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CRONACA

Cocaina, hashish e ketamina, in manette due ragazzi albanesi e un italiano

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CARABINIERI GENERICA ANTONIOGAETA –  Spacciavano cocaina, hashish e ketamina, tre persone sono finite in manette in un’operazione dei carabinieri scattata questa mattina all’alba. Si tratta di un gruppo dedito al traffico e allo spaccio di sostanze stupefacenti, che dalla provincia di caserta raggiungevano il sud pontino. “Abbiamo stroncato un florido mercato – spiegano i carabinieri – I tre arrestati era divenuti sicuro punto di riferimento di giovanissimi assuntori sia a Gaeta che a Formia”. I tre erano particolarmente attivi nelle zone della movida, in particolare nel centro storico.

I militari della Tenenza Carabinieri di Gaeta, in collaborazione con il Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia Carabinieri di Formia, coordinati dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cassino hanno dato esecuzione a tre misure cautelari personali, emesse dal Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Cassino. Il provvedimento ha raggiunto due cittadini albanesi e un italiano ritenuti responsabili di traffico continuato di sostanze stupefacenti. In carcere Flogert Kolici, 23 anni, Dhurim Shini di 22, mentre un terzo Ferdinando Battista di 36 anni è stato sottoposto agli arresti domiciliari. Spacciatori di riferimento per molti ragazzi, mettevano paura con minacce a chi, dopo aver preso la dose a credito, tardava a pagare.
“Senti, ma puoi venì con Kendi sto con 5 amici a cena pago tutto in anticipo”, una delle frasi facilmente decifrate dagli investigatori cui è seguita la consegna dello stupefacente.
L’operazione Rexton era partita  alla fine del 2014 quando fu sequestrato un ingente quantitativo di cocaina destinata al mercato locale dello spaccio. Nel corso dell’indagine sono state arrestate in in flagranza di reato, per traffico di sostanze stupefacenti sette persone e denunciate 26 (ritenute responsabili, a vario titolo, di traffico stupefacenti, estorsione, favoreggiamento personale). Segnalati alla Prefettura tre assuntori.

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CRONACA

Partigiani pontini: medaglia al Valor Militare a Dante Calisi consegnata al Comune di San Felice Circeo

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SAN FELICE CIRCEO – Un cittadino di San Felice Circeo, Dante Calisi, caduto durante la Resistenza, ha ricevuto in occasione del 25 aprile la Medaglia d’Argento al Valor Militare “alla memoria” attribuita dallo Stato italiano. Il riconoscimento è stato consegnato dalla prefetta di Latina Vittoria Ciaramella, alla sindaca Monia Di Cosimo nel corso della cerimonia provinciale per l’Anniversario della Liberazione tenutasi a Borgo Sabotino.

Il riconoscimento ricorda l’azione di Calisi, comandante di una compagnia mitraglieri sull’isola di Lero, che dopo l’8 settembre 1943 partecipò alla difesa contro le forze tedesche distinguendosi per coraggio e senso del dovere, fino alla cattura e alla successiva uccisione da parte dei nazisti.

«Ricevere questa medaglia a nome della nostra comunità – ha dichiarato il Sindaco Monia Di Cosimo – significa restituire al Circeo un frammento essenziale della sua storia civile. Dante Calisi ha incarnato il coraggio di chi sceglie la libertà quando farlo comporta il sacrificio più grande. La sua vicenda ci ricorda che la democrazia non è un’eredità acquisita, ma un impegno quotidiano. Oggi San Felice Circeo lo onora con profonda gratitudine».

L’Amministrazione Comunale rivolge un ringraziamento ai familiari di Dante Calisi, presenti alla cerimonia, per aver custodito negli anni la memoria del loro congiunto e per aver condiviso con la comunità un patrimonio umano e morale di grande valore. «A loro – ha aggiunto il Sindaco – va il nostro più sincero riconoscimento. La loro testimonianza ha permesso di mantenere viva la storia di Calisi e di trasmetterla alle nuove generazioni con rispetto e verità».

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CRONACA

Pallini contro l’Anpi, donna di Aprilia ferita il 25 Aprile a Roma, si cerca l’autore

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APRILIA– Proseguono le indagini della Digos sul grave episodio avvenuto durante le celebrazioni del 25 aprile a Roma quando uno sconosciuto ha esploso pallini contro due attivisti dell’Anpi prima di dileguarsi.  Feriti Rossana Gabrieli, una psicologa 60enne di Aprilia, e il suo compagno Nicola Fasciano. Gli investigatori hanno acquisito le immagini delle numerose telecamere di vigilanza che si trovano nell’area dove sono avvenuti i fatti e le immagini del giorno precedente, ipotizzando che l’autore, al momento ancora sconosciuto, possa aver compiuto un sopralluogo il giorno precedente. Chi indaga potrebbe già avere la targa dello scooter bianco con cui l’aggressore è arrivato: indossava  un casco integrale scuro e una mimetica verde chiaro quando alle 15 circa si è fermato all’incrocio con via delle Sette Chiese e ha sparato colpendo la donna a una spalla, mentre l’uomo è stato ferito al collo.

Sinistra Italiana, il partito nel quale milita la donna ferita, esprime la sua piena solidarietà parlando di “un’aggressione vile e inquietante che ferisce non solo due persone, ma il senso stesso della Festa della Liberazione”. “Colpire due persone durante una manifestazione del 25 aprile, mentre indossano simboli dell’ANPI, a cui diamo la nostra solidarietà, e partecipano a una giornata di memoria e Resistenza, ha un significato politico preciso –  si legge in una nota – .. La democrazia si difende anche chiamando le cose con il loro nome: l’antifascismo non è una parte, è il fondamento della Repubblica”.

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Latina, sciame d’api in piazza Orazio, arriva l’apicoltore

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LATINA – Uno sciame d’api in Piazza Orazio a Latina ha richiesto l’intervento di un apicoltore. La colonia, sabato sera al tramonto, si era posata su pali di sostegno in legno presenti al centro del giardino della piazza. Dopo la segnalazione da parte dei residenti, nel popoloso quartiere di Latina è arrivata la polizia che ha chiesto l’intervento dell’esperto. Giunto sul posto, l’allevatore di api ha indossato la tuta protettiva, poi, usando un attrattore contenuto in un contenitore spray, ha favorito lo spostamento dello sciame in un apposito contenitore, quindi l’ha sigillato senza danneggiare i preziosi insetti e lo ha trasferito in un luogo sicuro. (le foto sono state pubblicate su Fb da un cittadino che ha deciso di documentare la sequenza)

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