CRONACA
Nardi, Semprevisa invasa per la giornata in ricordo. Il fratello Claudio: “Era quello che lui sognava”
BASSIANO – Il sogno di Daniele Nardi si è avverato: in migliaia hanno raggiunto la Semprevisa domenica 31 marzo per la giornata a lui dedicata. La sua montagna, quella che percorreva in 55 minuti di corsa per prepararsi alle sfide estreme sulle montagne più alte della terra, ma dove andava anche semplicemente per respirare l’aria che gli piaceva di più, era un fluire ininterrotto di persone. Dal parcheggio, fino in vetta, per poi ridiscendere a Campo Rosello e partecipare alle cerimonie a lui dedicate. Così, da ieri, sulla croce posta sulla cima più alta dei Lepini pontini c’è una targa che ricorda a tutti la frase testamento di Nardi: “Vorrei essere ricordato come un ragazzo che ha cercato di fare una cosa impossibile, incredibile e che però non si è arreso”. Poi il lascito al piccolo Mattia: “Se non dovessi tornare il messaggio che vorrei arrivasse a mio figlio è non fermarti, non arrenderti, datti da fare perché il mondo ha bisogno di persone migliori che facciano si che la pace sia una realtà..”.
Tredici chilometri di salita, una sfida personale per molti, proprio nello spirito dell’alpinista di Sezze, come ha ricordato in vetta Claudio Nardi, il fratello di Daniele (nel video), che ha parlato a nome della famiglia ringraziando il consiglio comunale di Bassiano e la comunità dei Monti Lepini che con i Comuni di Sezze e Carpineto Romano lavorano per l’intitolazione della cima, del rifugio e del sentiero.
Tre ore e mezza di camminata, la targa scoperta intorno a mezzogiorno, e poi tutti a Campo Rosello, dove tra ricordi e canti è stata ripercorsa la vita di Nardi, ma soprattutto lo spirito con cui l’ha vissuta. C’era anche Alex Txikon l’alpinista basco che ha condotto le operazioni di soccorso e poi di ricerca dei corpi sul Nanga Parbat dove sono scomparsi Daniele e Tom Ballard, rinunciando, alla fine, alla sua spedizione sul K2. Alex ha abbracciato uno ad uno, Daniela e il piccolo Mattia, la mamma, il papà, il fratello di Daniele Nardi: “Daniele era un ragazzo speciale – ha sussurrato prima di andare via – sono fiero di aver scalato con lui”, aggiungendo piu’ tardi, in un post su fb: “Una vez más… me doy cuenta que lo más importante en la vida es lo que dejamos tras nosotros/as, y allí por donde pasamos”. (Ancora una volta … mi rendo conto che la cosa più importante nella vita è ciò che ci lasciamo alle spalle, e ovunque andiamo).
CRONACA
Sezze, atto intimidatorio contro gli ispettori del lavoro, Massafra (Cgil): “Gravissimo”
SEZZE – Dopo l’atto intimidatorio che si è verificato a Sezze, nella zona Archi, dove sono state pesantemente danneggiate le auto degli ispettori che avevano svolto un controllo in un’azienda. I fatti sono stati resi noti dagli stessi dipendenti dell’Ispettorato che avevano notato anche dei droni sorvolare l’area durante il loro lavoro. Un fatto simile era accaduto nei giorni precedenti.
“Esprimo la più ferma condanna per il grave atto intimidatorio compiuto ai danni degli ispettori del lavoro dell’Ispettorato Territoriale di Latina, le cui auto di servizio sono state vandalizzate al termine di un’attività di controllo in un’azienda agricola di Sezze, conclusasi con l’adozione di un provvedimento di sospensione dell’attività imprenditoriale per gravi violazioni in materia di salute e sicurezza sul lavoro. Si tratta di un episodio di estrema gravità che rappresenta un attacco non solo ai funzionari dello Stato impegnati nel contrasto al caporalato e allo sfruttamento lavorativo, ma all’intero sistema di tutela dei diritti e della legalità. Colpire chi è chiamato a vigilare sul rispetto delle norme significa tentare di intimidire lo Stato e chi opera quotidianamente per garantire dignità, sicurezza e giustizia nei luoghi di lavoro”, scrive in una nota il segretario Cgil Frosinone Latina Giuseppe Massafra esprimendo “solidarietà e vicinanza agli ispettori coinvolti e a tutto il personale impegnato quotidianamente in un lavoro tanto delicato quanto indispensabile”. Massafra chiede che “a questo vile gesto corrisponda una risposta forte e unitaria delle istituzioni e della società civile”.
“Non si tratta di un semplice episodio di vandalismo, ma di un attacco diretto allo Stato, alle sue istituzioni, ai funzionari pubblici che quotidianamente, spesso in condizioni estremamente difficili, garantiscono il rispetto della legge in uno dei territori più complessi del Paese – commenta Vittorio Simeone – . Per questo motivo la FP CGIL esprime piena solidarietà alla Direttrice dell’Ispettorato Territoriale del Lavoro di Latina, dott.ssa Annamaria Miraglia, che, con senso delle istituzioni, coordina un gruppo di funzionari ispettivi e amministrativi che, pur in condizioni di gravissima carenza di organico, continua a garantire risultati di assoluto rilievo nella lotta al lavoro nero, al caporalato e alle violazioni in materia di sicurezza. La vicenda di Sezze – aggiunge Simeone – mette in luce anche una realtà non più accettabile: molti ispettori sono costretti a utilizzare mezzi propri per svolgere attività istituzionali, a causa della cronica insufficienza delle autovetture di servizio”.
CRONACA
Latina, albero crolla improvvisamente in Via Gioberti, centrata un’auto, nessun ferito
LATINA – Un albero si è improvvisamente spezzato venerdì pomeriggio cadendo su un’auto in sosta in via Gioberti, la strada che costeggia la palestra della scuola Vittorio Veneto-Salvemini di Latina, nel centro della città di Latina. Fortunatamente nessuno è rimasto ferito. Un evento inatteso, visto che la pianta sembrava in ottime condizioni. Sul posto la Polizia Locale, che ne ha disposto l’abbattimento.
CRONACA
Latina, nega tutto l’anziano arrestato per aver palpeggiato un 14enne in spiaggia. Resta ai domiciliari
LATINA – Ha negato tutto nell’interrogatorio davanti al giudice, il 79enne accusato di violenza sessuale aggravata su minore per un episodio avvenuto giovedì mattina sulla spiaggia di Latina tra Capoportiere e Foce Del Duca dove un 14enne è stato avvicinato dall’uomo con una banale scusa e poi palpeggiato. Il pensionato, residente a Latina, è stato interrogato dal Gip del Tribunale che ha deciso di confermare la misura cautelare degli arresti domiciliari, mentre la polizia prosegue gli accertamenti sullo smartphone sequestrato all’anziano. Era stata la mamma dopo le urla del figlio a chiamare la Polizia riuscendo anche a evitare che il 79enne si allontanasse.
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