ATTUALITA'
I seminari di RinascitaCivile
“Veniamo da molto lontano..” questo pensiero, semplice, credo condensi in una battuta l’interessantissimo excursus storico con il quale il prof. Vittorio Cotesta ha introdotto la prima parte del seminario su “La rappresentanza politico amministrativa” dedicato ai soci di Rinascita Civile. Concetti quali “laicità” , “società civile”, “autonomia dell’individuo” e “solidarietà” affondano le proprie radici nella storia dell’Umanità e sua evoluzione. Su queste tematiche esiste un dibattito ancora aperto nel mondo occidentale e, ritengo continuerà a permeare ogni epoca, non è peregrino individuare nella nostra stessa esistenza, nel microcosmo della nostra piccola città, le sue manifestazioni nel quotidiano.
Il pensiero filosofico di grandi pensatori del passato, si è addentrato in queste tematiche, partendo da diversi presupposti, per giungere a posizioni differenti, Hobbes e Locke, il primo con una concezione negativa della natura umana (homo homini lupus) che le istituzioni debbono tenere a freno, il secondo con una concezione positiva poi ripresa da Rousseau, quindi una società civile capace di autoregolarsi, che trova in Kant il suo massimo livello.
Questa stessa dicotomia appare nelle posizioni di Marx ed Hegel che guardano all’Uomo con disincanto.. ma il realismo ci impone di considerare entrambe le posizioni di volta in volta valide solo se applicate ad una osservazione parziale della realtà, nessuna generalizzazione è esatta.. dovremmo ereditare una idea di società civile a più dimensioni, rapportandoci alla realtà contemporanea poi, dove ad una globalizzazione da un lato corrisponde dall’altro una sempre maggiore solitudine di individui o gruppi, che è divenuta espressione del nostro Tempo.
Anche Latina presenta questa caratteristica di scambio tra diverse provenienze, la sua fondazione, prima, con la presenza dei Veneti, poi lo sviluppo industriale con manodopera proveniente da fuori, Ciociaria, Campania, ecc. il tutto con il problema dell’integrazione, nessuna unità culturale, riferimenti alle culture locali numerosi e grande difficoltà a creare una città con una propria dimensione e quindi una propria opinione pubblica. Poi dagli anni 80 l’immigrazione di molti stranieri, sia per la manodopera agricola che per l’assistenza agli anziani, in un contesto in cui l’Etnia è certamente una trappola e nel pluralismo culturale dire chi rappresenta chi è molto difficile, così come la presenza di un particolarismo di classe, dove esiste una borghesia e anche tanti poveri, dove la classe operaia non è rappresentata e spesso umiliata, dove i figli dei dirigenti di una volta sono oggi a dirigere le Istituzioni locali, dove sussistono le clientele, è giusto chiedersi se il sistema di potere locale si stia sfaldando e se i conflitti interni siano tali da portare a una ridistribuzione del potere.
Qualsiasi progetto si voglia elaborare partendo dall’oggi deve darsi dei tempi. Partire dalla creazione della rete delle associazioni autonome, per individuare idee riguardanti il bene comune, affrontando in primis la questione dell’occupazione. Purtroppo da molto tempo manca un’idea di città, l’ultimo Sindaco che ha espresso un concetto della città di Latina è stato Antonio Corona, poi in successione sono mancati progetti, c’è stata una sorta di militarizzazione del territorio utile a creare solo una rete di voti.. la nostra città ha avuto 30 anni di vuoto che, in un contesto già difficile, è andato a sommarsi alla frammentazione etnica, alla mancanza di una identità da difendere, alla paura del cambiamento. E oggi chiedersi come poter trasferire le nostre aspirazioni, questa nostra urgenza di cambiamento, in una realtà così frammentata, è complesso.. perché la questione della rappresentanza è di per sé complicatissima. Non esiste mai una corrispondenza sociale, non esiste una regola di base., spesso è l’attore politico che si crea il proprio elettorato. Sebbene, il prof. Cotesta, nell’ambito di questo utilissimo dibattito, con la sua figura umanissima vorrei sottolineare, portandoci la sua esperienza personale, abbia ad un certo punto espresso il suo convincimento che esista comunque una risposta da dover dare alla propria coscienza, che esula dalla previsione di un risultato, che è dettata dalla necessità, urgenza, di non vivere col rimpianto, a-posteriori, di aver lasciato dell’intentato.. di aver subito passivamente.
