Lunanotizie.it

ATTUALITA'

I seminari di RinascitaCivile

Pubblicato

DSC_6818“Veniamo da molto lontano..” questo pensiero, semplice, credo condensi in una battuta l’interessantissimo excursus storico con il quale il prof. Vittorio Cotesta ha introdotto la prima parte del seminario su “La rappresentanza politico amministrativa” dedicato ai soci di Rinascita Civile. Concetti quali “laicità” , “società civile”, “autonomia dell’individuo” e “solidarietà” affondano le proprie radici nella storia dell’Umanità e sua evoluzione. Su queste tematiche esiste un dibattito ancora aperto nel mondo occidentale e, ritengo continuerà a permeare ogni epoca, non è peregrino individuare nella nostra stessa esistenza, nel microcosmo della nostra piccola città, le sue manifestazioni nel quotidiano.
Il pensiero filosofico di grandi pensatori del passato, si è addentrato in queste tematiche, partendo da diversi presupposti, per giungere a posizioni differenti, Hobbes e Locke, il primo con una concezione negativa della natura umana (homo homini lupus) che le istituzioni debbono tenere a freno, il secondo con una concezione positiva poi ripresa da Rousseau, quindi una società civile capace di autoregolarsi, che trova in Kant il suo massimo livello.
Questa stessa dicotomia appare nelle posizioni di Marx ed Hegel che guardano all’Uomo con disincanto.. ma il realismo ci impone di considerare entrambe le posizioni di volta in volta valide solo se applicate ad una osservazione parziale della realtà, nessuna generalizzazione è esatta.. dovremmo ereditare una idea di società civile a più dimensioni, rapportandoci alla realtà contemporanea poi, dove ad una globalizzazione da un lato corrisponde dall’altro una sempre maggiore solitudine di individui o gruppi, che è divenuta espressione del nostro Tempo.
Anche Latina presenta questa caratteristica di scambio tra diverse provenienze, la sua fondazione, prima, con la presenza dei Veneti, poi lo sviluppo industriale con manodopera proveniente da fuori, Ciociaria, Campania, ecc. il tutto con il problema dell’integrazione, nessuna unità culturale, riferimenti alle culture locali numerosi e grande difficoltà a creare una città con una propria dimensione e quindi una propria opinione pubblica. Poi dagli anni 80 l’immigrazione di molti stranieri, sia per la manodopera agricola che per l’assistenza agli anziani, in un contesto in cui l’Etnia è certamente una trappola e nel pluralismo culturale dire chi rappresenta chi è molto difficile, così come la presenza di un particolarismo di classe, dove esiste una borghesia e anche tanti poveri, dove la classe operaia non è rappresentata e spesso umiliata, dove i figli dei dirigenti di una volta sono oggi a dirigere le Istituzioni locali, dove sussistono le clientele, è giusto chiedersi se il sistema di potere locale si stia sfaldando e se i conflitti interni siano tali da portare a una ridistribuzione del potere.
Qualsiasi progetto si voglia elaborare partendo dall’oggi deve darsi dei tempi. Partire dalla creazione della rete delle associazioni autonome, per individuare idee riguardanti il bene comune, affrontando in primis la questione dell’occupazione. Purtroppo da molto tempo manca un’idea di città, l’ultimo Sindaco che ha espresso un concetto della città di Latina è stato Antonio Corona, poi in successione sono mancati progetti, c’è stata una sorta di militarizzazione del territorio utile a creare solo una rete di voti.. la nostra città ha avuto 30 anni di vuoto che, in un contesto già difficile, è andato a sommarsi alla frammentazione etnica, alla mancanza di una identità da difendere, alla paura del cambiamento. E oggi chiedersi come poter trasferire le nostre aspirazioni, questa nostra urgenza di cambiamento, in una realtà così frammentata, è complesso.. perché la questione della rappresentanza è di per sé complicatissima. Non esiste mai una corrispondenza sociale, non esiste una regola di base., spesso è l’attore politico che si crea il proprio elettorato. Sebbene, il prof. Cotesta, nell’ambito di questo utilissimo dibattito, con la sua figura umanissima vorrei sottolineare, portandoci la sua esperienza personale, abbia ad un certo punto espresso il suo convincimento che esista comunque una risposta da dover dare alla propria coscienza, che esula dalla previsione di un risultato, che è dettata dalla necessità, urgenza, di non vivere col rimpianto, a-posteriori, di aver lasciato dell’intentato.. di aver subito passivamente.
Essere comunque presenti nella realtà politica urbana, con le proprie idee, proposte, critiche e denunce, non può aver senso se poi non si cerca la maniera di incidere in questa realtà, bisogna semplicemente decidere a cosa dedicarsi, a quale misura del bene comune votare propri sforzi. Diversamente tutto diventa un esercizio a metà, e aggiungerei io, come voler fare un salto restando poi sospesi nel vuoto a metà.
Utile proseguire quindi la nostra riflessione su alcune idee guida che sono emerse durante il dibattito, anche grazie agli interventi dei soci presenti sulle quali torneremo nel prossimo confronto.

