Commissione Sanità, nessuna proposta per il cimitero

Latina. Dure critiche da parte dei consiglieri Zuliani e Fioravante

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cimitero_latina2-300x225LATINA – I consiglieri del Partito Democratico Nicoletta Zuliani e Marco Fioravante hanno denunciato alcune lacune politiche nella maggioranza, emerse  durante la Commissione Sanità.

“Si parlava dell’idea proposta dal consigliere di Fdi Maurizio Patarini di elargire incentivi a chi adotta un cane dalla struttura comunale di Latina, cercando di risparmiare su un servizio che costa al Comune circa 100mila euro all’anno. Una proposta per la seconda volta all’ordine del giorno, sulla quale tutta la commissione si è mostrata d’accordo – spiegano i due consiglieri del Pd  – ma che non ha portato ad alcun risultato, perché lo stesso capogruppo Fdi ha impedito che vi si arrivasse, riformulando la proposta di Patarini con un’altra tutta diversa: un project financing per il canile di Latina. L’idea è dunque rimasta tale e non soltanto non c’è stato un risparmio per l’amministrazione, ma è costata il prezzo di una commissione riunita inutilmente e lo slittamento di temi fondamentali – come quello del cimitero – rimasti al palo da mesi e che, sì, farebbero risparmiare milioni di euro all’Ente comunale”.

“Allo stato attuale, il cimitero è come un rubinetto sempre aperto per le casse comunali – spiega Zuliani, che da tempo segnala la situazione – Neanche un mese fa il Comune ha dato il via libera alla costruzione di 50 nuovi loculi provvisori, quando negli ultimi anni ne sono stati costruiti già 600 dal concessionario, con una spesa di oltre mezzo milione, più 500 euro per ogni salma che si sposta. Un altro mezzo milione costerà al Comune, in termini di risarcimento al concessionario, la mancata approvazione del progetto definitivo del cimitero; ancora un altro mezzo milione all’anno ci costano le tombe senza eredi, quando invece le richieste di cremazione sono in aumento di anno in anno. E a proposito di cremazione, c’è un regolamento varato dalla commissione che mai è stato sottoposto al voto in Consiglio e che quindi è come se fosse carta straccia.”

 

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