il danno e la beffa

Discariche abusive nella zona di Ninfa, danneggiata la Fondazione Caetani

La cava sequestrata era stata comprata da Donna Lelia per evitare che fosse coltivata

rifiuti

LATINA –  Due aree di circa 4.500 mq  in zona soggetta a vincolo paesaggistico nei pressi di Ninfa sono state sequestrate nei giorni scorsi dalla Guardia di Finanza, una di queste è di proprietà della Fondazione Roffredo Caetani che puntualizza: “Nulla essa ha a che vedere fisicamente con il “giardino di Ninfa” e con l’area del Monumento naturale Giardino di Ninfa aperto al pubblico”.

Centinaia di chili di rifiuti speciali (in alcuni casi pericolosi) sono state gettate da gente senza scrupoli, che si disfa di ogni cosa senza pensare minimamente ai danni ambientali che causa. L’operazione dopo normali attività di esplorazione dall’alto compiute dai militari sul territorio della Regione, è stata compiuta con l’ausilio dei tecnici dell’A.R.P.A. Lazio e dell’A.S.L. di Latina. E’ scattata la denuncia contro  ignoti per il reato di abbandono e deposito incontrollato di rifiuti. Materiale edile, blocchi di cemento, blocchi di asfalto, fusti di pittura, in parte rovesciata a terra, apparecchiature elettriche ed elettroniche fuori uso, e ancora materassi, plastica, lastre di eternit è quanto hanno ritrovato i finanzieri.

Ora la Fondazione Caetani, ritenendosi danneggiata in prima persona, sta valutando la possibilità di sporgere denuncia contro ignoti. Infatti la cava fu acquistata da Lelia Caetani proprio a protezione dell’ambiente nell’area prossima al giardino di Ninfa: Su quel territorio la stessa Principessa Caetani ha sollecitato e ottenuto l’apposizione del vincolo paesistico con la successiva istituzione dell’Oasi di Ninfa, territorio anche esterno a Ninfa, di circa 1850 ettari, non appartenente che in minima parte alla Fondazione – si legge nella nota – La cava era difesa da un cancello di ferro e da massi per impedire l’accesso a mezzi capaci di trasportare i materiali rinvenuti dalla Guardia di Finanza. Il cancello è stato rubato e i massi risultano spostati illegittimamente da chi ha eseguito il deposito abusivo. La ex cava non si trova nel “complesso paesaggistico del giardino di Ninfa”, ma, all’interno dell’“oasi venatoria” ampia circa 1850 ettari apposta con delibera della Giunta regionale del Lazio n. 3399 del 1973. La Fondazione, che ringrazia la Guardia di Finanza per l’operazione svolta, si sta da sempre battendo contro ogni forma di abusivismo edilizio e di discariche abusive, e ritiene che queste operazioni di ignoti siano da interpretare anche come una vigliacca reazione contro tale politica di tutela”.

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