Di seguito alcune “parole chiave” tratte dal dibattito successivo:
– chiedersi quale evoluzione avrà RC e non scende in campo
– autoreferenziali
– Dimensione nel/del territorio
– Avere una Visione, un Progetto di Città
– Problemi da porsi in merito agli aspetti demografici, all’immigrazione, all’economia e al lavoro
– Rappresentanza delle istanze sociali espressa dai partiti tradizionali
– Frammentazione culturale
– Paura del cambiamento
– Clientelismo
– L’espressione del voto non corrisponde alla collocazione sociale dei cittadini, il voto è frutto del radicamento politico – ideologico

Di Francesca Suale

Click to comment

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

ATTUALITA'

Avis Latina lancia la campagna estiva: “Prima di staccare la spina, programma il tuo dono”

Pubblicato

Dopo le iniziative dedicate alla Giornata Mondiale del Donatore di Sangue, l’AVIS Provinciale Latina guarda già all’estate e lancia una nuova campagna di sensibilizzazione per invitare i cittadini a donare sangue prima della partenza per le vacanze.

Lo slogan scelto per il 2026 è “Prima di staccare la spina, passa da AVIS”, un messaggio che richiama il periodo delle ferie ma ricorda anche l’importanza di un gesto che può salvare vite umane.

Durante i mesi estivi, infatti, il numero delle donazioni tende a diminuire, mentre il fabbisogno di sangue negli ospedali resta costante. Pazienti oncologici ed ematologici, persone coinvolte in incidenti stradali o sottoposte a interventi chirurgici continuano ad aver bisogno quotidianamente di trasfusioni e terapie salvavita.

La campagna nasce dall’analisi dell’andamento delle raccolte sul territorio provinciale e prevede una strategia di comunicazione integrata attraverso affissioni, social network, strumenti digitali e materiali informativi destinati alle sedi comunali dell’associazione.

Tra le novità c’è anche una pagina dedicata sul sito di Avis Provinciale Latina che raccoglie tutti gli appuntamenti per la donazione organizzati nei mesi di giugno, luglio e agosto dalle Avis comunali del territorio, con l’obiettivo di facilitare la prenotazione e aiutare i cittadini a individuare la sede più vicina.

Il progetto, presentato già durante l’assemblea annuale dell’associazione, punta a valorizzare il lavoro di rete delle sezioni comunali e a rafforzare la presenza di Avis sul territorio.

«Nei mesi estivi, quando le donazioni diminuiscono e il fabbisogno degli ospedali resta invariato, è fondamentale mantenere alta l’attenzione e la partecipazione dei cittadini», ha dichiarato il presidente provinciale Marcello Galloppa. «Vogliamo invitare tutti a programmare la propria donazione prima delle vacanze. È un piccolo gesto che può fare una grande differenza per chi affronta una malattia o un intervento chirurgico».

Avis Provinciale Latina rinnova quindi l’appello ai cittadini a pianificare una donazione prima della partenza per le ferie, ricordando che il sangue non può essere prodotto artificialmente e che le necessità dei pazienti non si fermano durante l’estate.

Leggi l’articolo completo

ATTUALITA'

Rosso Visciola, l’evento “slow” piace. Lola Fernandez: “Elegante come il rosso del nostro frutto”

Pubblicato

SEZZE – Non una sagra, ma un evento “slow”: “Raffinato come il colore delle nostre visciole”. Così L’assessore alla attività produttive del Comune di Sezze, Lola Fernandez racconta Rosso Visciola 2026, terza edizione della manifestazione nata per mettere il luce il frutto che condivide con il carciofo il podio di prodotto identitario del centro lepino che si è svolta sabato sera a Sezze.

Non soltanto marmellate e confetture, ma la visciola reinterpretata: gelatina di visciole, gin tonic alla visciola e spritz alla visciola combinato con il ghiacciolo di visciola, hanno accompagnato le storiche e insuperabili crostatine.

