il messaggio del sindaco

Scritte, offese e svastiche: imbrattata la facciata del liceo classico di Latina, trovati gli autori

La polizia ha avviato le indagini dopo la riapertura della scuola, ora le spese toccheranno alle famiglie

LATINA – Bestemmie, scritte minacciose contro la preside e simboli nazisti vergati con la vernice rosa fluo al liceo Classico Dante Alighieri di Latina. E’ stata imbrattata così la facciata della scuola di Viale Mazzini, approfittando della giornata festiva. E’ stata questa mattina alla riapertura la dirigente Eleonora Lofrese a chiamare la polizia. Sul posto è arrivata anche  la Digos guidata dal vicequestore Walter Dian.

I  sospetti si sarebbero subito concentrati su alcuni ragazzi  della scuola che hanno postato foto sui social mentre si trovavano sul tetto dell’edificio, cosa non infrequente peraltro vista la facile accessibilità, proprio sopra l’ingresso principale  dove sono poi apparse le scritte. Sotto ognuna c’era fra l’altro una sigla che è risultata facilmente identificabile. Una studentessa ha ammesso la “bravata” accompagnata dai genitori; dopo di lei anche l’altra ha fatto la stessa cosa. Entrambe saranno sottoposte ad un procedimento  disciplinare e alla sospensione.

I danni invece  sono da quantificare e saranno addebitati alle famiglie.

Si conclude così una storia che lascia l’amaro in bocca e che ha mobilitato l’intera scuola, con molti coetanei che hanno subito condannato l’accaduto.

IL TWEET DEL SINDACO – In un comunicato stampa del Comune,  il sindaco di Latina Damiano Coletta, esprime solidarietà alla preside chiedendo un’azione corale per promuovere la cultura del rispetto. “A nome personale e di tutta l’Amministrazione esprimo solidarietà alla Dirigente Scolastica del liceo classico “Dante Alighieri” prof.ssa Eleonora Lofrese. Le scritte ingiuriose rinvenute sui muri della scuola non sono una semplice bravata. Sono la rappresentazione evidente del clima di odio che pervade una parte della nostra società, purtroppo anche tra le generazioni più giovani. Tutti insieme, amministratori e cittadini, dobbiamo impegnarci per far crescere la cultura del rispetto e della legalità e per dare voce ai tanti che credono in una società migliore. La violenza non è soltanto fisica, si può essere violenti anche nelle parole. Da primo cittadino e da genitore spero davvero che gli autori di questo gesto becero possano comprendere che il futuro non si costruisce con la violenza, fisica o verbale che sia, ma con il rispetto, valore irrinunciabile di una società civile”.

 

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