ECONOMIA
Mutui, le banche erogano di più, anche agli stranieri
LATINA – Termometro in rialzo per le erogazioni bancarie destinate all’acquisto delle abitazioni. I segnali positivi emergono sulla base di un campione rappresentativo di banche, a coprire oltre l’80% del mercato, il quale attesta come nei primi nove mesi del 2016 il barometro CRIF segni un +11,6% di nuovi mutui su base annua. In aumento non sono solo i contratti, ma anche gli importi medi erogati. Molto è dovuto alle surroghe? Non più, se è vero che se ne evidenzia un deciso calo rispetto ai nuovi mutui acquisto, ciò consolidando la tendenza di progressivo recupero della domanda di essi verso i volumi pre-crisi. «Il trend nella nostra provincia è in termini percentuali assolutamente sovrapponibile al dato nazionale – commenta il presidente provinciale Fiaip Santino Nardi. Entrando nello specifico, nella nostra zona i mutui a tasso variabile rappresentano attorno al 43% delle nuove erogazioni complessive; mentre nei primi nove mesi dell’anno si è registrato un notevole incremento dei mutui a tasso fisso, che hanno raggiunto i due terzi delle nuove erogazioni». Gli Istituti insomma hanno allargato i cordoni? «In parte è così – risponde Nardi -, il termine della discesa di tutti gli indicatori economico finanziari e la prospettiva di una ripresa ormai visibile ha fatto sì che le banche siano tornate a concedere fiducia, seppur con tanta cautela e non certo come nel periodo ante 2007. Diciamo che le casseforti non sono più serrate a doppia mandata». Inoltre nel nostro Paese, recita il rapporto Fiaip, se è vero che per oltre l’85% vengono finanziati mutui destinati a cittadini italiani, una forte spinta al credito immobiliare è data dalla domanda sempre crescente da parte degli immigrati. «Vivono e lavorano in Italia, qui crescono i loro figli e costruiscono il loro futuro – spiega Nardi -; normale che, dopo anni passati a pagare l’affitto, anch’essi decidano di fare un mutuo e comprare casa. Lo scorso anno oltre il 13% dei mutui è stato concesso a cittadini stranieri in Italia, e l’accesso al credito rappresenta un aspetto di rilevanza cruciale nel processo di inclusione dei nuovi Italiani». Le nazionalità più rappresentate nella nostra zona sono quelle rumena (con una quota pari al 21,1% del totale), seguiti dagli albanesi (attorno al 5,9%) e dai marocchini (5,4%). La quota di domande effettuate da moldavi, ucraini, da cittadini dello Sri Lanka e dell’Ecuador è compresa tra il 2,8% e il 2,4%, mentre quella di senegalesi, indiani e cittadini del Bangladesh si attesta tra il 2,3% e il 2,0% del totale. «L’età media dei mutuatari stranieri che hanno sottoscritto un finanziamento ipotecario in Italia è 38,5 anni: in totale circa il 60% ha comunque meno di 44 anni – continua Nardi -; come è logico attendere la maggior parte dei mutui viene erogata per acquistare casa, motivazione che rappresenta il 95,8% del totale, mentre le sostituzioni e le surroghe costituiscono il 4,2%». Uno straniero su due sottoscrive mutui a tasso fisso, e la durata media dei mutui sottoscritti dagli immigrati è pari a 25 anni, per un importo mediamente intorno ai 120mila euro. Dall’analisi globale effettuata dal CRIF emergono anche situazioni curiose, come quella della comunità cinese, al quarto posto per presenze ufficiali, mentre per numero di richieste credito si colloca solamente al sedicesimo con una quota parte pari allo 0,9%, fornendo una conferma della ridotta propensione di quella etnia a ricorrere al circuito bancario tradizionale, preferendo forme di finanziamento alternative riconducibili alla cerchia familiare o amicale, comunque all’interno della proprio comunità. Dall’analisi della distribuzione delle domande di credito spicca anche la dinamica che caratterizza il comportamento dei cittadini provenienti dai Paesi dell’Africa sub-sahariana, ad eccezione dei senegalesi, che evidenziano un’attitudine a richiedere finanziamenti bancari decisamente inferiore alla media. «Il business immobiliare non può più fare a meno degli stranieri, molti dei quali sono invogliati all’acquisto dai prezzi di vendita in calo rispetto alle locazioni, che hanno tenuto di più – conclude Nardi -; e val la pena di ricordare che il 13% sulla quota complessiva mutui è un dato che torna, perché è anche, con buona approssimazione, il contributo fornito dagli stranieri al Prodotto lordo italiano. Un dato su cui riflettere prima di lanciarsi in pregiudizi affrettati».
ECONOMIA
Colture colpite da Xylella, Tripodi (Fi): “Dalla Regione Lazio aiuti concreti alle imprese agricole”
LATINA – La Regione Lazio stanzia 200mila euro a sostegno delle imprese agricole colpite dalla Xylella fastidiosa, costrette ad abbattere e distruggere le piante infette o a rischio. Il provvedimento va incontro alle aziende che, per rispettare le prescrizioni del Servizio Fitosanitario, hanno dovuto eliminare colture in produzione – in particolare mandorleti – “subendo un danno economico diretto e immediato”. Il contributo, in regime “de minimis”, potrà arrivare fino a 50mila euro per impresa nell’arco di tre anni.