Essere comunque presenti nella realtà politica urbana, con le proprie idee, proposte, critiche e denunce, non può aver senso se poi non si cerca la maniera di incidere in questa realtà, bisogna semplicemente decidere a cosa dedicarsi, a quale misura del bene comune votare propri sforzi. Diversamente tutto diventa un esercizio a metà, e aggiungerei io, come voler fare un salto restando poi sospesi nel vuoto a metà.
Utile proseguire quindi la nostra riflessione su alcune idee guida che sono emerse durante il dibattito, anche grazie agli interventi dei soci presenti sulle quali torneremo nel prossimo confronto.
Di seguito alcune “parole chiave” tratte dal dibattito successivo:
– chiedersi quale evoluzione avrà RC e non scende in campo
– autoreferenziali
– Dimensione nel/del territorio
– Avere una Visione, un Progetto di Città
– Problemi da porsi in merito agli aspetti demografici, all’immigrazione, all’economia e al lavoro
– Rappresentanza delle istanze sociali espressa dai partiti tradizionali
– Frammentazione culturale
– Paura del cambiamento
– Clientelismo
– L’espressione del voto non corrisponde alla collocazione sociale dei cittadini, il voto è frutto del radicamento politico – ideologico
Di Francesca Suale
ATTUALITA'
Bocciato il sequestro della spiaggia del Miramare a Latina, torna regolare l’attività balneare
E’ tornata accessibile già da ieri mattina la spiaggia dell’Hotel Miramare di Latina dopo che la procura non ha convalidato il sequestro preventivo eseguito nei giorni scorsi dalla Guardia di Finanza. I sigilli apposti la mattina dell’8 settembre per presunte irregolarità sul titolo concessorio sono stati quindi rimossi. L’area interessata è tornata fruibile ed ha così ripreso regolarmente tutte le sue attività balneari. I clienti già venerdì sera avevano ricevuto il messaggio che da sabato 12 la spiaggia sarebbe tornata accessibile.
ATTUALITA'
Erba alta in via Valmontorio, si rischiano gravi incidenti stradali, la segnalazione arriva dall’Associazione Italiana Familiari e Vittime della Strada
“Sono sempre più numerose le segnalazioni che ci giungono dai cittadini riguardo la situazione di degrado in cui versa via Valmontorio”. Lo denuncia Giovanni Delle Cave, Responsabile Sedi di Latina e Frosinone dell’Associazione Italiana Familiari e Vittime della Strada. “La strada che congiunge la zona di Foce Verde a Torre Astura, infatti, è ormai quasi completamente invasa dall’erba alta ed incolta, la quale rende altamente pericolosa la sua percorrenza. Le sterpaglie che invadono trequarti della corsia di marcia, infatti, influiscono pesantemente sulla visibilità, in particolar modo nei pressi della pericolosissima curva, dove è praticamente impossibile per gli automobilisti comprendere chi giunge dall’altro senso. Si prega di intervenire con la massima urgenza.”
ATTUALITA'
Consumo di suolo, Latina ben sopra la media nazionale. Italia Nostra: “Varianti Via Zani e Via della Rosa, parliamone”
LATINA – In un momento in cui è aperto il dibattito sulle misure necessarie a combattere la crisi climatica in atto, non confortano i dati che riguardano Latina e provincia. “Secondo gli ultimi monitoraggi – riporta Italia Nostra – a Latina e sul territorio provinciale, la copertura artificiale del territorio ha raggiunto il 15,5%, posizionandosi a ben +6,66 punti percentuali sopra la media nazionale e indicano che sono stati cementificati 336 m² per abitante”. La riflessione proposta dal direttivo dell’associazione guidata dall’architetta Maria Teresa Accatino, non è casuale e anzi riguarda due piani urbanistici in variante: quello di Via Zani e quello di Via della Rosa dove l’intervento richiederebbe il sacrificio di un’area boscata.
