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CRONACA

Tribunale a rischio fallimento

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Piazza del tribunale (con seminatore)LATINA – “Le recentissime vicende giudiziarie che riguardano il Tribunale di Latina mettono in luce un aspetto allarmante che riguarda lo stato di salute del sistema giustizia pontino”. Lo scrive l’avvocato Giuseppe Pannone in una nota di riflessione che qui pubblichiamo integralmente.

“Se, da una parte, l’oggetto delle indagini in corso e la qualità delle persone coinvolte accresce la sensazione di sostanziale sfiducia dei cittadini, dall’altra lo stato delle pendenze è a dir poco allarmante.
I dati sono davvero sconfortanti..
Il Tribunale di Latina dispone di 37 Magistrati di cui meno della metà si occupano della materia civile (dalle cause ordinarie, a quelle di famiglia, fino alle esecuzioni) a fronte di circa 40.000 procedimenti pendenti; senza contare il carico ereditato dalla sezione di Gaeta e quanto arriverà a breve da Terracina.
Nella sezione lavoro a fronte di quasi 11.000 cause (cui si aggiungono i procedimenti sommari come i decreti ingiuntivi), attualmente sono in “forza” solo 3 magistrati, e se è previsto l’arrivo di un nuovo Giudice per questa estate dall’altra parte uno degli attuali Magistrati andrà in pensione alla fine del 2015.
La sezione Fallimenti attualmente ha un solo Giudice delegato. Tra il 2010 ed il 2014 c’è stata un aumento di oltre il 60% delle dichiarazioni di fallimento (dai 79 del 2010 ai 160 del 2014), mentre l’anno scorso le istanze di dichiarazione di fallimento sono state ben 431.
Peraltro il problema non riguarda solo il numero dei Magistrati, la carenza è allarmante anche per quanto riguarda i dipendenti del Tribunale, data la carenza cronica di impiegati e cancellieri.
Siamo di fronte ad una vera e propria emergenza denunciata da tempo da tutti i soggetti interessati (giudici, personale ed avvocati) e che danneggia direttamente l’economia pontina, la parte sana della società e delle imprese che, di fronte ad un qualsiasi problema (dalla lite condominiale, alle vicende familiari, dalla vertenza di lavoro al diritto di veder soddisfatto un credito), oltre all’incertezza tipica di ogni procedimento giudiziario, deve fare i conti con tempi biblici ed incertezze di ogni tipo.
E’ un dato certo che la farraginosità, i ritardi, le difficoltà varie che derivano da un sistema inefficiente, non solo minano l’efficacia dei procedimenti giudiziari, ma soprattutto sono terreno fertile per chi cerca scorciatoie, per i meccanismi clientelari e corruttivi.
Se non vogliamo arrivare alla dichiarazione di fallimento del Tribunale di Latina e far capitolare definitivamente ogni possibilità di ripresa, se davvero si vuole affrontare il tema della legalità e contrastare seriamente il fenomeno della criminalità organizzata, delle speculazioni, dei sistemi illegali sempre più diffusi e radicati in terra pontina, serve un impegno serio, concreto e condiviso di tutte le forze sociali e di quelle politiche, esercitatesi in inutili comunicati stampa e pompose dichiarazioni di intenti”. Giuseppe Pannone 

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CRONACA

Latina, pesca notturna sul fiume Astura: sanzioni per 520 euro a due persone

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Due persone sono state sorprese mentre pescavano di notte lungo il fiume Astura, nella zona di Ponte Materiale, a Borgo Montello. Per entrambi sono scattate sanzioni amministrative da parte dei Carabinieri Forestali di Latina, impegnati nei controlli per la prevenzione e la repressione degli illeciti ambientali.

L’accertamento è stato effettuato nei giorni scorsi. I militari hanno individuato i due soggetti mentre esercitavano attività di pesca in orario notturno. Uno dei due, inoltre, era sprovvisto della licenza prevista dalla normativa.

Per le violazioni sono stati contestati tre verbali amministrativi, per un importo complessivo di 520 euro. Nel dettaglio, la pesca in orario non consentito comporta una sanzione di 200 euro, mentre l’esercizio dell’attività senza regolare licenza prevede una multa di 120 euro. Le attrezzature da pesca in dotazione ai due soggetti sono state inoltre sottoposte a sequestro amministrativo.

I Carabinieri Forestali ricordano che, secondo la normativa regionale vigente, la pesca nelle acque interne è consentita soltanto da un’ora prima dell’alba a un’ora dopo il tramonto e a condizione di essere in possesso della specifica licenza. L’attività svolta al di fuori di questi orari è sanzionata come pesca di frodo.

