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CRONACA

Pronto soccorso Goretti, terzo giorno di attesa in barella per il paziente “X”. L’odissea del pasto

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LATINA – Il nostro paziente “X” è sempre in barella al pronto soccorso. Da sabato mattina alle 7 sono passati tre giorni pieni e il posto letto fino ad ora non si è liberato. Dunque non potendo essere dimesso perché in attesa di intervento chirurgico, resta dov’è, nei locali al piano terra del Goretti, in una situazione che non è ingeneroso definire lesiva della dignità. Lo siamo andati a trovare: le barelle sono ammassate a distanza di 10 centimetri l’una dall’altra, donne e uomini insieme, pazienti (nel senso più proprio del termine)  con esigenze e patologie diverse che condividono uno spazio divenuto angusto a causa del sovraffollamento: 15 persone nella stessa stanza e i parenti fatti entrare a turno per portare un minimo di conforto.

La cosa peggiore sono i bagni, infrequentabili, con il cattivo odore che prende allo stomaco. Decine ad usare gli stessi servizi igienici che avrebbero bisogno di pulizie continue (come ormai avviene in autogrill e stazioni, ma non in ospedale). Lavarsi è una parola grossa, un lusso, con conseguenze immaginabili per l’igiene personale. Per non parlare dell’ipocrisia del separè quando donne e uomini devono essere visitati in presenza di persone sconosciute dell’altro sesso. La privacy, correttamente tutelata se qualcuno tira fuori un cellulare per documentare lo stato della situazione, in questo caso non solo non conta nulla, ma si ha l’impressione che venga usata per evitare imbarazzante pubblicità negativa.

C’è poi il cibo: si mangia seduti sulla barella-letto, senza tavolino, ma anche senza il minimo appoggio. Il pasto viene servito in una ciotola di plastica con dentro una minestra non riscaldata e  la  sigillatura (una resistente pellicola incollata ai bordi) va aperta tenendo il contenitore in bilico magari sulle gambe o appoggiati alla meglio. L’operazione si è rivelata troppo difficile per un’anziana che l’ha rovesciata.

Con un affollamento del genere è chiaro che anche l’igiene e la sanità complessiva dei locali ne risente.

Insomma, qui non si mette in dubbio la professionalità di medici e paramedici, anzi la loro dignità è lesa quanto quella dei pazienti. La domanda sorge spontanea: è giusto tutto questo?

Per la cronaca: dopo 80 ore di attesa in barella al Pronto soccorso il paziente “X” è stato ricoverato.

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2 Comments

2 Comments

  1. Frederic Valenza

    13 Giugno 2017 at 12:25

    Un ospedale va bene quando tu saresti disposto, senza esitazione, a ricoverarci tuo figlio, tua madre, tua moglie !!!

  2. Giò

    13 Giugno 2017 at 16:02

    Fino a che punto si “deve” arrivare perché qualcuno si accorga e faccia qualcosa????

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CRONACA

Teatro Ponchielli: iter per l’adeguamento antincendio e regolamento in approvazione il 7 maggio

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Prosegue l’iter per la riapertura del Teatro Ponchielli, attualmente interessato da criticità legate all’adeguamento alle normative antincendio. Durante una seduta di Question Time, il vicesindaco e assessore ai Lavori pubblici di Latina, Massimiliano Carnevale, ha fatto il punto sulla situazione rispondendo a un’interrogazione consiliare. Al centro, lo stato di inagibilità della struttura e la necessità di completare sia gli interventi tecnici sia il regolamento di gestione. Il Teatro Ponchielli viene indicato dall’amministrazione come una struttura strategica per il territorio, anche per l’utilizzo in orario extrascolastico. In questa direzione è in fase di approvazione il regolamento per la concessione temporanea degli spazi. Sul fronte tecnico, restano alcune limitazioni legate alle norme di sicurezza per capienze superiori ai 100 posti, come rilevato dai Vigili del Fuoco. Il Comune ha attivato più canali di finanziamento per sostenere gli interventi di adeguamento: tra questi, la partecipazione a un bando ministeriale per la messa in sicurezza di edifici scolastici, che include anche la scuola Alessandro Volta, all’interno della quale si trova il teatro. Il progetto è risultato idoneo ma non finanziato nella prima fase, anche se restano aperte possibilità di scorrimento della graduatoria. Parallelamente, l’amministrazione ha avviato la progettazione esecutiva e partecipa a un ulteriore avviso regionale, con una quota di cofinanziamento già prevista. Una situazione che, come sottolineato dall’assessore, riguarda non solo Latina ma molti altri territori, alle prese con l’adeguamento delle strutture pubbliche alle normative di sicurezza.