Riceviamo e pubblichiamo qui, la riflessione aperta di Italia Nostra nella sua versione integrale.
“Una cartellonistica pubblicitaria rende noto che in un’area di via Zani stanno per iniziare i lavori per realizzare nuovi insediamenti residenziali in variante allo strumento urbanistico generale. Niente di nuovo. La variante urbanistica è in discussione da anni e riguarda anche un’area di via della Rosa di cui fino a poco tempo fa era esposto il cartello. In via Zani si tratta di una vasta area libera vicino al corso d’acqua naturale del Gorgoglicino, mentre in via della Rosa si tratta di un’area occupata da un bosco di cui ancora si sta decidendo se è bosco o no. Ciò che ci stupisce però è il fatto che in questo difficile periodo che stiamo vivendo per crisi climatica e arresto della crescita di popolazione, non si ripensi a certe scelte, maggiormente in via della Rosa in cui l’intervento richiederebbe l’eliminazione dell’area boscata.
In Italia il fenomeno del consumo del territorio continua a crescere a ritmi elevati, con decine di chilometri quadrati persi ogni anno a causa della trasformazione di superfici naturali o agricole in aree occupate da edifici, strade e infrastrutture. A Latina, la situazione legata al consumo di suolo presenta da tempo criticità strutturali importanti, con valori di copertura artificiale nettamente superiori rispetto alla media nazionale. Gli ultimi monitoraggi e report scientifici riportano che nel Comune Capoluogo e nel territorio provinciale la copertura artificiale del territorio ha raggiunto il 15,5%, posizionandosi a ben +6,66 punti percentuali sopra la media nazionale e indicano che sono stati cementificati 336 m² per abitante.
Lo strumento urbanistico generale approvato nel 1972 prevedeva una popolazione abitativa che si sarebbe insediata a Latina tra il 1980 e gli anni successivi, di 160.000 abitanti circa. La previsioni
costruttive da tempo sono state realizzate tutte, o quasi, a fronte di una popolazione ad oggi di circa 135.000 abitanti. Ne consegue che esistono volumetrie residenziali e complementari alla residenza superiori a quelle preventivate in sede di predisposizione del PRG. Le ampie zone previste a ridosso della città da destinare all’industria e all’artigianato risultano oggi in parte abbandonate con fabbricati sovrastanti fatiscenti a causa della crisi dei due settori, come per esempio quelle sull’asse della Strada Statale n. 156 e della strada comunale via Piave, che si sono realizzate con le infrastrutture ed i servizi necessari per renderle funzionali alla destinazione d’uso prevista.
Italia Nostra Latina, certa che le procedure che hanno portato all’approvazione di dette varianti urbanistiche sono corrette, prende atto con rammarico che ancora una volta si sceglie il consumo di territorio agricolo e aree vergini per realizzare residenze. Non si è preferito dare priorità al riuso di aree già edificate, degradate o dismesse tramite quelle procedure previste dalla normativa urbanistica che consentono un processo di recupero e di trasformazione di parti di città dismesse e migliorare conseguentemente l’efficienza energetica, la mobilità urbana e contenere la spesa per
la manutenzione di strade e delle reti di servizi per le residenze.
Dato il tempo trascorso dalle scelte fatte per detti interventi e la normativa nazionale e regionale che è intervenuta nel frattempo (vedi quella sulla Rigenerazione Urbana), il nostro suggerimento è
un invito a promuovere un incontro per dibattere il problema così come prevede l’art. 2 e seguenti dello Statuto del Comune di Latina, con associazioni e anche con la stampa”.
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