di Storia lungo la via Francigena, passando per il borgo medievale di Fossanova, costeggiando l’argine del fiume Amaseno e facendo ritorno al punto di partenza dopo aver attraversato il bosco alle pendici di Priverno.

Nel 2024, sulla stessa distanza, vinse Gabriele Carraroli con un tempo di 48’39’’. Tra le donne si impose invece Roberta Andreoli, arrivata al traguardo con un tempo di 1.02’.34’’. I primi 400 iscritti avranno diritto ad un pacco gara contenente anche la gustosa “Falia”, prodotto tipico del posto. I primi cinque e le prime cinque della classifica generale si aggiudicheranno dei genuini prodotti locali e vario abbigliamento sportivo. Importanti riconoscimenti andranno anche ai primi cinque di tutte le categorie e alle prime cinque società con almeno 20 atleti al traguardo.

La Podistica Priverno ha pensato poi a quanti vorranno godersi il paesaggio camminando: dopo il raduno delle 8 con caffè di benvenuto, ci si potrà iscrivere ad una passeggiata turistica non competitiva di 8 km, con partenza simultanea a quella dei podisti.

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Gianfranco Pannone torna in Basilicata e racconta le “Devozioni”: “Ma con uno sguardo laico, ad altezza d’uomo”

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LATINA – Uno sguardo laico per raccontare le “Devozioni“: è questo il titolo del nuovo documentario di Gianfranco Pannone che sarà presentato a Latina domani sera, 30 aprile, per Lievito. E’ ambientato in Basilicata, una terra che il regista di Latina aveva già raccontato attraverso la sua macchina da presa in Pietre, miracoli e petrolio.

Ti sei innamorato della Basilicata?

Io mi innamoro sempre un po’ dell’Italia in generale, sono ormai più di 35 anni che batto l’Italia da nord a sud e mi meraviglio sempre. Devo dire che però la Basilicata ce l’ho del cuore, perché  questa è la terza volta che torno a girarci, la prima volta fu con Pietre, miracoli e petrolio, un documentario sul petrolio in Basilicata e adesso c’è Devozioni. In mezzo c’è anche un cortometraggio per la candidatura di Matera a Capitale della Cultura, quindi la conosco abbastanza bene e l’amo tanto, perché è una terra in qualche modo un po’ nascosta, ma che ci dice tanto,  una terra battuta da genti di ogni dove da più di 2000 anni, e che ha nel suo rapporto con la natura e con la fede qualcosa da insegnarci. Andare nella devozione popolare, tra le montagne, nella provincia di Potenza, nella Lucania interna, significa andare a trovare degli scrigni di cultura quindi validi anche per il laico e non solo per il credente, una cosa di cui forse abbiamo bisogno un po’ tutti”.

L’audio dell’intervista

E sei arrivato in un convento francescano, giusto?

Tra gli altri sì, uno dei luoghi, è un convento francescano che rischia di chiudere. Diciamo che sono andato a cercare dei luoghi della fede interessati trovando anche delle cose che sono legate alla nostra contemporaneità. E’ un viaggio tra memorie pasolignane, conventi che rischiano di chiudere, santi piccoli e beati, che sono i santi minori, ma allo stesso tempo anche poetesse visionarie. Un viaggio un po’ particolare che ho fatto seguendo non solo le processioni e i luoghi di culto, ma seguendo le vicende di persone che vivono la Lucania da dentro e che hanno qualcosa da dirci.

Storia, tradizioni, tu hai sempre uno sguardo molto attento alle melodie popolari.

Sì, c’è una cosa molto importante il canto popolare e qui Caterina Pontrandolfo oltre a farci la consulenza musicale è presente anche nel film e sui canti che sono per lo più canti di devozione alla Madonna, canti in dialetto lucano straordinari, bellissimi, spesso anche quasi inediti al grande pubblico, comunque poco conosciuti, che compongono insieme alle musiche di Rocco De Rosa, anche lui autore e musicista lucano, la colonna sonora. Una colonna sonora anche diegetica come si dice in gergo, nel senso che la vediamo anche dal vivo, la vediamo cantata da Caterina stessa  e dai devoti lungo i loro percorsi religiosi.

Tra le Devozioni, ce n’è una che ti ha colpito in maniera particolare?

C’è questa cosa incredibile della storia del Beato Egidio, quindi non è un santo, è una figura molto amata nel comune di Lorenzana e questa figura è un francescano a metà strada da San Francesco e però San Giuseppe da Copertino, anzi assomigliava più a San Giuseppe da Copertino, quindi era un frate anche ignorante, estremamente semplice, molto legato agli animali e alla natura e rappresenta un po’ questa genuinità anche che passa attraverso il legame con la terra e il legame con la natura stessa e questo santo è amatissimo dalla gente, ma è un santo locale, è amato in due o tre comuni, non è un santo allargato, appunto è un Beato, diverrà forse un giorno santo, però.

L’appuntamento con il regista Gianfranco Pannone che torna a Lievito, è per giovedì 30 alle 21 al cinema Corso.

“Presenterò al Cinema Corso il film insieme a Renato Chiocca  che è un po’ il patron di Lievito, e ne sono molto felice perché Lievito è sicuramente un bel respiro in una città che purtroppo culturalmente è un po’ paludosa come la nostra Latina, e due perché, tra altre cose, vado a Latina dopo essere passato per il Bari Film Festival dove c’è stata la prima assoluta, prima che il film vada in tour, a cominciare dal Novo Saker di Nanni Moretti a Roma il 12 maggio, in mezzo c’è questo appuntamento che è anche un assaggio per vedere il pubblico come reagisce. Ci tengo a dire che è un film rivolto a tutti, anzi forse più al pubblico laico che al pubblico dei credenti, perché ho cercato di preservare proprio questo approccio in qualche modo antropologico, ad altezza d’uomo,  che non giudica e non si abbandona al pensiero degli altri, ma cerca in qualche modo di capire se ci sono delle zone dove in qualche modo il senso del sacro in quest’epoca un po’ arida che viviamo e anche di guerre, abbia una ragione d’ essere.

Pannone sarà presente in sala per dialogare con il pubblico.

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