“Stiamo cercando – spiega Lola Fernandez  di promuovere un format diverso di animazione territoriale per un’eccellenza nostra che è la visciola, simbolo particolarmente importante del nostro territorio. Un evento un po’ diverso, non vogliamo fare una sagra, ma una serata più tranquilla, più elegante all’insegna appunto del Rosso visciola, che è un colore elegante. Essendo però un evento sperimentale, è logico che l’affluenza di visitatori è diversa, anche se devo dire che i numeri di questo evento sono molto interessanti”.

“Sono stati presenti diverse Pro Loco promoter del territorio, sei operatori della “Spesa nel borgo”, dieci artigiani, quattro stand gastronomici che sono stati animati dai nostri commercianti, quattro spettacoli dal vivo, un’ attrazione che veniva da Rocca Massima, il Fly in the Sky. Poi 40 cerchi artigianali che sono stati messi a disposizione nel Cid di Sezze e un giardino dove delle persone hanno potuto assaggiare la visciola, le marmellate, le crostatine. Un evento organizzato anche in collaborazione con la parrocchia Santa Lucia e anche loro sono stati protagonisti o coprotagonisti di questo evento con un loro stand gastronomico che è stato ubicato a Porta Pascibella, la processione di Sant’Antonio che quindi ha avuto il suo passaggio nel perimetro dell’evento. In totale più di 26 organizzazioni hanno collaborato, tra le altre voglio ringraziare in modo particolare la Confcommercio Lazio Sud che ha dato una grossa mano, ma anche la Provincia di Latina che ha messo a disposizione tutta la sua rete della Via Appia, la Camera di Commercio che ha patrocinato l’evento, tutti i componenti del comitato locale per l’occupazione del Cibo nella Terra del Mito e anche la Proloco di Sezze che è stata sempre presente e ha dato un grande supporto. Ci sarebbero altri da nominare, nella nostra locandina abbiamo messo tutti, richiamo ad esempio la Capol di Latina, la Castagna di Rocca Massima, così come Media 4, ente del terzo settore che ci  ha dato una mano per la parte della comunicazione e la selezione La Macchia che ha condotto il talk, un talk al quale tra l’altro hanno partecipato sia il sindaco, che i consiglieri regionali, Vittorio Sambucci e Salvatore La Penna,  Pasquale Gasalini consigliere provinciale e Fabrizio Di Sauro direttore della Compagnia dei Lepini”.

Lola Fernandez qui per Gr Latina

 

 

 

Leggi l’articolo completo

ATTUALITA'

Cancelli a Palazzo M, il no di Calandrini (FdI): “L’apertura alla città va preservata”

Pubblicato

LATINA –  Anche il senatore Nicola Calandrini, presidente della Federazione provinciale di Fratelli d’Italia Latina entra nel dibattito che si sta sviluppando intorno al progetto di chiudere la piazza di Palazzo M con dei cancelli. “L’avvio del progetto di recupero e riqualificazione di Palazzo M rappresenta una notizia importante per Latina – scrive in una nota che qui sintetizziano – … ma nutro infatti perplessità rispetto all’ipotesi di introdurre cancellate ai varchi di accesso, una soluzione che rischia di alterare il rapporto tra l’edificio e la città senza necessariamente rappresentare la risposta più adeguata alle esigenze di sicurezza”.

“Palazzo M ospita già funzioni strategiche e presidi permanenti delle istituzioni, dalla Questura alla Guardia di Finanza, che garantiscono quotidianamente controllo e presenza sul territorio. La sicurezza è un valore imprescindibile, ma non può essere ridotta esclusivamente a una barriera fisica. L’ampia prospettiva che si apre verso l’edificio e la piena fruibilità dell’area non sono elementi casuali, ma caratteristiche che appartengono alla sua identità architettonica e urbanistica”, aggiunge Calandrini che annuncia l’intenzione di avviare “un’interlocuzione con il Provveditorato Interregionale alle Opere Pubbliche, che svolge il ruolo di stazione appaltante dell’intervento. Sono certo che vi sia la massima disponibilità a valutare ogni aspetto dell’opera e a confrontarsi sulle soluzioni previste, con l’obiettivo comune di valorizzare Palazzo M, rafforzarne la sicurezza e al tempo stesso preservarne quelle caratteristiche architettoniche e identitarie che lo rendono un luogo unico e riconoscibile per tutta la comunità pontina”

Leggi l’articolo completo

Più Letti