CRONACA
Rifiuti, inchiesta su Indeco: i 35 milioni fatti sparire pagati dagli utenti in bolletta
LATINA – “E’ una storia sorprendente”: così il gip di Latina Giuseppe Cario definisce la gigantesca depredazione attribuita ad un gruppo di manager del settore dei rifiuti tra cui uno di Latina e uno originario di Sabaudia, ai danni della collettività scoperta in un’indagine della squadra Mobile della Questura di Latina. Lo fa nell’ordinanza con cui dispone l’arresto (eseguito ieri dalla Polizia) con applicazione del braccialetto elettronico per il presidente del Cda della Indeco e per altri cinque colletti bianchi della Green Holding per aver fatto sparire 35 milioni di euro che dovevano essere accantonati per la bonifica post mortem della discarica di Borgo Montello.
GLI INTERROGATORI – Gli indagati destinatari dell’ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari saranno ascoltati dal Gip giovedì, quattro per rogatoria, e i due pontini, a Latina.
Il danaro in questione deve essere accantonato dall’azienda che esercita l’attività nella discarica, ma a pagarlo per intero è il contribuente, cioè tutti noi, attraverso tariffe dei rifiuti sempre più esose. Lo sottolinea proprio il giudice per le indagini preliminari in altri passaggi dell’ordinanza spiegando che quel danaro fatto sparire serve a garantirci che una volta dismessa, la discarica venga risanata e il territorio degradato, ripulito per quanto possibile dopo lo sfruttamento intensivo.
Le somme finite sui conti di società operanti in Lussemburgo sono state accumulate in pochi anni, perché il giro intorno ai rifiuti è gigantesco e conta su troppe distrazioni, dimenticanze, omissioni. I 35 milioni si sono “persi” grazie ad un giochetto finanziario, il classico sistema di scatole cinesi e se non fosse intervenuta questa indagine, non sarebbero mai tornati indietro (speriamo proprio che avvenga il contrario) perché “prestati”, se così si può dire, senza alcuna garanzia. E’ questa la teoria degli investigatori, sposata in pieno dal gip: “Un giro che ingrassava non i Casalesi, ma il mondo della finanza, dei grandi professionisti ha tenuto a sottolineare il questore De Matteis. Il materiale sequestrato ieri nel corso delle 19 perquisizioni che hanno accompagnato l’operazione Evergreen della squadra Mobile di Latina dovrà ora essere passato al vaglio degli investigatori coordinati dal Pm della Procura di Latina Luigia Spinelli e promette di svelare anche altro.
Sempre secondo quanto rilevato dal gip Cario “è sorprendente e inspiegabile l’inerzia degli organi amministrativi deputati al controllo soprattutto la Regione Lazio”, lo stesso ente che, grazie ad un supposto imminente esaurimento della discarica asserito dagli indagati (intercettati) che paventavano prima dell’estate una prossima emergenza ambientale, ha anche concesso un ampliamento della discarica di Montello nella parte gestita da Indeco. L’autorizzazione risale al 9 settembre.
«L’operazione compiuta dalla Polizia e dalla magistratura rappresenta un segnale molto importante nel segno della legalità – ha sottolineato il sindaco di Latina Giovanni Di Giorgi in una nota diffusa ieri, nella quale sottolinea che l’amministrazione è vicina agli inquirenti nel combattere ogni forma di illegalità legata alla gestione del ciclo dei rifiuti. Sia il Comune che la Provincia ascoltati dagli inquirenti, hanno inoltre dichiarato, mostrando gli atti firmati dai dirigenti del settore ambiente – di aver sollecitato la Regione a rendere nota quale fosse la situazione delle garanzie relative all’accantonamento dei fondi per la bonifica, visto l’approssimarsi dell’esaurimento della discarica e di non aver mai ricevuto risposta da Roma.
Oggi per chiarire altri aspetti, l’Assessore all’Ambiente del Comune di Latina, Fabrizio Cirilli terrà una conferenza stampa.
IL GRUPPO SI DIFENDE – Dal canto suo «il Gruppo Green Holding e la società Indeco in una nota diffusa in serata sottolineando di aver sempre rispettato la legge esprimono il proprio stupore verso le indagini in corso e si dicono consapevoli di aver agito conformemente alle leggi e certi che la magistratura appurerà presto la totale insussistenza dei fatti».
CRONACA
Ad Aprilia la Guardia di Finanza trova il deposito dello Snus, il tabacco pakistano illegale
APRILIA – La Guardia di Finanza ha individuato ad Aprilia un deposito di tabacco pakistano “Snus”. Scoperte 40 scatole trovate nascoste tra i bancali di prodotti alimentari che contenevano 650 chilogrammi del tabacco umido in polvere destinato all’uso orale, la cui vendita è espressamente vietata in tutta l’Unione Europea. L’introduzione e la commercializzazione sul territorio nazionale di questo prodotto – spiegano dalla Guardia di Finanza – costituiscono a tutti gli effetti contrabbando.