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CRONACA

Sicurezza alimentare, NAS sequestrano oltre una tonnellata di prodotti tra Latina e Terracina

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Controlli sulla sicurezza alimentare nel territorio pontino: i Carabinieri del NAS hanno sequestrato oltre una tonnellata di prodotti irregolari tra Latina e Terracina. Le ispezioni, disposte dal Comando per la Tutela della Salute, hanno interessato diverse attività commerciali con l’obiettivo di verificare il rispetto delle norme igienico-sanitarie e garantire la sicurezza dei consumatori. Il bilancio complessivo parla di ingenti sequestri e sanzioni amministrative per circa 4.500 euro. Nel capoluogo pontino, in un esercizio di ortofrutta, sono state sequestrate circa 350 uova prive di tracciabilità, elemento fondamentale per risalire all’origine del prodotto e prevenire rischi sanitari, come possibili contaminazioni da salmonella. Sempre a Latina, nel mirino dei controlli anche un furgone adibito alla vendita e consegna di prodotti caseari. A bordo, mozzarelle e ricotte venivano trasportate senza alcun sistema di refrigerazione, con conseguente interruzione della catena del freddo. I 45 chili di merce sono stati sequestrati, con una sanzione di 2.000 euro. Sul litorale sud pontino, invece, l’ispezione in un supermercato ha evidenziato gravi carenze igienico-sanitarie in una cella frigorifera. All’interno erano conservati circa 1.000 chili di alimenti – tra gelati, prodotti ittici e preparazioni gastronomiche – con evidenti segni di cattiva conservazione. L’intera merce è stata smaltita sotto il controllo dei militari.

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CRONACA

Partigiani pontini: medaglia al Valor Militare a Dante Calisi consegnata al Comune di San Felice Circeo

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SAN FELICE CIRCEO – Un cittadino di San Felice Circeo, Dante Calisi, caduto durante la Resistenza, ha ricevuto in occasione del 25 aprile la Medaglia d’Argento al Valor Militare “alla memoria” attribuita dallo Stato italiano. Il riconoscimento è stato consegnato dalla prefetta di Latina Vittoria Ciaramella, alla sindaca Monia Di Cosimo nel corso della cerimonia provinciale per l’Anniversario della Liberazione tenutasi a Borgo Sabotino.

Il riconoscimento ricorda l’azione di Calisi, comandante di una compagnia mitraglieri sull’isola di Lero, che dopo l’8 settembre 1943 partecipò alla difesa contro le forze tedesche distinguendosi per coraggio e senso del dovere, fino alla cattura e alla successiva uccisione da parte dei nazisti.

«Ricevere questa medaglia a nome della nostra comunità – ha dichiarato il Sindaco Monia Di Cosimo – significa restituire al Circeo un frammento essenziale della sua storia civile. Dante Calisi ha incarnato il coraggio di chi sceglie la libertà quando farlo comporta il sacrificio più grande. La sua vicenda ci ricorda che la democrazia non è un’eredità acquisita, ma un impegno quotidiano. Oggi San Felice Circeo lo onora con profonda gratitudine».

L’Amministrazione Comunale rivolge un ringraziamento ai familiari di Dante Calisi, presenti alla cerimonia, per aver custodito negli anni la memoria del loro congiunto e per aver condiviso con la comunità un patrimonio umano e morale di grande valore. «A loro – ha aggiunto il Sindaco – va il nostro più sincero riconoscimento. La loro testimonianza ha permesso di mantenere viva la storia di Calisi e di trasmetterla alle nuove generazioni con rispetto e verità».

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