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CRONACA

Dusty Trade svela un sistema di corruttela diffuso. Ecco chi sono gli arrestati

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LATINA – L’operazione Dusty Trade della Guardia di Finanza ha  aperto uno spaccato su un sistema di corruzione che coinvolgeva pubblici funzionari “asserviti alle esigenze dei privati” professionisti e  imprenditori,  come scrive il Gip Mara Mattioli che ha firmato l’ordinanza di custodia cautelare per 13 persone. C’è anche un giudice non togato della commissione tributaria di Latina tra i corrotti. Nove persone accusate di corruzione a cui si aggiungono quattro spacciatori. Il legame tra le due accuse è presto detto: le tangenti si pattuivano al telefono ed erano soldi ma non solo,  qualche volta il compenso promesso era della cocaina. Ad aiutare le indagini la parte sana degli uffici pubblici in cui lavoravano gli arrestati.

Un mondo in cui la Procura e gli investigatori delle Fiamme Gialle si sono imbattuti quasi casualmente mentre indagavano nell’operazione SuperJob e si sono accorti che i professionisti coinvolti in quella storiaccia, per sbrigare più facilmente altre pratiche, aggiustandole, si servivano di un funzionario dell’ Agenzia delle Entrate di Latina, Andrea Nicastro 41 anni. Un’inchiesta nell’inchiesta, che ha preso una strada inattesa svelando un sistema di corruttela diffuso e sfacciato in cui le tangenti si pattuivano addirittura al telefono come nulla fosse.

Gli altri pubblici ufficiali sono  Giovanni Sedia 41 di Latina anche lui in servizio presso l’Agenzia delle Entrate del capoluogo e Vincenzo Marrazzo in servizio all’INPS di Pomezia. Il giudice della commissione tributaria di Latina è Enzo De Meo di Formia, 74 anni. Secondo l’accusa vendevano sistematicamente le rispettive funzioni.

Ma sono coinvolti anche commercialisti, imprenditori e una praticante dell’Agenzia delle Entrate: sono Salvatore Martano, 53 anni di Aprilia, arrestato una settimana fa in SuperJob come Marco Corrente commercialista anche lui apriliano; Giovanni Vartolo, 60 anni, imprenditore di Aprilia;  Tiziana Maiolino, 46 anni praticante presso l’agenzia delle Entrate di Latina.

Gli spacciatori finiti in manette invece, operavano tutti ad Aprilia e sono: Antonio e Andrea Ciccotti, Federico Paolioni e Marco Cristofaro.

Nel corso delle indagini coordinate dai pm Spinelli e Bontempo è emerso dalle intercettazioni che in un caso le pressioni erano state per avere un posto di lavoro. Il giudice de Meo chiedeva favori per  un parente. Tutto in cambio di informazioni che sarebbero dovute rimanere riservate e che servivano ad aggiustare contenziosi.

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CRONACA

Tentata rapina e aggressione in centro a Latina, denunciate due persone

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La Polizia di Stato di Latina ha denunciato due cittadini stranieri ritenuti responsabili, a vario titolo, di tentata rapina, lesioni personali, minacce aggravate e tentato furto. L’indagine della Squadra Mobile è partita da un episodio avvenuto la sera del 25 marzo in via Don Morosini, nei pressi di un’attività di ristorazione. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, un uomo sarebbe stato aggredito durante un tentativo di rapina e, nel tentativo di mettersi in salvo, si sarebbe rifugiato all’interno del locale. Durante l’aggressione sono rimasti feriti anche il titolare dell’attività e un dipendente intervenuti per prestare aiuto. Le indagini, condotte attraverso l’analisi delle immagini delle telecamere di videosorveglianza, le denunce delle persone coinvolte e i riconoscimenti fotografici, hanno consentito di identificare i due presunti responsabili. Uno degli indagati è stato denunciato per tentata rapina, lesioni personali e minacce aggravate, mentre il secondo dovrà rispondere di tentato furto in relazione al proprio ruolo nella vicenda. La Polizia ricorda che il procedimento è nella fase delle indagini preliminari e che gli indagati devono considerarsi presunti innocenti fino a un’eventuale sentenza definitiva di condanna.

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CRONACA

Cani segregati in gabbia anche al buio e senza cibo, denunciato un uomo di Maenza. Gli animali portati in canile

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MAENZA – Aveva rinchiuso sei cani in gabbie chiuse di piccolissime dimensioni dove non si potevano muovere, e uno non aveva neanche un minimo di luce.  Le gabbie inoltre venivano tenute sotto una tensostruttura in pvc, a temperature alte e senza cibo né acqua. E’ quanto hanno appurato i carabinieri del Nucleo Forestale di Priverno durante  un’attività di controllo congiunto svolta con il Servizio Veterinario ASL di Priverno, nel comune di Maenza.

Il proprietario degli animali già in passato era stato sanzionato per irregolarità sulla modalità di detenzione di alcuni cani e l’ASL aveva comminato sanzioni amministrative e impartito delle prescrizioni per migliorare le condizioni di vita dei cani, nel rispetto delle norme di legge. La situazione però non solo non era migliorata, ma anzi, gli animali sono stati trovati in gravi sofferenze.

I militari hanno quindi posto sotto sequestro penale i sei cani rinvenuti e li hanno trasferiti nel canile convenzionato con il comune di Maenza “Arte Insieme” di Itri dove sono stati   sottoposti alle visite e alle cure del caso, mentre l’uomo è stato denunciato in stato di libertà per detenzione di animali in condizioni che causano gravi sofferenze e incompatibili con la loro natura ai sensi dell’articolo 727 del Codice Penale.

 

 

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CRONACA

Resta il mistero sul gommone trovato con la batteria accesa a Torre Astura

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NETTUNO – Resta il mistero sul gommone ritrovato spiaggiato lunedì sera nei pressi di Torre Astura, nell’area del Poligono Militare di Nettuno. La Guardia Costiera di Anzio dopo la segnalazione arrivata lunedì sera ha avviato le indagini per verificare che non ci fossero dispersi in mare e per risalire ai proprietari dell’imbarcazione trovata con la batteria attaccata e il motore in posizione di navigazione.

Le operazioni di ricerca si sono protratte fino alle 3 della notte per poi ricominciare via mare con i mezzi specializzati della Capitaneria di Porto di Anzio di nuovo alle prime luci dell’alba di oggi. La Capitaneria di Porto ha anche divulgato alcune foto del mezzo, chiedendo la collaborazione a tutti i cittadini al fine di poter risalire al proprietario del gommone.

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