L’operazione ha preso le mosse dopo il ritrovamento a Roma di 300 kg della stessa sostanza. La successiva analisi della documentazione acquisita, ha permesso di individuare in provincia di Latina il sito di stoccaggio del tabacco. I sospetti dei militari si sono concentrati su un’autovettura elettrica di lusso uso dalle persone sospettate, notata mentre era collegata a una stazione di ricarica installata sulla parete esterna di un magazzino formalmente intestato a un prestanome. La successiva perquisizione del locale, eseguita in sinergia operativa tra il Comando Provinciale di Roma e il Comando Provinciale di Latina, con il supporto sul campo dei finanzieri della Tenenza di Aprilia, ha permesso di rinvenire il quantitativo.
I 950 chilogrammi complessivi di Snus avrebbe potuto garantire proventi illeciti stimati in oltre 200.000 euro, determinando un danno per le casse dello Stato, in termini di accise e IVA evase, di circa 190.000 euro.
Per i responsabili è scattata la denuncia piede libero all’autorità giudiziaria di Latina, mentre il tabacco e il magazzino di stoccaggio sono stati posti sotto sequestro.
AUDIO
Trasporto pubblico, stipendi a rischio, Giuliano Errico (Ugl): “Abbiamo scritto a Comune, Regione e Prefetto”
LATINA – Una crisi di liquidità annunciata dall’azienda Csc che gestisce il trasporto pubblico a Latina, mette a rischio gli stipendi dei lavoratori. Lo denunciano i sindacati di Filt Cgil, Uiltrasporti e Ugl Autoferro che chiedono un incontro al Comune per chiarire la situazione. “Questa mancanza di liquidità sembrerebbe dipendere da somme che il Comune di Latina deve all’azienda a cui si aggiunge il contributo chilometrico da parte della Regione Lazio ancora non versato”, ci ha spiegato Giuliano Errico segretario provinciale della Ugl Autoferro.
Errico racconta di una situazione “pesante sotto tutti i profili”, che potrebbe mettere a rischio già la prossima mensilità. “Sono tre mesi – aggiunge – che è stato sospeso il secondo livello di contrattazione, che già di per sé sta mettendo in difficoltà economica i lavoratori. Questa mancanza di liquidità sembrava un argomento superato, visto l’impegno del Sindaco e del Presidente della Regione, proprio per la città di Latina, ma oggi invece la prospettiva è completamente cambiata, sembra che questa situazione sia ancora ferma ai box e che quindi stia mettendo in difficoltà l’azienda
Che cosa chiedete? 
“UGL, insieme a CGL e UIL, abbiamo indirizzato una nota a Regione, Comune, Prefetto e a tutta l’amministrazione comunale, dove chiediamo di fare chiarezza su tutto l’iter burocratico, perché di questo stiamo parlando, e di adempire pagando le somme dovute all’azienda, così da non mettere in difficoltà i lavoratori. Abbiamo fatto questa nota proprio con senso di responsabilità perché non vorremmo incorrere in uno sciopero che bloccherebbe e penalizzerebbe ancora di più i lavoratori e anche la cittadinanza tutta, quindi ci aspettiamo a breve una convocazione per trovare una via di uscita a questa situazione di stallo”.
Il sindacalista mette in rilievo anche la situazione che riguarda lo stato dei mezzi.
“A tutta la situazione che abbiamo appena descritto che già di per sé è problematica, si aggiunge che il parco macchine che oggi raggiunge il suo ottavo anno di servizio. Ci sono dei problemi importanti che abbiamo già segnalato, quindi abbiamo chiesto all’azienda di intervenire, non solo sui display, ma su una manutenzione più completa e più programmatica, perché la manutenzione dei bus, compresi i display, diventano un problema per l’utenza, nelle ore notturne, ma anche diurne. Senza un indicatore di direzione, anche per gli utenti diventa complicato andare a trovare l’autobus che li deve portare al lavoro o a casa, quindi anche su questo è un tema importante su cui abbiamo acceso i riflettori e su cui bisogna intervenire, ricordando che Latina è il secondo capoluogo del Lazio e probabilmente merita un’attenzione superiore a quella avuta fino a oggi dalla Regione per quanto riguarda il trasporto pubblico. Chiediamo che questi fondi arrivino il prima possibile e che si mettano in condizione tutte le parti di lavorare nel miglior modo possibile”.
CRONACA
Incidente su Via del Pantanaccio, tre auto coinvolte, due feriti: caos traffico
LATINA – Due automobilisti sono rimasti feriti in un incidente stradale avvenuto questa mattina a Latina in Strada Tor Tre Ponti all’incrocio regolato da semaforo con via del Pantanaccio, appena fuori Latina. Una strada utilizzata da molti pendolari anche per raggiungere la stazione di Latina Scalo. Tre le vetture coinvolte, una delle quali finita contro un palo. I feriti sono stati trasportati in ospedale dai soccorritori del 118, fortunatamente in condizioni non gravi. La dinamica dell’incidente è in fase di ricostruzione da parte degli agenti della Polizia Locale di Latina che ha svolto i rilievi. Il semaforo era funzionante e dunque non è escluso che uno dei mezzi sia passato con il rosso. Ne ha risentito il traffico.
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