la festa

In Parco Falcone e Borsellino folla per Matteo Salvini

Il Ministro dell'Interno annulla l'incontro il prefettura con Coletta

LATINA – Accolto da un pubblico di simpatizzanti arrivato da tutta la Regione, circa 3500 persone secondo le stime ufficiali della Polizia, il Ministro dell’Interno e leader della Lega Matteo Salvini ha parlato dal palco allestito al centro di Parco Falcone Borsellino. Una giornata cominciata con impegni istituzionali, ha scelto abiti informali, jeans e maglietta, ma non una qualunque, quella della polizia per dire: “Sono uno di voi” e tornare sul tema dei migranti “mai più da noi ci sono Francia e Spagna che hanno il cuore tenero” e su quello dei conti pubblici dopo il richiamo di Mattarella per la decisione di sforare il deficit: “Fra cinque anni, quando finiremo, saranno a posto”.

“Indosso questa maglietta con orgoglio perché oggi è la festa di San Michele Arcangelo, patrono della Polizia – ha aggiunto – Tra le guardie e i ladri ho scelto sempre le guardie”, dice interrotto dagli applausi che diventano scroscianti quando parla di famiglia etero, “l’unica possibile”. “Bravo!”, Grande!”, “Matteo!” “Sei il mio idolo!” “Cerco di fare solo bene solo il mio lavoro – dice lui –  cerco di meritarmi  la fiducia e il mio stipendio”.

DISDETTO L’INCONTRO CON COLETTA – Parla anche di sicurezza, ma fa saltare l’incontro in Prefettura accordato al sindaco di Latina Damiano Coletta che  aveva espresso l’intenzione di illustrare “le delicate problematiche emerse a seguito delle indagini della Magistratura che hanno caratterizzato le vicende politiche-amministrative del territorio pontino”. Poi  – si legge in una nota – nell’imminenza dell’arrivo a Latina Salvini ha annullato l’appuntamento.

“Avrei consegnato un documento inerente alcune questioni urgenti che non riguardano una specifica parte politica ma la città e l’intero territorio pontino. Argomenti di particolare rilievo quali la sicurezza, il contrasto alle mafie e al caporalato, il potenziamento degli Uffici giudiziari e il governo del fenomeno migratorio. Oltre alle annose mancanze dei governi centrali sui sistemi delle infrastrutture. Dispiace che Salvini  – commenta Coletta – abbia dato la precedenza agli impegni di partito rispetto al ruolo di Ministro dell’Interno e di rappresentante del Governo, mancando così di rispetto nei confronti dell’Istituzione e della comunità che rappresento. Abbiamo capito che in Italia c’è sempre una campagna elettorale, senza soluzione di continuità, ma i diritti della comunità del nostro territorio non possono passare in secondo piano. Per questo motivo nei prossimi giorni invierò il documento al Ministro, ribadendo il mio impegno nel dare quelle risposte che la città e il territorio attendono da troppi anni».

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