Salone del Gusto a Torino, successo per gli stand pontini

Protagoniste le specialità coresi della famiglia Agnoni e Ciardi. Due riconoscimenti Slow Food per la cantina di Marco Carpineti

agnoni e ciardi al salone del gusto di torinoLATINA  – Grande successo di pubblico presso lo stand della Regione Lazio alla decima edizione del Salone del Gusto – Terra Madre in programma a Torino fino al 27 ottobre. A rappresentare le eccellenze dell’enogastronomia del Lazio sono intervenute 45 imprese e un’area istituzionale di 200 metri quadrati dove si è svolto un ricco programma di eventi che, oltre a coinvolgere e a promuovere le più significative produzioni agroalimentari regionali (olio, formaggi, prodotti di alta gastronomia, prodotti da forno, legumi, patate, birra, salumi, carni), ha presentato il Sistema Lazio con il coinvolgimento di Regione, Arsial, Unioncamere, Provincia di Roma, Camere di commercio, Gal (Gruppi di Azione Locale) e Slow Food Lazio.

In particolare le eccellenze enogastronomiche ed agroalimentari coresi sono state protagoniste alla biennale. L’edizione è stata dedicata in gran parte all’agricoltura familiare, in linea con le Nazione Unite che hanno dichiarato il 2014 l’Anno Internazionale dell’Agricoltura Familiare. Negli stands 3B 011 e 3B 013, due imprese a conduzione familiare di Cori, rispettivamente, l’Azienda Agricola Agnoni, per i generi “Ortaggi e conserve vegetali”, e Ciardi Dolci Bontà, per i generi “Dolci e prodotti da forno”.
Le aziende di conservazione e trasformazione locali hanno saputo legare alla loro sapiente arte una sinergia diretta con le aziende agricole del territorio che garantiscono un prodotto di alta qualità certificata. I biscottifici del paese, con ingredienti semplici e maestria nella cottura, fanno rivivere antiche ricette ed assaporare la genuinità e la bontà di un tempo.

Domenica 26 Ottobre, sempre al Salone di Torino, nell’ambito della presentazione della guida Slow Wine 2015, Marco Carpineti ha ricevuto due importanti riconoscimenti da Slow Food. La “Chiocciola”, simbolo di cantina che i interpreta valori organolettici, territoriali ed ambientali in sintonia con Slow Food. Il “Vino Quotidiano” assegnato al CAPOLEMOLE ROSSO 2012 come bottiglia dall’ottimo rapporto qualità/prezzo.
Inoltre Marco Carpineti ha portato la sua ventennale esperienza nell’agricoltura biologica e biodinamica al laboratorio «A trazione animale: i vini a cavallo d’Italia e di Francia». Anch’egli da qualche anno ha introdotto i due cavalli nella la lavorazione dei campi, con ottimi risultati, non solo nel bicchiere, ma anche economici e per la salubrità del suolo.

Le linee guida tracciate dal Salone quest’anno sono state l’Agricoltura Familiare e l’Arca del Gusto che raccoglie le biodiversità del mondo strappate al rischio di estinzione, un impegno fondamentale teso a salvaguardare le produzioni locali tradizionali e a dare un futuro sostenibile al nutrimento del pianeta. Protagonista è stato il ruolo del Lazio che quest’anno ha fatto aggiungere al paniere dell’Arca del Gusto ben 5 nuovi presìdi Slow Food: la fagiolina di Arsoli, la lenticchia di Rascino, il fagiolone di Vallepietra, i giglietti di Palestrina e i Chiacchietegli di Priverno. Soddisfatti i produttori presenti a Torino che, grazie alla partecipazione al Salone del Gusto, hanno dato nuovo slancio alle loro produzioni riscontrando il forte interesse di molti buyers internazionali.

Emozione e coinvolgimento di pubblico anche per l’esordio presso lo spazio della Regione Lazio di “Cuochi senza barriere”, l’associazione che ha come obiettivo quello di accorciare le distanze tra realtà svantaggiate e alta cucina.
A fare visita alle imprese del Lazio presenti al Lingotto di Torino anche il governatore Nicola Zingaretti che ha sottolineato quanto Il Salone del Gusto sia “il luogo più importante del mondo per la promozione del cibo e della terra, il posto giusto per promuovere quello che noi chiamiamo ‘l’ottimo Lazio’, insieme di luoghi e prodotti straordinari. Non abbiamo petrolio, diamanti o miniere d’oro, ma possiamo contare su una terra eccezionale capace di produrre lavoro vero e crescita del Pil. Bisogna continuare a puntare non solo su storia e cultura, ma anche sul prodotto enogastronomico, elaborato dalla sapienza dell’uomo”.

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