“Di fronte alla Xylella non possiamo lasciare soli i nostri agricoltori – dichiara Orlando Angelo Tripodi –. Se lo Stato impone l’abbattimento delle piante per tutelare l’interesse collettivo, è giusto che la Regione intervenga per sostenere chi paga il prezzo più alto. Questo è un atto di responsabilità verso le imprese e verso l’economia agricola del Lazio”.
La gestione del bando sarà affidata ad ARSIAL, che curerà l’erogazione degli indennizzi alle aziende ammesse.
ECONOMIA
Pontinia, continuano i lavori per l’istituzione del distretto bufalino
PONTINIA – Continuano i lavori per l’istituzione del Distretto bufalino, l’organizzazione intercomunale che avrà come obiettivo la promozione e la tutela dei prodotti derivati dal latte e dalla carne di bufala dell’agro pontino, attraverso un sistema unitario che sia in grado coinvolgere i diversi attori del settore. Dopo un incontro avuto con alcuni amministratori di diversi Comuni aderenti presso l’aula consiliare del Comune di Pontinia, sono iniziate le procedure per la condivisione e la firma dello statuto del Distretto bufalino. Il documento è stato prima di tutto concordato con gli allevatori e, domani 13 dicembre, la commissione agricoltura del Comune di Pontinia ne certificherà la presa d’atto. Continua bene il percorso per l’istituzione del distretto, un progetto che ha come capofila la città di Pontinia, con l’impegno in prima fila del sindaco Eligio Tombolillo e l’assessore all’agricoltura Giovanni Bottoni, e che vede il coinvolgimento di ben 11 Comuni, allevatori, istituti di credito e associazioni di categoria, così come centri di ricerca e di formazione. Sempre sullo statuto, entro il 31 gennaio gli altri Comuni ne daranno il via libera.
Infine, il percorso per l’istituzione del distretto prevederà altri passi importanti, così come illustrato dall’assessore Bottoni: “Una volta completato l’iter convocheremo un’assemblea generale per comporre il Consiglio di Amministrazione, formato dai Comuni e da una larga rappresentanza degli allevatori. Inseriremo inoltre la Camera di Commercio, la Provincia di Latina, gli istituti di credito e gli istituti di ricerca: a tal proposito l’Università della Tuscia ha già manifestato la volontà di investire in maniera considerevole sull’iniziativa. Nell’incontro del 9 dicembre abbiamo stabilito di allargare ulteriormente il numero di componenti del consiglio direttivo e di adottare misure che rafforzino la tutela delle aziende e consentano al distretto di farsi portavoce delle problematiche del settore attraverso le segnalazioni al Ministero competente. Siamo molto soddisfatti dei passi compiuti, la validità del progetto è testimoniata dalle tante adesioni e dal fatto che siamo stati contattati da numerose aziende locali e dei centri limitrofi. La Commissione di martedì segnerà un ulteriore decisivo passo a Pontinia ma anche negli altri Comuni c’è la ferma volontà di stringere i tempi per diventare subito operativi”.
ECONOMIA
“Risorse in Comune”, Sezze riceverà un finanziamento di 100 mila euro
SEZZE – Il Comune di Sezze è uno dei comuni finanziati dall’avviso pubblico “Risorse in Comune”, e riceverà un finanziamento pari a 100.756,39 euro. L’iniziativa, promossa dal Dipartimento della Funzione Pubblica, si inserisce nel quadro del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) e mira a potenziare la capacità amministrativa degli enti locali. Il progetto è stato concepito per sostenere i Comuni italiani nel loro percorso di modernizzazione, incentivando la trasformazione organizzativa e digitale. E’ intenzione dell’amministrazione impiegare il finanziamento per acquisire una serie di beni e servizi finalizzati a: migliorare l’organizzazione degli uffici e la gestione dei flussi di lavoro, rendere più funzionali e moderni gli spazi di lavoro per il personale comunale, potenziare l’efficienza informatica dell’ente, con l’acquisto di nuove tecnologie e software, valorizzare il capitale umano, attraverso percorsi di formazione e aggiornamento professionale. “Investire sulla capacità amministrativa – spiega l’Assessore Attività Produttive, Politiche del Lavoro, Innovazione e Finanziamenti Pubblici Lola Fernandez – significa investire direttamente sul benessere dei nostri cittadini. Grazie a queste risorse, potremo rendere il nostro Comune più moderno ed efficiente, capace di rispondere in modo sempre più efficace alle esigenze della comunità. Continuiamo a lavorare per cogliere tutte le opportunità offerte dal PNRR, consolidando il percorso di crescita e sviluppo del nostro territorio, che ha già visto importanti risultati su altri fronti, come le politiche giovanili, l’innovazione, il lavoro e la valorizzazione del nostro patrimonio enogastronomico e culturale”.
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