I controlli sul territorio proseguiranno per contrastare le violazioni e tutelare l’ambiente. L’Arma invita inoltre i cittadini a segnalare eventuali comportamenti che possano provocare danni alle risorse naturali o alla salute pubblica, anche attraverso il numero di emergenza ambientale 1515.

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CRONACA

Latina, commemorati i Caduti dell’Arma dei Carabinieri

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Una cerimonia per ricordare i Carabinieri che hanno sacrificato la propria vita per la Patria e nell’adempimento del proprio dovere. Questa mattina, 2 novembre, in occasione della giornata dedicata alla commemorazione dei defunti, si è svolto a Latina il tradizionale omaggio ai Caduti dell’Arma, in piazza Caduti di Nassiriya, davanti al Comando Provinciale dei Carabinieri.

La cerimonia è stata presieduta dal comandante provinciale, il colonnello Luca Palmieri, e ha visto la partecipazione dei familiari dei Carabinieri caduti della provincia, di una rappresentanza dei militari del Comando Provinciale e dei componenti dell’Associazione Nazionale Carabinieri.

Nel corso del momento commemorativo, accompagnato dagli interventi di un trombettiere, è stata deposta una corona al monumento “Il Carabiniere”, in memoria di quanti hanno perso la vita al servizio delle istituzioni e della collettività.

Un appuntamento solenne che rinnova il ricordo dei Caduti e testimonia il legame tra le diverse generazioni dell’Arma, attraverso la presenza dei familiari, dei militari in servizio e dell’Associazione Nazionale Carabinieri.

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CRONACA

Palaboxe di via Aspromonte, il Comune intima il rilascio entro 15 giorni: in attesa della sentenza del TAR

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Il Comune di Latina ha intimato all’ASD Boxe Latina di lasciare il Palaboxe di via Aspromonte entro 15 giorni, senza ulteriore diffida. La vicenda è stata al centro del Question Time di questa mattina in Consiglio comunale, dove l’assessore allo Sport Andrea Chiarato ha risposto all’interrogazione presentata dalla consigliera Valeria Campagna sul mancato rilascio dell’impianto, nonostante la scadenza del termine fissato al 30 settembre 2026.

Nel corso della seduta, Chiarato ha ricostruito l’iter della procedura di affidamento. Nell’aprile 2026 il bando di gara si era concluso con l’aggiudicazione dell’impianto all’ASD Boxe Latina. A maggio era seguita la consegna in via d’urgenza della struttura, ma il secondo classificato aveva presentato ricorso al TAR del Lazio e successivamente al Consiglio di Stato. Quest’ultimo aveva sospeso l’aggiudicazione, rinviando la controversia al TAR per la fissazione dell’udienza di merito, prevista per l’11 novembre.

In attesa della decisione dei giudici, il Comune aveva sospeso la stipula del contratto e, con una nota dell’8 luglio, aveva intimato all’associazione di lasciare l’impianto entro 30 giorni. Successivamente era stata concessa una proroga per consentire uno sgombero ordinato. Alla scadenza del 30 settembre, però, l’ASD Boxe Latina aveva chiesto un ulteriore rinvio, fino alla conclusione del giudizio davanti al TAR.

La richiesta è stata respinta dall’amministrazione con una comunicazione del 30 ottobre, che ha fissato un nuovo termine di 15 giorni per la riconsegna della struttura.

Nella stessa nota il Comune ha richiesto un’indennità di occupazione pari a 54,78 euro per ogni giorno, fino alla restituzione dell’impianto. Le somme complessivamente maturate e richieste all’associazione ammontano, al 28 ottobre, a 139.866,45 euro. Nel dettaglio, 121.580,50 euro si riferiscono al periodo 2016-2025, altri 7.775,86 euro al periodo da settembre 2025 a maggio 2026 e 10.510,09 euro alla consegna in via d’urgenza e alla successiva occupazione senza titolo. A questi importi si aggiungeranno le ulteriori indennità fino al rilascio.

L’assessore ha precisato che, a oggi, il Comune non ha ancora incassato canoni o indennità e che le utenze non sono a carico dell’amministrazione.

La questione resta legata all’esito del contenzioso. Come spiegato da Chiarato, la sentenza del TAR potrà confermare l’aggiudicazione, aprire la strada a una nuova consegna e alla stipula del contratto, oppure determinare lo scorrimento della graduatoria o la ripetizione della gara. Il Comune valuterà eventuali iniziative successive anche attraverso un confronto con l’Avvocatura.

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